2 giugno 2020
Aggiornato 00:00
Governo

Giuseppe Conte prova a «puntellare» il Governo: Instabilità politica sarebbe danno gravissimo

Il Presidente del Consiglio: «Nessun alleato comprometta l'azione di governo. Fase 2? Italiani responsabili ma la strada è ancora lunga. Accuse alle Cina? A tempo debito accertare responsabilità»

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

ROMA - «Io ho solo un piano: mettere in sicurezza il Paese, garantire la salute dei cittadini, dare un sostegno a chi si trova in difficoltà e, sfida non meno rilevante, rilanciare l'economia e il tessuto produttivo. Queste sono le mie preoccupazioni». Lo afferma in un'intervista al quotidiano online Affaritaliani.it il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlando delle tensioni nella maggioranza. «Ben vengano suggerimenti e stimoli da parte di tutti gli alleati di governo. Ci aspetta un compito davvero impegnativo e tutti potranno e dovranno offrire il loro prezioso contributo. Nessuno degli alleati può avere interesse a compromettere l'azione di governo, sarebbe incomprensibile agli occhi dei cittadini. L'instabilità sarebbe un gravissimo danno alla vigilia della sfida della ripartenza e indebolirebbe, inevitabilmente, la nostra posizione in Europa in una fase decisiva per il futuro italiano ed europeo», conclude Conte.

«Fase 2? Strada è ancora lunga»

«Al di là di singoli episodi e di situazioni isolate, abbiamo riscontrato un comportamento molto responsabile da parte degli Italiani». A giudizio del Premier le modalità con cui si è riaperto ieri «sono un primo passo incoraggiante» e tuttavia «la strada è ancora lunga» e «non dobbiamo abbassare la guardia». Conte assicura però che se la curva epidemiologica dovesse essere particolarmente positiva per alcuni territori si potranno valutare passi ulteriori: «Non ignoro le richieste di alcune regioni e di alcune particolari categorie di lavoratori di anticipare l'apertura delle rispettive attività».

Conte spiega che «la risposta dei cittadini si sta confermando all'altezza delle difficoltà del momento, da Nord a Sud, da Milano a Roma, da Torino a Napoli, da Genova a Palermo. Gli spostamenti sui mezzi pubblici e il ritorno al lavoro di milioni di persone si stanno svolgendo senza eccessivi disagi. È un primo passo incoraggiante, ma non dimentichiamo che la strada è lunga e non dobbiamo mai abbassare la guardia».

«Monitorare gli effetti di questa ripartenza»

Conte riconosce che «la ripresa delle attività manifatturiere e delle costruzioni è avvenuta in modo ordinato, nel rispetto, mediamente, del piano varato dal Governo, secondo le regole di precauzione e di sicurezza predisposte per tempo. Queste attività produttive sono state riavviate tanto nel Settentrione quanto nel Mezzogiorno senza grandi disagi ed evitando situazioni caotiche. Ora dobbiamo monitorare gli effetti di questa ripartenza - ha spiegato Conte - al fine di procedere quanto prima alla riapertura delle restanti attività economiche, sempre in condizioni di massima sicurezza. La strada è ancora lunga, ma l'Italia riparte».

Dunque «fino al 17 maggio saranno in vigore le misure contenute nell'ultimo Dpcm che, voglio ribadirlo, non significa un 'liberi tutti'. Le Regioni ogni giorno ci forniranno i dati aggiornati, insieme a quelli sulla recettività delle strutture ospedaliere. Sono fiducioso che con il rispetto delle regole adottate, e con le rigorose norme sulla sicurezza previste nei luoghi di lavoro, la curva epidemiologica potrà ulteriormente rallentare in alcuni territori. Non ignoro le richieste di alcune regioni e di alcune particolari categorie di lavoratori di anticipare l'apertura delle rispettive attività. Siamo al lavoro anche per questo, avendo sempre come prioritario l'interesse generale della tutela della salute di tutti i cittadini».

«UE ha capito errori, fiducioso che sarà all'altezza»

«L'Unione europea sta dando prova in queste settimane di aver compreso gli errori del passato. Anche in riferimento all'inizio della pandemia, quando l'Italia si è ritrovata sola. Sono fiducioso che tanto nella risposta economica quanto nella lotta al Covid-19 l'Europa saprà essere all'altezza di questa sfida storica».

«Serve sforzo dalle banche»

«La possibilità per le imprese di accedere velocemente e facilmente a forme di sostegno economico e di evitare problemi di liquidità è di capitale importanza. Siamo consapevoli di alcuni ritardi, in un quadro comunque di assoluta straordinarietá, ed è per questo che nel nuovo decreto economico ci siamo concentrati su meccanismi ancora più veloci e diretti di sostegno alle imprese. Occorre adesso anche uno sforzo in più da parte del sistema bancario per rendere più spedite le procedure ed è per questo che stiamo verificando con i vertici delle imprese bancarie lo stato di attuazione del decreto liquidità», conclude Conte.

«Accuse alle Cina? A tempo debito accertare responsabilità»

«A tempo debito sarà inevitabile, una volta acquisite tutte le necessarie informazioni, accertare eventuali responsabilità nella gestione della pandemia che a livello internazionale hanno condizionato l'attuale emergenza. Per il momento riteniamo prioritario favorire il più possibile la collaborazione internazionale quale strumento fondamentale per sconfiggere il virus e per tutelare la salute globale. L'Italia crede molto in questa possibilità di cooperazione ed è pronta a dare il suo contributo, come stiamo già facendo nel quadro dell'Alleanza globale contro il Coronavirus e come certamente intendiamo fare al meglio nell'esercizio della nostra prossima Presidenza del G20».

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