24 gennaio 2020
Aggiornato 14:00
Italia Viva

Matteo Renzi: «Fallito infanticidio Italia Viva, alle Politiche saremo al 10%»

L'ex Premier: «Da gennaio ripartiremo a girare per tutta l'Italia. Sardine? Tutto bello. Ora la vera sfida per gli organizzatori è fare il salto. Scorrettezze su Popolare di Bari ma il governo tiene»

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi
Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi ANSA

ROMA - «Dopo le tonnellate di fango che ci hanno scaricato addosso mi pare che i dati siano ottimi: siamo ancora vivi, il tentativo di infanticidio è fallito. Saremo al 10% alle prossime politiche. E da gennaio ripartiremo a girare per tutta Italia». E' quanto scrive su Twitter Matteo Renzi riprendendo l'intervista al Corriere e commentando gli ultimi sondaggi che danno Italia Viva intorno al 5%.

Renzi: «Sardine? Ora sfida è fare il salto»

La manifestazione delle Sardine ieri a Roma rappresenta «una vittoria per la partecipazione. Le Sardine hanno abbracciato Roma e la capitale ha ricambiato l'abbraccio. Tutto bello. Ora la vera sfida per gli organizzatori è fare il salto. Non è facile. E nessuno di noi può tirare per la giacchetta o dare suggerimenti. Intanto sono stati bravissimi nel togliere il monopolio della piazza a Salvini. Questo è un primo risultato: c'è tanta gente perbene che vuole impegnarsi, partecipare e fare politica. Il futuro di questa storia è tutto da scrivere», conclude.

«Scorrettezze su Popolare di Bari ma il governo tiene»

«Per me no": secondo il senatore e leader di Italia Viva Matteo Renzi il governo non rischia di cadere ma sul decreto sulla Banca Popolare di Bari «l'altra sera si è consumata una grave scorrettezza. Tutte le persone responsabili - spiega - hanno il dovere di dare una mano ai risparmiatori e ai lavoratori. Casomai la vera questione è capire perché sulle banche si sia fatta una campagna vergognosa e squallida in passato contro di noi. Ma ormai è storia». Tornando al Consiglio dei ministri a cui Italia Viva non ha partecipato Renzi osserva che «si è consumata una grave scorrettezza. Prima il premier ha rassicurato tutti sul fatto che non vi sarebbe stato alcun decreto legge. Poi, all'improvviso, si sono convocati i ministri mezz'ora prima su un testo tutto da verificare. Questo non è il modo di procedere. Ho visto che Conte si è scusato, lo apprezzo. Per noi l'incidente è chiuso».

L'attacco di Di Maio a Bankitalia? «Ho imparato a mie spese che in Italia si può parlare male di tutti, persino del Papa, ma non di Banca d'Italia. C'è un comandamento implicito nelle redazioni e nei palazzi: 'Non nominare il nome del Governatore invano'. Ho fatto una battaglia quando era il momento di farla. Adesso mi interessa il futuro».