7 dicembre 2019
Aggiornato 10:30

La profezia di Flavio Tosi: «Salvini ha sbagliato tutto, ora rischia di sgonfiarsi»

L'ex Sindaco di Verona: «Ha normalizzato il partito, decide tutto lui. Se voleva la crisi, doveva aprirla prima, a ridosso delle Europee»

L'ex Sindaco di Verona, Flavio Tosi
L'ex Sindaco di Verona, Flavio Tosi ANSA

VERONA - Flavio Tosi è entrato in Lega prima di Matteo Salvini, nel 1990. In quel partito è stato segretario della Liga Veneta, poi è diventato sindaco di Verona, per due mandati, eletto nel 2007 e riconfermato nel 2012. Nel 2015, dopo durissimi scontri con il neo segretario Salvini, Tosi viene espulso dal Carroccio. Dentro e fuori il partito l'ex sindaco di Verona non ha mai risparmiato critiche alla gestione salviniana.

I «problemi» di Salvini

«Salvini aveva due problemi: evitare di fare la prossima manovra economica lacrime e sangue, da una parte, e incassare in termini elettorali gli altissimi consensi che gli davano i sondaggi, dall'altra - dice in un'intervista a Il Fatto Quotidiano -. Il suo piano era far cadere il governo, presentarsi alle elezioni senza Forza Italia, e questo spiega l'operazione di Giovanni Toti, vincerle, e poi potersi permettere di fare il bello e cattivo tempo sulla legge di bilancio. Poteva pure far aumentare l'Iva, tanto ormai le elezioni le aveva vinte».

Ha peccato di ingenuità

E invece, secondo Tosi Salvini «ha clamorosamente sbagliato i calcoli. Se voleva la crisi, doveva aprirla prima, a ridosso delle Europee. Avrebbe avuto anche la scusa del contrasto col M5S sulla Tav. Aprire una crisi a Ferragosto è molto rischioso e infatti gli è andata male. Il combinato disposto del risultato europeo e dei sondaggi l'hanno fatto entrare in una sorta di delirio di onnipotenza, facendogli dimenticare che l'Italia è una democrazia parlamentare dove è il capo dello Stato che decide se sciogliere o meno le Camere. E il profilo di una maggioranza alternativa era già nell'aria. A quanto sembra ha peccato di ingenuità a fidarsi di Zingaretti, che in un primo momento era per il voto. Ha commesso errori tattici e strategici che dovrebbero far riflettere gli italiani sul suo reale valore come leader politico».

Ha «normalizzato» la Lega

«Lui non ha alcuna esperienza di governo. Non ha mai amministrato nulla, nemmeno un piccolo comune. Si è trovato a fare il vicepremier e il ministro dell'Interno con alle spalle solo esperienze da consigliere comunale ed europarlamentare. E a Strasburgo, tra l'altro, non si vedeva mai». Ma nella Lega lamenta il sindaco di Verona è impossibile dissentire: «il partito è stato normalizzato da Salvini, tutte le voci contrarie sono state messe ai margini, come Roberto Maroni o Gianni Fava, o buttati fuori, come il sottoscritto. Nel Carroccio nessuno osa alzare la testa perché tutte le liste sono in mano al segretario. Prima c'era più autonomia da parte dei 'regionali', ora invece per statuto tutto è in mano a Via Bellerio. Salvini ha potere di vita e di morte sulle candidature. Chi alza la voce si ritrova automaticamente fuori dalle liste. Il suo è un metodo animalesco di gestione del potere. E lui intorno a sé vuole gente ubbidiente, delle capacità non gli importa nulla. Basti vedere i cosiddetti 'economisti': Borghi, Bagnai? Mi fanno ridere».

La Lega rischia di sgonfiarsi

«Questo governo - Pd-M5s - è nato grazie agli errori di Salvini - insiste Tosi -, è lui che l'ha generato, per questo mi vien da sorridere quando se ne lamenta e grida al complotto o al golpe. Parla come un pugile suonato. Un golpe di cui lui è l'unico protagonista...Ora tutta la partita si gioca sull'economia e sull'immigrazione. Se questo esecutivo dimostra di continuare una politica seria sugli sbarchi, allora toglierà a Salvini l'unico argomento che ha e a quel punto la Lega inizierà a sgonfiarsi come un soufflè».