29 settembre 2020
Aggiornato 18:00
L'intervista

Fattori: «Di Maio pensa solo ai suoi interessi: così ha distrutto il M5s»

La senatrice Elena Fattori, ex Movimento 5 stelle passata al gruppo Misto, racconta al DiariodelWeb.it le origini e i motivi della crisi di valori e di consenso dei grillini

Luigi Di Maio durante un evento del MoVimento 5 Stelle
Luigi Di Maio durante un evento del MoVimento 5 Stelle ANSA

Era nato come forza che avrebbe dovuto scardinare la vecchia politica, ma una volta ritrovatosi al governo sembra averne acquisito tutte le dinamiche. Il Movimento 5 stelle è in balìa di una crisi di valori e di consenso, che sta esplodendo negli ultimi mesi, ma che ormai da tempo era stata denunciata dall'interno, non solo tra gli attivisti ma anche tra i rappresentanti in parlamento. Una tra le prime a muoversi in tal senso è stata la senatrice Elena Fattori, cacciata nel novembre scorso dai grillini e da allora approdata al gruppo Misto. Che conosce bene, dunque, e racconta al DiariodelWeb.it in questa intervista, i mali più gravi del Movimento.

Senatrice Elena Fattori, lei è stata una delle prime voci critiche all'interno del Movimento 5 stelle. Ora che il crollo è visibile a tutti, che giudizio dà di ciò che è diventata questa forza politica?
Il Movimento 5 Stelle che ha vinto le elezioni nel 2018 non esiste più: è stato ammutinato da un gruppo di «colonnelli» che non rappresentano l'elettorato.

Non a caso, da quando è al governo, il M5s si è prodotto in diverse retromarce rispetto a battaglie qualificanti come Tap, Ilva, Tav, nomine nelle grandi imprese di Stato. Sono stati questi dietrofront a far perdere la fiducia degli attivisti?
Ogni tradimento di obiettivi ha portato al disinnamoramento di una parte degli attivisti che si erano spesi per quelle battaglie e avevano confidato in una presa in carico, tra l'altro promessa con grande veemenza.

La decisione di aprire alle alleanze con il Pd sui territori è stata un ulteriore errore?
L'opposizione al Pd è stata identitaria, soprattutto nei territori ove questa forza politica rappresenta il compromesso al ribasso su molti temi caratterizzanti: inclusi l'ambiente, l'acqua pubblica, la trasparenza, la lotta contro il familismo e la mancanza di meritocrazia. I due elettorati non si sommano.

L'ultimo baluardo che sta venendo è il limite dei due mandati. I grandi nomi del Movimento sembrano infatti tutti intenzionati a ricandidarsi, in testa la sindaca Virginia Raggi. Dunque l'originaria scelta di fare politica come missione e non come mestiere si è rivelata solo uno slogan?
Per ora riguarda solo i consiglieri comunali, deroga comprensibile, ma non dubito che sarà estesa a tutti coloro che dettano le regole e che non hanno nessuna voglia di rinunciare ai benefit della carriera politica a livello governativo.

Che responsabilità ha avuto, secondo lei, in questa perdita di credibilità Luigi Di Maio, nel suo precedente ruolo di capo politico e di figura chiave del governo?
È stato il responsabile della caduta di consensi e della perdita di identità del movimento. È evidente che gli accordi politici per arrivare a questo hanno giovato soprattutto a lui e al suo circolo di amici e affini, e non avevano come scopo il bene del Movimento. D'altronde mettere in ginocchio una forza politica così dirompente deve essere stato un compito che ha portato a un credito politico personale, da parte dei partiti tradizionali, di un certo rilievo. Imperdonabile.

La scelta di Vito Crimi per sostituirlo la ritiene azzeccata?
In realtà Vito Crimi non è stato scelto da nessuno come capo politico. Doveva essere un sostituto di Di Maio pro tempore, essendo membro del comitato di garanzia, e sarebbe dovuto rimanere in carica per un paio di mesi. Non è legittimato né dagli eletti, né dagli iscritti, né dai territori e la sua permanenza abusiva in quel ruolo sta creando un grave danno.

Alla luce di ciò che abbiamo raccontato, possiamo dire che la rivoluzione del Movimento 5 stelle è ormai morta, sostituita da un nuovo partito non molto dissimile da quelli tradizionali?
La rivoluzione del Movimento riguardava una tensione nel paese che non è sopita e cerca rappresentanza. Come ho detto, il Movimento 5 stelle di Di Maio e company non rappresenta più tali aspirazioni a una partecipazione politica estesa e a una politica «alta». Toccherà aspettare che qualche altra aggregazione di persone ne faccia le veci.

Lei è una esperta biologa e ricercatrice. Almeno sulla gestione della pandemia, ritiene che il governo abbia tenuto una linea condivisibile?
Ho apprezzato molto all'inizio della pandemia la posizione ferma del governo di fronte alla violenza del virus in Nord Italia e nonostante le sollecitazioni di Confindustria a non chiudere. Tuttavia ci sono dei passaggi da chiarire, come la mancata chiusura della Val Seriana, l'estensione del lockdown a tutta Italia nonostante le raccomandazione del Cts a chiudere solo le zone infette.

Come ritiene che si possa fare chiarezza su questi punti?
Io, personalmente, ho presentato interrogazioni e ordini del giorno per avere tutti i verbali del Cts, per ora ancora parzialmente secretati. Non trovo opportuno, invece, la proroga dello stato di emergenza con pieni poteri al governo, in un momento delicato ma non emergenziale, ove si dovrà far partire l'economia e direzionare i soldi provenienti dall'Europa. Pericolosa la deroga anche parziale e temporanea del codice degli appalti e l'eccessivo accentramento di poteri in capo alla Protezione civile. Purtroppo nel post emergenza il nostro paese è sempre stato scarso e denso di conflitti di interesse e ricostruzioni mai avvenute.

Insomma, anche il governo Conte sta portando avanti le brutte consuetudini del passato?
Di sicuro trovo pessima l'abitudine ormai a usare la decretazione d'urgenza su questioni ordinarie ed escludere il dibattito parlamentare. Ne vediamo gli effetti sulla gestione della scuola senza ascolto delle parti sociali, degli operatori e del parlamento. A due settimane dalla riapertura è un rimpallo di responsabilità e uno scaricabarile senza interventi coordinati e puntuali.

Possiamo nutrire aspettative importanti rispetto alla ricerca sui vaccini che sta proseguendo in questi mesi?
Se un vaccino efficace e sicuro ci sarà, sarà disponibile non prima della fine del 2021, scorciatoie e deroghe agli studi clinici ordinari a mio avviso sono da evitare.