2 giugno 2020
Aggiornato 01:00
Emergenza coronavirus

Giorgia Meloni: «Decreto Liquidità interessante ma devo vedere i testi»

Il Presidente di Fratelli d'Italia: «Facciamo del nostro meglio per dare una mano. Cura Italia? Noi disponibili, maggioranza non molto. Se Governo dice sì a Mes scateneremo l'inferno»

Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia
Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia ANSA

ROMA - «Il tema della liquidità delle imprese è una priorità assoluta, il provvedimento varato ieri dal governo sembra interessante ma devo vedere i testi. Per esempio gli imprenditori ci hanno posto il problema della garanzia al 100 per cento dello Stato per un problema procedurale. Valuteremo nel merito. I decreti precedenti li abbiamo votati, facciamo del nostro meglio per dare una mano speriamo che qualcuna delle nostre proposte venga accolta». Lo ha detto Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia a Radio 24.

«Cura Italia? Noi disponibili, maggioranza non molto»

«Disponibilità finora non ne abbiamo vista nella cabina di regia governo-opposizione per arrivare a un testo più condiviso del decreto Cura Italia. Tutte le nostre proposte sono state respinte per ragioni ideologiche. Ieri ho deciso di ritirare i 168 emendamenti di Fratelli d'Italia ne abbiamo lasciati solo 20 tra cui per esempio l'utilizzo dei percettori del reddito di cittadinanza e altre, tutte di buon senso, quasi tutte a costo zero, e su quello chiedo al governo di dare delle risposte. Mi pare che il governo stia facendo la guardia bianca della burocrazia - osserva -. Noi la nostra disponibilità l'abbiamo data dall'inizio, da parte della maggioranza non molto forse per loro problemi interni».

«Se Governo dice sì a Mes scateneremo l'inferno»

«Il dibattito sui prestiti europei sta cominciando a diventare grottesco, ogni giorno sentiamo vari esponenti della UE che provano a indorare la pillola ma l'obiettivo di fondo rimane sempre lo stesso: sfruttare l'emergenza coronavirus per fare shopping di asset strategici e aziende italiane. Non sono minimamente ricevibili le offerte di 'basse condizionalita» sul MES annunciate dalla Merkel, il Governo non cada nella trappola e faccia valere ad ogni costo il principio che non siamo disponibili all'ipotesi che si utilizzi un fondo creato anche con i soldi nostri per indebitarci e dettarci condizioni! Se qualcuno per nome e per conto degli italiani dice sì al MES, non faremo sconti e in Parlamento scateneremo l'inferno».

«Emendamenti per celebrare messe da remoto»

«Abbiamo depositato degli emendamenti e chiesto la possibilità di poter implementare la celebrazione delle messe anche da remoto e di dare la possibilità ai fedeli, per quelle realtà che sono in grado di rispettare le regole e mantenere le distanze di sicurezza, di tenere aperto ma non penso si possa fare molto di più». Lo ha detto il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ai microfoni di Radio 24 nel corso della trasmissione «24 Mattino» condotta da Maria Latella e Simone Spetia.

Nel dettaglio, l'emendamento depositato da FdI alla Camera all'ultimo decreto-legge del Governo sul coronavirus prevede tra le altre cose la possibilità di consentire «l'ingresso nei luoghi destinati al culto con modalità idonee ad evitare assembramenti di persone, con obbligo a carico del titolare del luogo di culto di predisporre le condizioni per garantire il rispetto di una distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio».

Infine, incalzata da Maria Latella, che le ha chiesto se era contraria all'appello di Matteo Salvini, il presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni ha spiegato di non aver compreso se il leader della Lega si riferisse «alle chiese o alle messe» e parlando delle riaperture ha detto «speriamo di riaprire il prima possibile tutto quello che possiamo riaprire, ma quello che davvero conta in questo momento è non vanificare gli sforzi che abbiamo fatto finora e che ci sono costati decine di miliardi di euro. È dura, è dura in particolare quando arrivano festività come la Pasqua ma quello che va fatto devono dircelo gli esperti».

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