19 settembre 2020
Aggiornato 02:30
Scuola

Lucia Azzolina: «Il pericolo più grande è la fuga degli studenti. Stop alle classi pollaio»

Il Ministro dell'Istruzione: «Coi fondi UE combattere dispersione scolastica. Lavoriamo per scuole aperte oltre l'orario delle lezioni. Abbiamo messo 6 miliardi sulla scuola da inizio anno»

Il Ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina
Il Ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina ANSA

«Con una crisi economica alle porte, il pericolo maggiore invece è quello di avere ragazzi costretti a lasciare la scuola per cercare lavoro». A lanciare l'allarme, in un'intervista a La Stampa, è il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina.

«Iniziamo - ha spiegato su come intende intervenire a riguardo - valorizzando gli istituti tecnici e professionali, che in alcuni territori danno lavoro a oltre il 90% degli studenti già dal primo anno dopo la scuola. Durante il lockdown abbiamo deciso che chi è rimasto indietro a causa dell'emergenza non perde l'anno ma ricomincia insieme agli altri a settembre. E comprando computer e tablet per la didattica digitale abbiamo usato un principio che favoriva le famiglie più disagiate. Stesso criterio dei libri di testo gratis a settembre, destinati a centinaia di migliaia di studenti. Nella programmazione di spesa dei fondi europei del NextgenerationUe, poi, il mio primo obiettivo sarà quello di combattere la dispersione scolastica"

«Stop alle classi pollaio»

In che modo intende indirizzare i fondi europei? «Voglio archiviare definitivamente le classi pollaio, che impoveriscono la didattica, e intervenire sugli edifici - ha risposto la Azzolina - Lavoriamo per scuole aperte oltre l'orario delle lezioni. Abbiamo messo 6 miliardi sulla scuola da inizio anno - 2,9 miliardi solo per settembre - ma siamo a un punto di svolta: gli investimenti europei per la scuola italiana sono un'opportunità irripetibile».

«Sui banchi polemica sterile»

Quella sui banchi scolastici con le rotelle «è una polemica sterile. Abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici che tipo di banco volevano. Quelli con le rotelle, sono utilizzati già in tantissime scuole innovative e sono stati pensati così perché permettono di lavorare in gruppo e avere forme di didattica diverse. Ma sono una parte dei banchi, ci sono poi anche quelli tradizionali. Lasciateci lavorare, è un investimento importante sugli arredi. Penso sia una cosa da apprezzare», ha aggiunto Azzolna.

Il ministro ha poi assicurato che «ce la stiamo mettendo tutta e ce la facciamo a riaprire le scuole il 14 settembre, ovviamente in presenza e in sicurezza». E a questo proposito, sulla disposizione che prevede che la temperatura degli alunni sia misurata a casa e non a scuola, Azzolina ha spiegato: «Se un alunno ha la febbre non lo metto sull'autobus, e poi in fila per entrare a scuola, mettendo a rischio altre persone».

M5s: «Da Casellati dichiarazioni fuori luogo»

«Le dichiarazioni sulla scuola rilasciate oggi dalla presidente del Senato Casellati in un'intervista a un quotidiano appaiono fuori luogo. Dalla seconda carica dello Stato ci si attende un atteggiamento al di sopra degli schieramenti politici e all'insegna dell'unità del Paese». Lo afferma in una nota il capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Senato Gianluca Perilli.

«Sulla riapertura delle scuole a settembre - ha spiegato il senatore - non c'è alcuna confusione, c'è in corso un lavoro molto serio, guidato dalla ministra Azzolina, che si concluderà in tempo per una ripresa in sicurezza dell'anno scolastico. Le linee guida condivise con le Regioni sono operative da settimane. Sulla scuola non sono mai state messe tante risorse come adesso, 6 miliardi in totale da inizio anno, 2,9 solo per settembre. E questi soldi vengono stanziati anche per iniziare a porre rimedio ai tagli brutali decisi dai governi di centrodestra in manovre finanziarie purtroppo tristemente note».

«Creare allarmismo, peraltro del tutto infondato, su un tema così sensibile dal punto di vista sociale come la scuola - ha sottolineato - significa scendere nell'agone della polemica politica quotidiana, quella in cui purtroppo non manca mai una grande dose di strumentalizzazione da parte delle opposizioni».