14 novembre 2019
Aggiornato 18:30

Giulia Grillo «avverte» Di Maio: così non si va avanti, servono contrappesi

L'ex Ministro della Salute al Fatto Quotidiano: «Per essere chiari non voglio mettere Di Battista al posto di Di Maio. Ma così non possiamo andare avanti»

Giulia Grillo e Luigi Di Maio
Giulia Grillo e Luigi Di Maio ANSA

ROMA - «Governare assieme alla Lega è stato un incubo, vogliono favorire solo il Nord-Est. Da una parte mi sento liberata ma sono anche arrabbiata, stavo lavorando bene e sarà un vero peccato non raccogliere i frutti di tutto quel lavoro», dice al Fatto Quotidiano l'ex ministra della Salute Giulia Grillo. Ma «non c'è alcuna fronda e con Alessandro ci siamo sentiti solamente dopo che ho rilanciato il post. L'ho fatto solo perché abbiamo sbagliato a non essere critici con la Lega nel governo precedente, e ora non dobbiamo commettere lo stesso errore con il Pd. I dem hanno valori sicuramente più simili ai nostri, ma in questi anni li hanno spesso traditi».

«Ci vuole collegialità nelle decisioni»

«Per me non è in discussione la persona ma il ruolo del capo politico, che è privo di contrappesi. Ci vuole collegialità nelle decisioni. Per essere chiari non voglio mettere Di Battista, che pure ritengo di grande valore, al posto di Di Maio. Ma con questo assetto non possiamo andare avanti. Siamo nati come un Movimento senza un leader». Quindi «dobbiamo aprire una fase costituente e discutere, nelle assemblee. Inutile riunirsi ogni tanto in Parlamento per un paio d'ore a sera tardi. Serve maggiore confronto». Per fare cosa? Un comitato.

Fattori: «Il problema è il potere nelle mani di uno»

«E' stata data un'interpretazione sbagliata» delle 70 firme in calce alla richiesta di convocazione dell'assemblea dei senatori M5S per discutere di una modifica delle regole interne al gruppo parlamentare. Lo ha sostenuto la senatrice stellata Elena Fattori, negando che l'iniziativa avesse il carattere di una «fronda» contro il capo politico del Movimento, Luigi Di Maio. «Io sono tra i 70 che hanno firmato. Quelle firme - ha spiegato - sono per mettere all'ordine del giorno della prossima riunione ci sia una modifica del regolamento del gruppo al Senato. Abbiamo sollevato la questione che queste assemblee sono solo uno sfogatoio, alla fine decide il capogruppo. Vorremmo un gruppo un pochino più unito e deliberante. Il problema non è la persona Di Maio, ma il fatto che ci sia una sola persona che accentra tutto il potere in un Movimento che dovrebbe essere democrazia dal basso non va bene, e i risultati lo stanno dimostrando».