25 gennaio 2021
Aggiornato 02:30
Tensioni nella maggioranza

Graziano Delrio ai 5 Stelle: «Con no all'Europa sul MES non avrebbe più senso l'alleanza»

Il capogruppo del PD alla Camera: «Di Maio e Crimi lavorano per recuperare il dissenso interno. Andare avanti con le riforme e intervenire su legge elettorale»

Graziano DELRIO, Capogruppo del PD alla Camera
Graziano DELRIO, Capogruppo del PD alla Camera ANSA

«Le alleanze si fanno per raggiungere degli obiettivi. Il Pd c'è se gli obiettivi sono chiari e si lavora per centrarli: l'europeismo per noi è irrinunciabile. Abbiamo trattato un anno con l'Europa per giungere a questa stesura della riforma del Mes, se poi in Italia non l'approviamo, le istituzioni repubblicane perderanno la loro credibilità, la perdiamo tutti». Così il capogruppo Pd, Graziano Delrio, in un'intervista a Repubblica in vista del voto sulla riforma del Mes.

«So - riconosce Delrio - che i capi politici del Movimento, Di Maio e Crimi, stanno lavorando responsabilmente per recuperare il dissenso interno. Io voglio dire chiaramente che questa prova non ha un appello. Il Pd è entrato in coalizione per modificare la collocazione dell'Italia e recuperare appieno la sua vocazione europeista. Se ci fosse uno stop sul percorso che noi riteniamo fondamentale e che tanti benefici ha portato al Paese, ecco, se ci fosse un ritorno al Conte uno, allora è evidente che non avrebbe più senso portare avanti questa esperienza».

Alla domanda se Conte dovrebbe dimettersi in caso il governo andasse sotto sul voto sul Mes, Delrio risponde: «qui il problema non sarebbe il Premier, peraltro non votato direttamente ma indicato dalla forze politiche, bensì il governo, che non può essere il fine ma il mezzo per realizzare le cose».

Dialogare con le opposizioni

Qualunque sia la governance per il Recovery Plan, «bisogna riuscire a coinvolgere tutti - spiega il capogruppo Pd -. Avrei voluto un dibattito col Paese, che partisse molto prima». Inoltre sulla legge di Bilancio «continuiamo a lavorare su decreti approvati da una sola Camera, in una sorta di monocameralismo di fatto. È grave, è un vulnus inferto alla volontà popolare rappresentata dal Parlamento».

Delrio sottolinea anche l’importanza del dialogo con l’opposizione: «La primavera sarà molto complicata, verranno meno il blocco dei licenziamenti e altri sostegni economici. Nessun ingresso al governo, ma gli altri partiti vanno coinvolti. Sia per il bilancio, sia per il Recovery. E va ascoltato il Parlamento quando parla», ad esempio sulla creazione della rete Tim-Open Fiber o sulla cybersicurezza: «Senza il parere positivo del Copasir non si deve procedere».