2 giugno 2020
Aggiornato 01:30
Decreto rilancio

Brunetta e i fantamiliardi virtuali del Governo

Il responsabile economico di Forza Italia: «L'Esecutivo non ha le risorse per farci ripartire e quindi, si inventa bubbole e artifici finanziari. Servirebbero soldi in contanti, cash flow»

Renato Brunetta, Deputato e responsabile economico di Forza Italia
Renato Brunetta, Deputato e responsabile economico di Forza Italia ANSA

ROMA - «L'helicopter money del Governo Conte si è nuovamente alzato in volo, per fare la felicità degli italiani. Purtroppo per noi, però, anziché lanciare la moneta vera che suggeriva il premio Nobel Milton Friedman, butta giù soltanto moneta virtuale, fantamiliardi stanziati sulla carta che agli italiani arriveranno solo come amara illusione. Ne deriva che il decreto Rilancio Italia (già Aprile, già Maggio) non produrrà nessun effetto che il Governo continua ad indicare per la nostra economia, per le nostre famiglie e per le nostre imprese. Nessun effetto se non di effimera illusione, con annessa propaganda che hanno prodotto i due decreti precedenti, il Cura Italia di marzo e il 'liquidità' di aprile». Lo dice Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, in un editoriale sul Riformista.

«Bubbole e artifici finanziari»

«La verità, molto semplice, molto desolante, è una sola: l'Esecutivo non ha le risorse per farci ripartire e quindi, si inventa bubbole e artifici finanziari. A differenza di altri Stati, a partire da quelli più forti come Germania e Stati Uniti. Servirebbero soldi in contanti, cash flow, l'unica 'money' della quale famiglie e imprese davvero hanno bisogno, anziché improbabili garanzie e crediti d'imposta a babbo morto. Per essere risarcite, le imprese, per aver dovuto chiudere le loro attività e per essere aiutate, le famiglie, per aver perso il posto di lavoro o aver dovuto subire la cassa integrazione», aggiunge.

Giacomoni: «Rischio Cdp nuova IRI»

«Nonostante le smentite del governo, quanto previsto dal 'dl rilancio' potrebbe prefigurare il ritorno a una nuova IRI, con tutte le conseguenze del caso. Affidare una funzione pubblicistica a una società per azioni non è proprio una grande idea, la esporrebbe ai 'desiderata' dei partiti. Né più, né meno come accadeva nel passato. Per questo occorre necessariamente rafforzare i poteri e il raggio d'azione della Commissione». Lo ha detto il deputato di Forza Italia, Sestino Giacomoni, presidente della Commissione Bicamerale di vigilanza sulla CDP, intervistato da 'Il Sole 24 Ore'.

«Spero - ha aggiunto - che la presenza di CDP nelle SPA che verranno sostenute sia una presenza attenta nei controlli ma inesistente sotto il punto delle ingerenze sulle attività di governance dei gruppi. È innegabile che in questo periodo così difficile per il nostro Paese il ruolo di Cassa e di altre realtà pubbliche come Sace sia cresciuto notevolmente e continuerà a crescere. Ma come ho detto il giorno del mio insediamento, non dobbiamo mai dimenticare che la cassa ed i depositi vengono dal risparmio postale, ossia dal lavoro e dai sacrifici dei piccoli risparmiatori, un motivo in più - ha concluso l'esponente azzurro - per vigilare affinché questi risparmi, attraverso i prestiti, siano utilizzati nel migliore dei modi possibili».

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