20 settembre 2020
Aggiornato 00:30
Emergenza coronavirus

Giuseppe Conte alle Camere: «Ci giudicherà la storia, ora bisogna agire»

Il Premier al Parlamento: «Il governo è pienamente consapevole che dalle sue scelte discendono conseguenze di immane portata per la vita dei cittadini»

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ROMA - «Il governo è pienamente consapevole che dalle sue scelte discendono conseguenze di immane portata per la vita dei cittadini. Scelte che condizioneranno anche il futuro della nostra comunità. Siamo all'altezza del compito che il destino ci ha riservato? La storia ci giudicherà. Verrà il tempo dei bilanci, delle valutazioni, tutti avranno la possibilità di giudicare ad animo freddo e calmo il nostro lavoro e trarne la conseguenze. Ci sarà un tempo per tutto, oggi è il tempo dell'azione e della responsabilità dalla quale nessuno può fuggire». Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nell'informativa alla Camera sulle misure prese per fronteggiare l'epidemia di coronavirus.

«Stiamo combattendo un nemico invisibile e insidioso che entra nelle case, divide le famiglie, ci fa sospettare di mani amiche, ci ha condotto ad una limitazione significativa degli spostamenti pur di contenere il contagio ed evitare il rischio di diffusione incontrollata. Sfida il Paese in tutte le sue componenti: una sfida sanitaria, economica, sociale, ci coinvolge tutti, nessuno escluso. Il settore pubblico e il privato, le istituzioni e semplici cittadini», ha aggiunto Conte.

«Crisi senza precedenti, prova durissima»

«La diffusione dell'epidemia di coronavirus ha innescato in Italia e in Europa una crisi senza precedenti che espone il Paese a una prova durissima» e le misure prese comportano un «impatto negativo sull'intero sistema produttivo. Sono giorni terribili per la comunità nazionale - ha aggiunto - ogni giorno dobbiamo registrare nuovi decessi, un dolore che si rinnova costantemente».

Un lungo applauso dell'Aula della Camera ha ricordato le vittime del coronavirus, durante la relazione del premier Giuseppe Conte. «Non avremo mai pensato di vedere file di autocarri dell'esercito con le bare. Ai familiari delle vittime va il nostro pensiero e la nostra commossa vicinanza», ha detto. A questo punto i deputati presenti hanno rivolto un applauso di cordoglio.

«E' tempo della responsabilità, nessuno si sottragga»

«E' il tempo dell'azione e della responsabilità, da cui nessuno può sfuggire: la responsabilità massima compete al governo ma è di tutti i cittadini, anche dei membri del Parlamento perchè mai come ora siamo chiamati a conformare le nostre azioni al bene comune». Per affrontare l'emergenza coronavirus «il governo ha agito con determinazione e assoluta speditezza, approntando misure di massima precauzione» prima degli altri Paesi. «Il governo ha anticipato la reazione ponendo in essere tutte le misure di sua competenza», ha aggiunto.

«Misure graduali perchè sempre equilibrate»

Le misure disposte dal governo per fronteggiare il coronavirus sono state graduali per provare a bilanciare in ogni momento «sacrifici e benefici», in particolare tra «tutela della salute e adeguati presidi democratici», e per essere «sempre adeguati rispetto all'obiettivo perseguito». Lo ha rivendicato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nell'informativa alla Camera, sottolineando che ogni decisione «si è sempre basata sulle valutazioni del Comitato Tecnico scientifico e poi bilanciare sacrifici e benefici». Conte ha osservato che «per la prima volta alla Seconda Guerra mondiale siamo stati costretti a limitare alcune libertà fondamentali. I principi sono stati quelli della massima precauzione ma contestualmente anche dell'adeguatezza rispetto all'obiettivo perseguito. Per questo c'è stata gradualità nelle misure, sempre più restrittive via via che la gravità» dell'epidemia «si è manifestata».

«Sempre garantito coinvolgimento Regioni»

«Poichè il nostro ordinamento non conosce una esplicita disciplina dello stato di emergenza abbiamo dovuto costruire un metodo mai sperimentato prima e abbiamo ritenuto di usare lo strumento del Dpcm, dopo aver posto il suo fondamento giuridico nel primo decreto, il numero 6. Il Dpcm è uno strumento agile, flessibile e abbiamo così inteso garantire per questa via la più uniforme applicazione delle misure. Ogni dpcm è stato adottato con il coinvolgimento di tutti i ministri e abbiamo assicurato il massimo coinvolgimento delle Regioni, sia singolarmente che con la Conferenza Stato-Regione».

«Inoltre abbiamo ritenuto di coinvolgere le parti sociali» per le misure di natura economica e in questo senso, ha sottolineato, un «passaggio molto significativo come segno di attenzione al mondo del lavoro è stata la firma di un protocollo condiviso per il contrasto del virus nel posto di lavoro con il presupposto che l'attività lavorativa è possibile solo se vengono garantiti adeguati livelli di protezione».

«Doveroso coinvolgere Camere sulle misure»

«Tutte le misure adottate» per contenere la diffusione del coronavirus «si giustificano per la straordinarietà dell'evento» e tuttavia «sono consapevole della necessità di un doveroso coinvolgimento del Parlamento che esprime al massimo grado la democraticità del nostro ordinamento. Per tale ragione con il decreto di ieri oltre ad aver trasferito in norma di rango primario le norme abbiamo anche tipizzato il dpcm». Inoltre «abbiamo previsto la trasmissione» degli atti «ai presidenti delle Camere e l'obbligo» per il governo «di riferire ogni 15 giorni alle Camere sulle misure adottate».

«500 infermieri trasferiti in aree più colpite»

«Nei prossimi giorni con una nuova ordinanza trasferiremo 500 infermieri, su base volontaria, nelle aree a più alto numero di contagi. Sono sicuro che anche in questo caso ci sarà un moltiplicatore incredibile» nelle candidature. I primi gruppi dei medici che si sono offerti di essere trasferiti nelle aree più colpite dal coronavirus «saranno inviati nei prossimi giorni, anzi un primo gruppo mi risulta che sia già arrivato a destinazione».

«Serve significativa risposta per l'economia»

«Il governo è consapevole che la pandemia è non solo una complessa sfida sul piano sanitario ma richiede una significativa risposta economica a livello nazionale, europeo e mondiale. Per questa ragione da subito abbiamo preso provvedimenti economici volti a tutelare lavoratori e imprese. L'impegno del governo nel sostegno all'economia italiana trova nel decreto Cura Italia un primo passo: ci rendiamo conto che l'intervento, seppur significativo, assolutamente non trascurabile, non è sufficiente e per questo stiamo in queste ore lavorando per incrementare il sostegno alla liquidità, al credito».

«Prossimo decreto non inferiore a 25 miliardi»

«Il nuovo decreto del governo non sarà di dimensioni inferiori alle risorse previste dal Cura Italia. Con il nuovo intervento normativo - ha assicurato - confidiamo di pervenire a uno strumento complessivo altrettanto significativo» per sostenere la liquidità e «interverremo anche con stanziamenti aggiuntivi di non minore importo rispetto ai 25 miliardi già stanziati. L'emergenza ci mostra anche l'importanza di tutelare le nostre industrie strategiche per rischi epidemiologici, climatici, sismici, ma anche informatici e geopolitici». E dunque «i più preziosi asset del Paese vanno protetti con ogni mezzo, a partire dal prossimo provvedimento normativo che stiamo predisponendo per aprile».