22 settembre 2020
Aggiornato 12:00
MoVimento 5 Stelle

Stefano Buffagni contro Beppe Grillo: «Mandati o alleanze non sono temi da voto a ferragosto»

Il viceministro dello Sviluppo Economico, esponente del M5s: «Andrebbero discussi agli Stati generali. Discussione seria o sarà revival dei 10 piccoli indiani. Chi gioca a sopravvivere perde, come con Conte I»

Beppe Grillo e Stefano Buffagni
Beppe Grillo e Stefano Buffagni ANSA

«Andrò controcorrente... ricordando un grande uomo che questo sogno lo ha fondato: 'Ogni volta che deroghi a una regola praticamente la cancelli'. O si ha la forza e il coraggio di affrontare il futuro de Movimento con serietà, consapevoli degli errori e delle esperienze fatte, o si tratta solo della tecnica della 'rana bollita' che di volta in volta si usa a secondo della convenienza o dell'esigenza. Tema mandati o alleanze con i partiti non sono un argomento da votazione a Ferragosto, ma da Stati Generali». Lo dichiara, con un post su Facebook, il viceministro dello Sviluppo economico Stefano Buffagni, esponente del M5s.

«Discussione seria o sarà revival dei 10 piccoli indiani»

«'Uno vale uno' non significa 'uno vale l'altro'. Esattamente come il tema della meritocrazia e della competenza che è sempre stato un nostro faro ma che spesso internamente è stato demonizzato; con la Pandemia e il grande lavoro del presidente Conte, però, la realtà dei fatti ci impone un cambio anche su questo. Proprio come avevamo promesso agli italiani. Ho tanti difetti, tanti limiti, faccio tanti errori e tanti peccati, ma credo che o si inizia a discutere seriamente di futuro del Movimento e del Paese, oppure è solo un revival di '10 piccoli indiani' di Agatha Christie. E mi auguro che nessuno dei miei amici del M5s voglia questo».

«Chi gioca a sopravvivere perde, come con Conte I»

«Lo dico da mesi, in particolare per territori che lamentano una carenza di rappresentanza, ma soprattutto di ascolto di temi e di esigenze. Siamo al governo per far le cose per le persone, per cambiare in meglio la nostra Italia e migliorare la vita dei cittadini, non per sopravvivere. Chi gioca per sopravvivere e non per crescere ed evolvere alla fine perde sempre, esattamente come accaduto nel Conte I».