14 novembre 2019
Aggiornato 23:30

Zingaretti: «Da Conte rischi di autoassoluzione, dove era?»

Il Segretario del PD, Nicola Zingaretti: «Qualsiasi nuova fase politica non può non partire dal riconoscimento di questi limiti strutturali di quanto avvenuto»

Nicola Zingaretti, Segretario del PD
Nicola Zingaretti, Segretario del PD ANSA

ROMA - «Tutto quanto detto sul ministro Salvini questo pomeriggio dal Presidente Conte non può che essere condiviso. Ma attenzione anche ai rischi di autoassoluzione. In questi 15 mesi è stato il Presidente del Consiglio, anche del Ministro Salvini, e se tante cose denunciate sono vere perché ha atteso la sfiducia per denunciarle? E all'elenco delle cose fatte non può non seguire l'elenco dei disastri prodotti in economia, sul lavoro, sulla crescita, sullo sviluppo. Questo è il vero motivo del pantano nel quale l'Italia è finita. Per questo qualsiasi nuova fase politica non può non partire dal riconoscimento di questi limiti strutturali di quanto avvenuto in questi mesi». Lo dichiara in una nota il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

Martina: «Ora serve svolta sociale e democratica»

«Governo a casa. 'Contratto fallito'. Lasciano un paese più debole, più isolato, più rabbioso. Ora serve una vera svolta: sociale, democratica, europea. Anche nei toni, nelle immagini, nelle parole. Non tatticismi esasperati ma il bene all'Italia». Lo scrive su Twitter l'ex segretario del Partito Democratico Maurizio Martina.

Renzi: «Bene Conte su stile istituzionale, poteva parlare prima»

«Abbiamo apprezzato le parole di Conte sullo stile istituzionale ma avremmo preferito che fossero pronunciate prima». Lo ha detto l'ex segretario del Pd Matteo Renzi, parlando nell'aula del Senato durante il dibattito sulla crisi di governo. «Non ci voleva una particolare sensibilità istituzionale - ha aggiunto - per capire che lo stile di Salvini è quello della campagna elettorale». Rivolgendosi al presidente del Consiglio, Renzi ha detto: «Il suo post di ferragosto rivolto a Salvini lo condividiamo, la firma ce la mettiamo ma la firma sul decreto sicurezza no, quella è una ferita».

Marcucci: «Sì a confronto con il M5s»

«Sì a un confronto con il Movimento 5 stelle». Lo afferma il capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci, a margine del dibattito a palazzo Madama sulla crisi di governo, sottolineando l'importanza di mettere «l'interesse del paese davanti a tutto. Io vedo più vicina la crisi, è evidente, stasera ci sarà una formalizzazione della crisi», aggiunge.