15 ottobre 2019
Aggiornato 13:00

Salvini accetta la sfida di Renzi: «Ok a confronto tv ma dopo troviamoci alle elezioni»

Il leader della Lega: «Va bene il dibattito in tv ma in democrazia la vera sfida sono le elezioni vere, perchè non mi sfidi a quelle caro il mio ipocrita»

Il leader della Lega, Matteo Salvini
Il leader della Lega, Matteo Salvini ANSA

ROMA - «Mi vuole sfidare a un dibattito in tv? Va bene ma in democrazia la vera sfida sono le elezioni vere, perchè non mi sfidi a quelle caro il mio ipocrita, paura? Troviamoci alle elezioni, dove vuoi, a Firenze, a Bologna, a Reggio Calabria». Lo ha detto Matteo Salvini parlando in diretta dalla sua pagina Facebook. «Presidente, mi rivolgo rispettosamente al presidente Mattarella, ma perchè fa subire agli italiani questa schifezza? Non sarebbe stato più rispettoso della Costituzione sostanziale e non solo di quella formale liberare gli italiani e dare loro il diritto di scelta?. Tutti contro Salvini per salvare la poltrona. Mi fanno pena. Io lavoro, sorrido e mi preparo a vincere».

Migranti? Conte ha calato braghe

«Conte ha detto che i porti chiusi erano una scelta riduttiva e infatti negli ultimi quindici giorni gli sbarchi di immigrati si sono triplicati...Conte ha calato le braghe e ha riaperto i porti come volevano Merkel e Macron. A Lampedusa c'è un sindaco chiacchierone che quando avevamo ridotto gli sbarchi se la prendeva con il governo, adesso che sono triplicati va tutto bene», ha concluso.

L'attacco a Lorenzin e Conzatti: vergognatevi

«Sapete perchè uno dei peggiori ministri della Salute, un ministro-sciagura, la Lorenzin, ha aderito al Pd? Per fermare Salvini!» e poi «quella senatrice di Forza Italia (Donatella Conzatti confluita in Italia Viva, ndr), che vergogna questi cambi di poltrona. Senatrice non si vergogna nemmeno un po' di aver tradito la fiducia dei trentini?».

Poliziotti indagati? Mi vergogno del Paese

«Se ve la dovete prendere con qualcuno, prendetevela con altri che non c'entrano nulla. Prendetevela con me, io ho le spalle larghe...». Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini parlando a proposito dei «tre poliziotti indagati» a proposito del giro con suo figlio sulla moto d'acqua. «Li conosco. Non mi permetto di giudicare il lavoro della magistratura, ma tre poliziotti convocati e indagati per il giro di cinque minuti sulla moto d'acqua di mio figlio ... manco fossero spacciatori, rapinatori e stupratori ... Un po' mi vergogno. Ma che paese è questo? Un Paese che ha bisogno di essere sistemato. Se un errore c'è stato l'errore è mio - ha concluso -. Convochi me, lo dirò a quel magistrato. Non ho parole. Posso signor procuratore, chiederle una cortesia, lasci lavorare questi poliziotti, chiami me. Se devo pagare pago io», conclude Salvini.