20 settembre 2019
Aggiornato 15:30

Meloni: «Accordo Lega-M5s? Per Salvini sarebbe una sconfitta»

Giorgia Meloni riferisce che la petizione lanciata da FdI per andare al voto ha già raccolto «50mila firme in poche ore, un risultato oltre ogni attesa»

Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia
Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia ANSA

ROMA - Giorgia Meloni, leader di FdI, non ritiene realistico un ritorno del governo gialloverde e sostiene che Matteo Salvini «lasci le porte aperte a Di Maio solo per minare l'accordo 5 Stelle-Pd e portare poi l'Italia alle urne. Se facesse nascere un nuovo esecutivo coi grillini, per lui sarebbe una drammatica sconfitta». In una intervista a Libero Meloni spiega che se si dovesse tornare al voto la sua formazione politica si alleerà «sicuramente con la Lega, anche perché insieme abbiamo già la maggioranza». Un accordo con Forza Italia per un centrodestra unito? «Tutto il resto - replica - non va dato per scontato». Meloni riferisce che la petizione lanciata da FdI per andare al voto ha già raccolto «50mila firme in poche ore, un risultato oltre ogni attesa».

Esecutivo M5s-Pd? «Iattura»

Sulle probabilità che si formi governo M5S-Pd non si esprime e afferma: «Non so se si formerà, il protagonismo degli attori in campo non è un elemento secondario. Di sicuro, se nascesse, sarebbe una roba oscena: metterebbe insieme tutti coloro che, se si tornasse a votare, verrebbero mandati a casa, quelli che gli italiani non vogliono al governo e di cui non condividono le politiche. La democrazia rappresentativa dovrebbe prevedere un Parlamento e un governo che riflettano gli interessi della popolazione».

Rotondi: «Forza Italia torni se stessa»

«L'unica soluzione della crisi sarebbe un governo di legislatura composto da M5s, Pd e Forza Italia che salvi il Paese dal sovranismo populista di Matteo Salvini e si impegni in tre anni di riforme». Lo dice in un'intervista al 'Mattino' il vicepresidente dei deputati di Fi e presidente della fondazione Dc Gianfranco Rotondi. Per Rotondi, però la conferma a premier di Conte pare davvero una condizione pregiudiziale e inamovibile: «Nelle parole di Conte al Senato c'è stata una precisa e convincente presa di distanza, tale da poter meritare l'apertura nei suoi confronti da parte del Pd e anche dei moderati di centrodestra».

«Siamo la casa dei moderati»

All'intervistatore che gli obietta come Berlusconi e Forza Italia intendono invece seguire Salvini e la Lega, Rotondi risponde: «Fino a ieri è stato cosi, ora qualcosa si muove e diventa più consistente la richiesta a Berlusconi di ripetere l'operazione di 25 anni fa, quando salvò l'Italia dal comunismo giudiziario. Io sono per tornare alle origini, Forza Italia è e resta la casa dei moderati, dei democratici cristiani, dei liberali, dei socialisti, del ceto medio, della borghesia meridionale e del popolo delle partite Iva: non può ridursi a una piccola sezione della destraccia populista che avanza».