2 ottobre 2020
Aggiornato 00:30
MoVimento 5 Stelle

Luigi Di Maio si dimette da capo politico M5s

La conferma delle voci che circolavano da ieri dopo la riunione con i Ministri del MoVimento 5 Stelle a Palazzo Chigi, durata un'ora. Il Movimento affidato a Vito Crimi, in attesa degli Stati Generali

Luigi Di Maio, oramai ex capo politico del MoVimento 5 Stelle
Luigi Di Maio, oramai ex capo politico del MoVimento 5 Stelle ANSA

ROMA - Luigi Di Maio lascerà l'incarico di capo politico del M5s. E' quanto confermano fonti parlamentari pentastellate. Di Maio avrebbe annunciato il passo indietro ai ministri ed esponenti di governo M5s riuniti questa mattina a Palazzo Chigi. L'annuncio dovrebbe arrivare questo pomeriggio alle 17, nell'evento organizzato al Tempio di Adriano per la presentazione dei membri regionali del 'Team del futuro'. «Oggi pomeriggio alle 17 - scrive Di Maio su Facebook - sarò a Roma insieme a tutti i facilitatori regionali. Mi collegherò in diretta perché ho delle cose importanti di cui parlarvi».

La reggenza passa a Vito Crimi, il più anziano nel Comitato dei garanti. Si rincorrono già all’impazzata voci e modalità di successione. L’ipotesi più lineare è che l’investitura del nuovo leader avvenga a metà marzo, in occasione degli Stati generali. Ma la war room 5 stelle frena con decisione: «Non è detto».

Sibilia: «Governo non è a rischio»

«Un grazie a Luigi per l'immenso lavoro svolto fino ad ora, per ciò che è stato costruito e per ciò che verrà. Sacrificare se stessi per scuotere la anime del Movimento 5 Stelle affinché lavorino unite per il bene del Paese è un gesto coraggioso. Di forza, non di debolezza. Ora pensiamo insieme ad organizzarci al meglio». Lo scrive su Facebook Carlo Sibilia (M5s), sottosegretario al Ministero degli Interni.

«La strada più naturale - aggiunge - è quella di un comitato composto da alcune persone, in grado di essere riconosciute da garante e iscritti. Organizzazione già sperimentata in passato e che ha funzionato bene. Ai sadici che vogliono speculare, sostenendo che ci staremmo preparando a fare la 'stampella' di qualche partito, ricordo che al momento il M5S rimane ago della bilancia. Certo è che se da altre forze politiche verranno tolti impresentabili vari, a partire De Luca in Campania, ci sarà spazio per aprire nuove riflessioni, quantomeno sul territorio. Ma è presto per parlarne. La politica italiana è in un momento di rapida e continua evoluzione».

«Siamo all'alba di un rinnovamento e per questo porteremo nuove idee agli stati generali e nuovi protagonisti, lasciando da parte i personalismi. Viva il Movimento. Continuiamo con serietà a lavorare per migliorare la qualità della vita dei cittadini italiani. Gli obiettivi restano gli stessi. La tenuta del governo non è in discussione», conclude.

De Micheli: «Se Di Maio via in grado di trovare nuovo assetto»

«Se Luigi Di Maio dovesse mai decidere davvero di fare un passo indietro, il Movimento sarà in grado di trovare un nuovo assetto organizzativo e una nuova leadership». Lo ha detto Paola De Micheli, ministro delle Infrastrutture, a margine di un convegno Cisl. «Guardo con attenzione, rispetto e un certo interesse alla discussione che c'è dentro al Movimento 5 Stelle, che nel giro di pochi anni è diventato il partito di maggioranza relativa in Parlamento e quindi si deve assumere delle responsabilità di governo - ha spiegato -. E' inevitabile che ci sia questo tipo di discussione e dibattito interno».

Mulè: «Di Maio molla nave mentre affonda»

«Di Maio verso le dimissioni da capo politico? Mi ricorda un po' Schettino, molla la nave mentre affonda. È il riconoscimento di un fallimento e di una sconfitta: scappa a pochi giorni dalle elezioni in Emilia e Calabria dove l'unica certezza è che i 5Stelle perderanno. Se Di Maio avesse voluto portare avanti le istanze dei pentastellati avrebbe dovuto mollare il governo e non proseguire con l'inciucio per rimanere attaccato alla poltrona. Ha ricoperto quattro cariche perdendo voti, deputati, senatori ed elezioni regionali: è il fallimento oggettivo di un'azione politica di un partito che pensava che con il virus dell'antipolitica avrebbe curato i mali del Paese e invece è finito vittima di se stesso». Così Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, intervenendo ad Agorà (Rai3).