24 novembre 2020
Aggiornato 19:00
La polemica

Caso Gregoretti, Giorgia Meloni all'attacco: «Maggioranza voterà per processare Salvini, è scandaloso»

La leader di FdI difende l'ex Ministro: «Ha fatto il suo lavoro, ciò che voleva la gente». Di Maio: «Non c'entra niente col caso Diciotti». Zingaretti: «Casellati non equidistante, rifletteremo»

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ROMA - «L'indagine sul caso Gregoretti è uno scandalo, penso che sia assolutamente incredibile che si ritrovi processato un ministro che ha fatto il suo lavoro mentre non sono stati indagati i ministri che facevano palesemente favoreggiamento dell'immigrazione clandestina». Lo ha detto la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni a «L'Intervista» su SkyTg24.

«I cittadini italiani a stragrande maggioranza chiedono di difendere i confini e di fermare l'immigrazione irregolare e ci ritroviamo nella condizione di avere ministri che si ritrovano processati perché non fanno quello che piace al pensiero unico, ma fanno quello che vuole la gente. Credo che ci sia un problema serio da questo punto di vista. È un caso surreale e di accanimento», ha affermato Meloni, che poi si è chiesta: «I M5s o sono stati al governo con un sequestratore oppure stanno usando la Giunta per sanare alcuni conti politici? E quando Lamorgese ha tenuto Ocean Viking in mare per 11 giorni perchè si votava in Umbria, quello andava bene?».

Salvini: «Verrà processato popolo»

«Io lo dico a quei senatori che dovranno scegliere se mandarmi a processo o no: mandatemi a processo, mandatemi a processo, mandatemi a processo, perché con me verrà processato il popolo italiano». Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, da Maranello tornando sul caso Gregoretti, per il quale accusato di sequestro di persona.

«Se devo andare a processo io ci vado, al massimo mi verrete a trovare alla Dozza (carcere di Bologna, ndr)» ha spiegato durante l'iniziativa «L'Emilia-Romagna che sogna, che corre, che vince!» organizzata a Maranello per la campagna elettorale del 26 gennaio.

Di Maio: «Non c'entra niente col caso Diciotti»

«Voglio dire chiaramente che ero vicepresidente del Consiglio dei ministri quando ai tempi della Diciotti bloccammo quella nave perché l'Europa non voleva prendersi una parte dei migranti a bordo e mi sono autodenunciato alla magistratura per quel caso». Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, capo politico del M5S, intervistato da Studio aperto, rispondendo a una domanda sul caso della nave Gregoretti, per il quale è stata chiesta al Senato l'autorizzazione a procedere per l'accusa di sequestro di persona a carico dell'ex ministro dell'Interno e leader leghista Matteo Salvini.

«Il caso Gregoretti - ha precisato Di Maio - è arrivato un anno dopo circa: è propaganda, non c'entra niente perché la redistribuzione era già in corso in tutta Europa, cioè quando arrivava una nave noi già redistribuivamo negli altri Paesi europei ed è per questo che i due casi sono completamente diversi».

Zingaretti: «Casellati non equidistante, rifletteremo»

«La presidente del Senato doveva garantire, con la sua funzione, una equidistanza e non l'ha fatto, quindi rifletteremo anche su questo». Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, in una dichiarazione, diffusa dal Pd, resa a margine di una iniziativa elettorale in Emilia Romagna, parlando del voto in Giunta per il regolamento a palazzo Madama. La decisione in base alla quale la Giunta delle immunità potrà votare lunedì 20 sull'autorizzazione a procedere chiesta dal Tribunale dei ministri di Catania a carico dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini per il caso Gregoretti è stata assunta con il voto decisivo di Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato.