30 ottobre 2020
Aggiornato 23:00
Centrodestra

Giorgia Meloni: «Il Premier viola la Legge, parlamentari non sono spettatori nel reality show di Conte»

Il Presidente di Fratelli d'Italia: «Il Governo non ha voluto votare su Recovery Fund e MES. Noi fuori dagli Stati generali ma pronti a discutere emendamenti. ANM? Espulsione Palamara non basta»

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia
Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia ANSA

«Non abbiamo partecipato al dibattito con Conte sul Consiglio Europeo per difendere il ruolo e l'onorabilità del Parlamento, perché i parlamentari non sono degli spettatori nel reality show di Conte: sono parlamentari della Repubblica italiana». Lo ha detto Giorgia Meloni, intervistata ad Aspettando le parole su Rai3.

«Quanto accaduto - ha affermato la presidente di Fratelli d'Italia - è stata una violazione della legge italiana, la 234 del 2012, che prevede che quando il presidente del Consiglio o i ministri partecipano a riunioni europee le cui decisioni potrebbero incidere sulla finanza pubblica, il Governo, nell'esprimere la propria posizione, debba tenere conto degli indirizzi del Parlamento. Per averli bisogna votare. Ma il governo non ha voluto votare quando andava a discutere Recovery Fund, Mes e una serie di temi molto seri, perché in realtà hanno il problema di mettere insieme la loro maggioranza e quella è una violazione della legge».

«Fuori dagli Stati generali ma pronti a discutere emendamenti»

«Noi ascoltiamo moltissimo: mi pare che siano loro che non vogliono ascoltare noi». Così Giorgia Meloni ha risposto a una domanda sulla decisione delle opposizioni di centrodestra di disertare gli Stati generali sul rilancio dell'economia convocati a villa Pamphilj dal Governo.

«Abbiamo scelto di non partecipare agli Stati generali - ha spiegato la presidente di Fratelli d'Italia - perché li consideravamo una passerella ma questo non toglie che siamo disponibili ad esempio a discutere gli emendamenti che abbiamo presentato al decreto rilancio, dopo che sono stati bocciati tutti quelli che avevamo presentato al Cura Italia e dopo che sono decaduti quelli che avevamo presentato sul decreto liquidità. Invece mi pare che Conte butti un po' la palla in avanti: mentre si discute di come spendere 55 miliardi, che il Governo ha a disposizione grazie al nostro voto, voglia parlare di quello che facciamo dopo. Il tutto mentre in queste ore in commissione Bilancio tutti i nostri emendamenti sono stati bocciati».

«Emendamenti seri - ha detto ancora Meloni - e per fare un esempio Cito quello che prevedeva l'unificazione dell'anno fiscale 2019-2020 per consentire la compensazione tra utili 2019 e perdite 2020. E' un problema di dichiarare che si vuole dialogare quando poi nei fatti non lo si vuole fare».

«Espulsione Palamara non basta»

«L'espulsione di Palamara dall'Anm è un buon segnale, ma non basta. Anche alla luce delle sue gravissime dichiarazioni di quest'oggi alla stampa, in cui è sempre più chiara la logica delle spartizioni tra correnti all'interno di certa magistratura, Fratelli d'Italia continua a chiedere le dimissioni immediate di tutti i magistrati coinvolti nello scandalo e un sorteggio per le nomine in seno al Csm. Dobbiamo sciogliere una volta per tutte il pericoloso intreccio tra magistratura e politica: lo dobbiamo ai tanti magistrati che ogni giorno servono con onore lo Stato italiano e, soprattutto, alla credibilità della Giustizia italiana».