20 settembre 2020
Aggiornato 12:30
Maggioranza

Nicola Zingaretti tira fuori il PD dai giochi di Palazzo

Il Segretario del Partito Democratico: «Il governo deve dialogare con le opposizioni. Se questo governo non ce la fa vedo difficile che si possa riproporre una maggioranza diversa»

Il Segretario del PD, Nicola Zingaretti
Il Segretario del PD, Nicola Zingaretti ANSA

ROMA - «Il Pd non si presterà mai al ritorno della politica del chiacchiericcio, degli sgambetti, delle furbizie, dei giochi di palazzo». Così Nicola Zingaretti a Skytg24 risponde a proposito delle polemiche nei confronti del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. «Sulla giustizia dico alla politica che la vera priorità è come le mafie si combattono nelle carceri e come si combatte l'inquinamento mafioso nell'economia legale - spiega il segretario del Pd -: questa è la vera priorità per non permettere che in un momento di crisi economica aumenti l'economia mafiosa e non c'entra nulla con il chiacchiericcio di queste ore. Facciamo su questo provvedimenti d'urgenza affinchè le risorse arrivino a chi ha bisogno non ai mafiosi».

«Troppa polemica politica»

«La giornata di ieri è stata l'ennesima conferma di un eccesso di polemica politica che deve tornare a concentrarsi sulla concretezza della condizione umana e delle imprese. Gli italiani che in questi mesi sono rimasti a casa hanno il diritto ad avere una prospettiva e questo deve essere il principale compito ora di chi ha responsabilità politiche: sia chi è al governo sia chi sta all'opposizione, altrimenti la politica non ha più senso».

«Il governo deve governare nella ricerca continua del dialogo con le opposizioni, se non ce la fa vedo difficile in questo Parlamento riproporre una maggioranza diversa».

«Troppa burocrazia, serve un'Italia nuova»

La vicenda del Coronavirus sta facendo emergere «lentezza e burocrazia, stiamo riscoprendo che il sistema paese non funziona, penso alla cassa integrazione, ma non sono problemi dell'oggi, scopriamo che quando c'è bisogno di un intervento trasparente di sostegno all'economia c'è troppa burocrazia. Il Pd ha chiesto che nel decreto di aprile ci siano segnali contro la burocrazia».

«Ad esempio sulle energie rinnovabili, il digitale, l'aiuto all'economia circolare, l'efficientamento degli ecobonus per gli edifici servono misure che rendano facile spendere queste risorse, anche perchè non sono aiuti è l'inizio della costruzione della nuova Italia di cui abbiamo bisogno», ha spiegato.

«Riduzione orario di lavoro? Idea mai discussa»

Quella della riduzione dell'orario di lavoro come via d'uscita dalla crisi economica provocata dal Coronavirus è una «idea legittima ma mai discussa in nessuna sede, deve far parte di una discussione sull'Italia che immaginiamo».

«Nazionalizzazione imprese è una balla»

«Il dato molto positivo è che si sono fatte due manovre per una massa finanziaria di 80 miliardi che ne muoverà centinaia per dare fiducia e certezza. I pilastri sono due: sostegno alle imprese non per governarle, nè per nazionalizzarle, queste sono balle, nessuno ci ha mai pensato, c'è un sostegno dovuto per molti a fondo perduto».

«Il primo grande pilastro è quindi la ripresa e difendere le aziende italiane dalle aggressioni straniere - ha proseguito Zingaretti -, il secondo pilastro è pensare a chi non ce la fa, centinaia di migliaia persone non ritroveranno il posto di lavoro perchè magari era precario e hanno bisogno di essere accompagnati, non possiamo lasciare sole queste persone, il rischio è l'aumento delle diseguaglianze sociali, è a rischio la democrazia del paese».

«Regolarizzazione? Impianto Bellanova è corretto»

«Sulla regolarizzazione spero si trovi una soluzione, l'impianto proposto dalla ministra Bellanova è corretto: c'è una esigenza produttiva, di umanità, del lavoro e anche sanitaria per controllare chi circola nel nostro paese, credo che l'eccesso di rigidità sia dovuto più a questioni di visibilità politica che alla misura».

«Scuola? Garantire socialità anche prima di settembre»

Sulla scuola «le scelte vanno prese molto prima di settembre, i bambini non possono essere affidati ai nonni, c'è un problema immediato, per questo ci sarà nella manovra un incentivo su questo, ma il grande tema è verificare nel corso dell'estate come è possibile garantire una socialità a bambini e bambine e ripensare la scuola perchè comunque si riprenda il ciclo formativo e la dimensione collettiva dell'essere bambino, ragazzo, studente».

«L'importante su questo è fare un confronto non ideologico e scelte chiare che diano agli italiani la fiducia - ha spiegato il segretario del Pd -. Si vivrà in maniera diversa però si potrà anche vivere meglio, questo deve essere l'impegno di chi ha responsabilità politiche e anche della classe imprenditoriale che ha già mostrato disponibilità per dare una mano».