29 ottobre 2020
Aggiornato 23:00
L'intervista

Rotondi: «Conte è l'uomo nuovo della politica, lo apprezzano anche i moderati»

Dal convegno della Fondazione Dc potrebbe nascere un nuovo partito ecologista di centro e per guidarlo si parla di Conte. I commenti di Gianfranco Rotondi al DiariodelWeb.it

Gianfranco Rotondi
Gianfranco Rotondi ANSA

Segnatevi questa data. Dal 9 all'11 ottobre prossimi (guarda caso, subito dopo i ballottaggi), a Saint Vincent si terrà il convegno della Fondazione Dc: un appuntamento consueto, tradizionale, ma quest'anno carico come non mai di contenuti politici. Proprio quella, infatti, potrebbe essere l'occasione per la nascita di un nuovo soggetto politico, di centro ma con una spiccata attenzione ai temi dell'ecologia (come emerge fin dal titolo della kermesse, «Laudato si': La politica cristiana dal bianco al verde»).

E ad annunciarlo potrebbe essere, sostengono i ben informati, nientemeno che il premier Giuseppe Conte, invitato a concludere i lavori con il suo intervento. Con il suo discorso, dunque, il presidente del Consiglio darà l'annuncio della sua nuova discesa in campo, stavolta nel ruolo di leader centrista? E al suo fianco si schiereranno gli ex ministri e gli altri nomi noti che parleranno come relatori durante la tre giorni (da Rocco Buttiglione a Lorenzo Fioramonti, da Alfonso Pecorario Scanio a Saverio Romano a Gian Luca Galletti)?

Per cercare di vederci chiaro su questo scenario che si affaccia all'orizzonte della politica italiana, il DiariodelWeb.it ha interpellato il promotore dell'incontro, Gianfranco Rotondi, già ministro con Berlusconi, deputato di Forza Italia e presidente della Fondazione Dc.

Onorevole Gianfranco Rotondi, ci presenta il convegno che la Fondazione Dc ha organizzato il mese prossimo a Saint Vincent?
Da sempre la Dc si riunisce in autunno a Saint Vincent. Dapprincipio era Donat Cattin a organizzare un convegno di corrente che segnava la ripresa dell’attività politica dopo l’estate, poi il format fu ereditato dal mio partito, la Dc per le autonomie. Ora il mio partito è stato trasformato in fondazione e mantiene in forma culturale l’avvenimento autunnale di Saint Vincent.

Avete raccolto l'appello dell'enciclica di Papa Francesco del 2015 sulla difesa del creato?
Sì. Questo Papa, in apparenza, non è stato un politico. A differenza di Paolo VI non ha sostenuto il partito cattolico, diversamente da Giovanni Paolo II non ha sfidato il comunismo. Ma è solo apparenza. Nella sostanza il Pontefice ha riscritto le tavole di un possibile impegno politico dei cattolici: accoglienza, centralità della persona, rifiuto dei fasti del potere, difesa del creato, sviluppo ecosostenibile. Un programma politico.

Il paradigma politico che vi ispira, dunque, è quello di creare un nuovo centro di ispirazione cattolica ma con tematiche ecologiste?
Il centro è una definizione per politologi, non è un programma politico. Un partito diviene di centro quando media e si colloca distante dalle estreme. Ma ciò non conferisce di per sé un programma politico e una attrattività. Un partito cattolico vocato alla difesa del creato può esprimere invece un programma moderno e divenire attrattivo.

I nomi dei partecipanti, personaggi che hanno un passato istituzionale importante, potrebbero portare il loro bagaglio di esperienze a questo progetto?
È finita la stagione del nuovismo, della rottamazione, del populismo. La gente comprende che l’esperienza è un valore, non una vergogna. Volendo parlare di ambiente, abbiamo invitato anzitutto i ministri che se ne sono occupati nei governi di destra e di sinistra.

Alcuni organi di stampa hanno indicato il possibile federatore di questo movimento cattolico-ambientalista nel premier Giuseppe Conte, che parteciperà al convegno. C'è qualcosa di vero?
Non sono profeta né figlio di profeti. Conte è premier in quanto garante di un patto di governo tra i Cinquestelle e i loro variabili alleati, prima la Lega poi il Pd. Da questo punto di vista nessuno è più lontano da noi da chi guida due governi a cui ci opponiamo. Prendiamo atto, però, di una cifra di civiltà e curiosità intellettuale che fa di Conte l’ospite preferibile in un evento culturale proiettato verso nuovi scenari.

Dobbiamo aspettarci un annuncio importante nel discorso di chiusura del premier al termine del vostro convegno, che avverrà subito dopo i ballottaggi?
Bisognerebbe chiederlo a lui, io non sono il suo portavoce, ruolo ben ricoperto peraltro dal dottor Casalino.

Lei ha definito Conte «l'uomo nuovo della politica italiana». Qual è la sua opinione sulla sua figura?
È l’uomo nuovo, questo è un fatto. Quale sarà la sua cifra politica, è presto per dirlo. Nasce espressione di un movimento antipolitico ma si è affrancato dal suo libro della Genesi. Oggi è apprezzato dall’opinione pubblica anche moderata, interloquisce con ambienti molto diversi con facilità. Ha davanti a sé molte strade, bisognerà vedere quale imboccherà.