22 ottobre 2020
Aggiornato 22:00
Il piano choc del centrodestra

Coronavirus, il centrodestra fa fronte comune: piano da 30 miliardi a tutela di famiglie e imprese

Il centrodestra si ritrova unito, avanza al governo le sue proposte per affrontare il coronavirus e chiede al premier Giuseppe Conte un incontro: «Ma no a governissimo, anche l'Europa batta un colpo»

Matteo Salvini e Giorgia Meloni
Matteo Salvini e Giorgia Meloni ANSA

ROMA (ASKANEWS) - Un piano da trenta miliardi. Il centrodestra si ritrova unito, avanza al governo le sue proposte per affrontare il coronavirus e chiede al premier Giuseppe Conte un incontro. Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani hanno tenuto una conferenza stampa unitaria in Senato per illustrare la loro posizione, anche il linea con lo spirito auspicato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Ma si aspettano che la collaborazione con la maggioranza non sia unilaterale. «Non siamo dei postini, chiederemo un incontro ufficiale al presidente del consiglio e al governo per presentare il documento che contiene le proposte a tutela e rilancio del Paese», ha spiegato il leader della Lega.

«Finora non abbiamo trovato l'attenzione e l'unità che speravamo da parte del governo. Ma ora facciamo un passo avanti, orgogliosi della nostra unità e delle nostre proposte. Ora speriamo che le cose cambino e che verremo ascoltati», ha detto anche la presidente di Fdi.

Stessa posizione del vice presidente di Forza Italia. «Noi - ha sottolineato Tajani - ci siamo messi al tavolo, abbiamo fatto delle proposte, siamo pronti a collaborare come dall'inizio. Noi vogliamo sederci al tavolo e fare cose concrete, non ci interessa andare a prendere il caffè a palazzo Chigi». Anche l'atteggiamento sui prossimi provvedimenti dipenderà dalla risposta dell'esecutivo. «Ci comporteremo in aula conseguentemente a quanto verremo coinvolti su decisioni importanti per il Paese», è la posizione.

«No a governissimo»

I tre esponenti del centrodestra ci tengono però a sottolineare che la loro apertura non è preludio ad alcun governissimo. «Non è sul campo, sono sul campo - ha spiegato Salvini - delle proposte concrete che offriamo a chi è minoranza nel paese ma in questo momento maggioranza in Parlamento». «Abbiamo dimostrato che non ci servono dei ministri per essere utili», ha aggiunto Meloni, mentre Tajani rimarca come «lo spirito è servire il popolo italiano, non questo governo o questa maggioranza».

Salvini, Meloni e Tajani chiedono anche una maggiore presenza dell'Europa e che l'Italia si faccia sentire con chi - hanno spiegato - sta approfittando dell'emergenza per fare una guerra commerciale ai nostri prodotti. «L'Europa fin qui non è esistita, oggi può dimostrare se esiste o meno», ha affermato la leader di Fdi, che ha aggiunto: «La presidente della commissione non ha detto una parola, l'ho trovato rilevante. Una parola di conforto o sostegno alle istituzioni sarebbe stato un bel gesto».

Meloni: «Governo dica dove reperisce materiale sanitario»

«Il governo deve dire immediatamente come intende reperire tutto il necessario per aumentare la capienza e la capacità delle strutture sanitarie per far fronte all'emergenza. Il virus avanza e non attende la burocrazia, l'improvvisazione e l'incapacità. La Germania blocca le esportazioni delle apparecchiature mediche per la terapia intensiva, la Francia requisisce tutti i materiali sanitari utili a prevenire il contagio - ha ricordato Meloni -: mentre il resto del mondo si organizza per fare fronte all'emergenza coronavirus in modo concreto, in Italia a metà febbraio il ministro Di Maio ha regalato 2 tonnellate di materiali sanitari alla Cina e il sindaco di Firenze Nardella ha donato 250.000 mascherine a Pechino».