7 aprile 2020
Aggiornato 10:30
Emergenza coronavirus

Governo e opposizione restano distanti

Conte sa che la «pax» politica che si era creata per l'emergenza è ormai finita e che se vuole il consenso, o almeno un atteggiamento non ostile, del centrodestra, deve concedere qualcosa

Antonio Tajani, Matteo Salvini e Giorgia Meloni escono da Palazzo Chigi dopo l'incontro con il Premier Conte
Antonio Tajani, Matteo Salvini e Giorgia Meloni escono da Palazzo Chigi dopo l'incontro con il Premier Conte ANSA

ROMA (ASKANEWS) - Con un gradimento personale che tocca i livelli massimi Giuseppe Conte ha aperto oggi una settimana che potrebbe essere decisiva per l'emergenza coronavirus, sia dal punto di vista sanitario che politico. Ma che, anche per questo, presenta non poche incognite e possibili rilevanti ostacoli. Sul campo, il trend dell'andamento dell'epidemia sembra mostrare primi miglioramenti, ma va consolidato. Per questo, anche sotto la spinta delle Regioni e di parti rilevanti del governo, il premier ha deciso di compiere un ulteriore passo avanti, elevando le sanzioni per chi non rispetta le regole. Un nuovo provvedimento, che potrebbe portare le multe fino a 2 mila euro, dovrebbe arrivare domani nel Consiglio dei ministri convocato per le 15. Possibile anche un ulteriore utilizzo dell'esercito, come richiesto anche dalle opposizioni.

Opposizione in pressing

Proprio i rapporti con le opposizioni (ma anche con pezzi della maggioranza, si veda Italia Viva) rappresentano un capitolo complicato, alla vigilia dell'avvio dell'esame parlamentare del decreto Cura Italia. Conte sa che la «pax» politica che si era creata per l'emergenza è ormai finita e che se vuole il consenso, o almeno un atteggiamento non ostile, del centrodestra, deve concedere qualcosa, in particolare a Matteo Salvini, che ormai da qualche giorno è tornato a mettere nel mirino il suo «arcinemico». Da un paio di giorni il leader della Lega aveva avviato un pressing su Forza Italia e Fdi per cominciare ad attaccare il premier. Un lavorio che si era concretizzato, ieri, nella nota congiunta del centrodestra e che stamani ha portato Salvini a telefonare al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Al termine l'ex ministro dell'Interno ha ringraziato il capo dello Stato per «l'impegno a favorire un'interlocuzione tra il governo e l'opposizione per creare quel clima giusto di una vera collaborazione per il bene del paese e uscire insieme dall'emergenza».

L'«invito» di Conte

Un modo per mettere in difficoltà Conte, anche se un'altra ricostruzione sottolinea che Mattarella ha semplicemente messo al corrente Salvini del fatto che Palazzo Chigi stava per mettere in campo una iniziativa di coinvolgimento delle opposizioni. Difatti, subito dopo il colloquio, è stato Conte a chiamare il suo ex numero due per invitare i rappresentanti del centrodestra ieri sera a Palazzo Chigi. Una mossa senz'altro «benedetta» dal Colle, che, si fa notare, non può che sposare qualunque iniziativa vada nel senso della ricerca di una maggiore unità nazionale. All'inquilino di Palazzo Chigi il centrodestra «compatto», ha spiegato Salvini, arrivato con Giorgia Meloni e Antonio Tajani, ha avanzato una serie di richieste: dalla distribuzione di mascherine e respiratori agli ospedali alla sperimentazione di tutti i farmaci utili, dalla tutela delle partite Iva al blocco delle tasse, dalla difesa delle aziende italiane al no al Mes.

L'«opposizione» interna di Renzi

Intanto Conte deve guardarsi anche dal fronte interno e dagli attacchi più o meno velati di Matteo Renzi. Il leader di Italia viva assicura continuamente di non voler far polemica, ma oggi ha ribadito che il governo deve avere una strategia economica perchè «perdere tempo oggi sarebbe letale» ed è tornato a criticare la modalità di comunicazione del premier, «perché questo è il CoronaVirus, non il Grande Fratello». Schermaglie politiche, si potrebbe dire, senonchè Iv si presenta in Senato con la volontà di cambiare il decreto, ad esempio (così come Salvini e il centrodestra) nel sostegno a professionisti e lavoratori autonomi. Una possibile mina tutta da disinnescare: oggi un primo incontro dei capigruppo di maggioranza con il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà è stato «interlocutorio».

La protesta dei sindacati

In questo contesto, un altro problema non da poco per l'esecutivo è la protesta dei sindacati, pronti anche allo sciopero generale se non verranno allargati i provvedimenti di chiusura delle fabbriche. Il premier sa che il conflitto sociale in questo momento renderebbe ancora più difficile la situazione e ha dato mandato al ministro per lo Sviluppo economico Stefano Patuanelli di trovare una composizione con le parti sociali, convocate per questa mattina. Una missione che, alla vigilia, appare complicata.

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