18 settembre 2020
Aggiornato 23:00
Polemiche

«Conte rispetti ruolo Servizio Pubblico»

L'associazione Lettera22: «L'informazione libera pretende la possibilità di porre domande, pur rispettando le distanze di sicurezza. Il servizio pubblico esige il rispetto del ruolo di garanzia democratica»

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

ROMA - «Mentre il Premier decide di affidare al colosso americano Facebook le comunicazioni al Paese sull'emergenza Coronavirus costringendo la Tv di Stato a mandare in onda la diretta di un'azienda privata, il segretario UsigRai preferisce polemizzare con Vespa, proporre fantomatici tavoli con il terzo settore, entrare nel merito dei palinsesti di rete, invece che fare quello che semplicemente dovrebbe fare un sindacato dei giornalisti Rai: difendere il ruolo del Servizio Pubblico e la funzione dei sui 1660 giornalisti nella più grande crisi del Paese dal dopoguerra». Così l'associazione Lettera22 in una nota, e poi conclude: «l'informazione libera pretende la possibilità di porre domande, pur rispettando le distanze di sicurezza. Il servizio pubblico esige il rispetto del ruolo di garanzia democratica in un momento drammatico per l'Italia e il mondo intero».

Mentana: «Non può essere tutto comunicazione»

Mentana torna alla carica. E va all’attacco di Conte: «Non può essere tutto comunicazione. Se un governo decide di bloccare la gran parte delle attività produttive, prima stende il provvedimento, poi dirama un comunicato stampa con gli elementi essenziali. Da quando è in vigore lo stop. Fino a quando. Quali settori riguarda e quali invece no. E perché», afferma Mentana. Quindi, sempre più perplesso, aggiunge: «Poi, e solo dopo, arriva il discorso del premier. Che spiega perché si assumono decisioni così gravi. Cosa c’entrano con la lotta contro il contagio. E infine tutte le belle frasi che abbiamo ascoltato, per poi essere bersagliati (noi, perché il premier non ha voluto domande) dai quesiti di chi chiedeva se la sua attività fosse essenziale o no… Aggiungo: ora si viene a sapere che le misure entreranno in vigore solo lunedì. E allora che bisogno c’era di questa comunicazione emozionale a reti unificate?»

Massimo Cacciari: «Manca la politica»

«Manca una politica, per il momento stanno facendo, e giustamente, quello che gli dicono le autorità sanitarie». Lo ha detto Massimo Cacciari, in collegamento con SkyTg24, a proposita della risposta del governo italiano all'emergenza determinata dalla pandemia da nuovo coronavirus. «Politica sarebbe - ha aggiunto il filosofo - dire ai cittadini che cosa si vuol fare dopo, quali misure per ripartire, in quali settori...». Cacciari ha anche detto: «Allarmi scientifici su una pandemia c'erano, perché non sono stati ascoltati? Perché nessuno si è preoccupato di adeguare la sanità? Anche questa è mancanza di politica».

Carfagna: «Comunicazione governo rispetti democrazia»

«In questo momento così grave e doloroso tutti i cittadini sono chiamati a grandi sacrifici per proteggere sé e gli altri. Oggi più che mai le istituzioni sono tenute a garantire trasparenza, ricambiando e onorando il rispetto e la fiducia degli italiani. Un annuncio cruciale come la decisione di chiudere quasi tutte le attività produttive non può avvenire a tarda ora, attraverso una diretta su Facebook, senza la possibilità per la stampa di rivolgere domande e ottenere precisazioni utili a tutti». Così Mara Carfagna vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, in una nota.

«Nei giorni scorsi questo metodo sciagurato ha già provocato allarme, panico, e causato conseguenze molto serie. Ora il governo ha il dovere di rivolgersi alla popolazione quando le decisioni sono già chiare e dettagliate, ha il dovere di parlare con un'unica voce, ogni giorno, dai canali nazionali, e non soltanto per annunciare nuove restrizioni ma per spiegare le ragioni delle proprie scelte, con ordine e semplicità, così come è indispensabile in un Paese democratico», ha concluso.