21 ottobre 2020
Aggiornato 14:30
Direzione PD

Nicola Zingaretti: «Inaccettabile picconare il Governo, Renzi rispetti il Partito Democratico»

Il Segretario dei Democratici: «Sulla prescrizione qualcuno attacca il partito sbagliato. Nessuno pensi di allungare la legislatura in soluzioni improvvisate o trasformistiche»

Il Segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti
Il Segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti ANSA

ROMA - Matteo Renzi deve «rispettare» il Pd e smetterla di «picconare il governo». Lo ha detto il segretario democratico Nicola Zingaretti, durante la direzione del partito di questa mattina. «Le altre forze ci rispettino, così danneggiano il Paese! - ha affermato - Da altri mi aspetterei più misura e maggiore rispetto. Soprattutto da forze che si dichiarano avversarie di Salvini e che invece stentano assai nel radicamento sociale e che ogni giorno si mettono in cattedra per dare lezioni di riformismo. Questo atteggiamento non danneggia noi, danneggia l'Italia. Con polemiche che sono riuscite a rimuovere dal dibattito la sconfitta di Salvini in Emilia. Sta a Renzi decidere una sua bussola strategica. Non c'è spazio per una posizione intermedia tra i due poli più forti. Chi finge di non esserne consapevole fa di fatto l'interesse delle destre».

Ha aggiunto Zingaretti: «Italia viva continua a insistere in una corsa solitaria ed enfatizza i conflitti anche quando le sue ragioni possono avere un fondamento. Mi permetto di chiedere di avviare un ripensamento in Puglia per evitare che dopo anni di buon governo quella regione cada nelle mani delle destre. Dobbiamo lavorare perché nel campo democratico sono avviati processi complessi e non tuti prevedibili. Sulle alleanze il Pd valuterà regione per regione ma bisogna almeno provare a costruire un progetto».

Zingaretti: «Inaccettabile picconare il Governo»

«Sulla prescrizione - ha proseguito - qualcuno attacca il partito sbagliato. Sulla prescrizione si è fatto un enorme passo in avanti, decisivo. Il ministro Bonafede ha stravolto la posizione di partenza. E se a volte si dice che si attacca il Matteo sbagliato, qualcuno è ossessionato e ha attaccato questa mattina il partito sbagliato».

Infine: «È inaccettabile picconare il governo, nessuno pensi a soluzioni improvvisate. Chi piccona il governo si colloca in una posizione politicamente ambigua che sta diventando politicamente insostenibile. Perché il veto assoluto non è stato posto ad agosto quando trattavamo sul governo? Nessuno pensi di allungare la legislatura in soluzioni improvvisate o facendoci precipitare in un quadro trasformistico, allungando la vita della legislatura in uno stato puramente vegetativo».

Ora congresso straordinario PD

Il Pd ha bisogno di un «congresso straordinario», che sia «sulle idee e non sui nomi. Al Partito democratico - ha affermato - serve un congresso politico straordinario, un atto politico forte. Non sui nomi ma sulle idee, chiamando l'Italia intera a confrontarsi e discutere sul futuro. Facciamo 10mila assemblee, almeno uno per ogni comune. Un congresso aperto a tutti per ricostruire l'Italia».

Martina: «Sì congresso straordinario aperto al Paese»

«Penso che faccia bene il segretario Zingaretti a porsi l'obiettivo di un momento straordinario di riprogettazione dei democratici e dei progressisti. Non ci servono conte interne e non siamo un club, siamo una grande comunità che ora deve cambiare ancora e aprirsi al massimo alle energie che vogliono dare una mano. Penso a un percorso dai territori, nei piccoli comuni come nelle grandi città, mettendo al centro la nostra idea di paese di fronte alle tre rivoluzioni in atto, quella ambientale, quella tecnologica e quella demografica. Quindi la nostra parola d'ordine che deve essere l'eguaglianza sostenibile. L'agenda di governo segua questa ambizione di cambiamento del paese». Lo afferma in una nota l'ex Segretario Pd, Maurizio Martina.

Fedeli: «Aprire confronti vero con territori»

«Un confronto vero e concreto che, come annunciato dal segretario Zingaretti coinvolga, oltre al Partito Democratico, i territori, le forze economiche, sociali e culturali, tutte le rappresentanze presenti è la strada giusta per rinnovare il partito ma soprattutto per ascoltare e riallacciare quei legami senza i quali la politica resta solo sterile declamazione, mera testimonianza». Lo dichiara in una nota la senatrice dem, Valeria Fedeli, dopo la direzione del Partito Democratico.

«La capacità di coniugare una visione forte e azioni concrete per realizzarla progressivamente è la caratteristica che ho sempre ritenuto fondamentale per il Partito Democratico per garantire uguaglianza a tutte e tutti, mediare tra bisogni, interessi e meriti, riformare in meglio il Paese per farlo crescere. È in questo spazio - aggiunge - che sta la nostra funzione storica. Dobbiamo saperla declinare in modo più efficace per costruire da riformisti seri e credibili quel campo largo dei progressisti capace di costruire le condizioni per contrastare la destra e far vincere sia a livello locale che nazionale la cultura del buon governo del centrosinistra delle democratiche e dei democratici italiani».