19 settembre 2019
Aggiornato 01:30

Brunetta a Salvini: «Aprire la crisi è stato da masochisti, pericoloso votare»

Il responsabile economico di Forza Italia, Renato Brunetta: «Io ripartirei dal 37% di italiani che votò centrodestra unito»

Il responsabile economico di Forza Italia, Renato Brunetta
Il responsabile economico di Forza Italia, Renato Brunetta ANSA

ROMA - «Aprire una crisi al buio, per giunta nel mese di agosto, mentre l'economia è in recessione, rischiando uno spread alle stelle e le banche in profondo rosso, è stato un gesto da masochisti irresponsabili». Lo dice Renato Brunetta, Forza Italia, in un'intervista a La Stampa. «Se lo sbocco fosse davvero quello di nuove elezioni, l'Italia correrebbe dei pericoli gravissimi». Nelle Camere «la prima formazione politica sono i Cinque stelle, ma dietro di loro ci sono tre partiti dalla rappresentanza pressoché uguale: Lega, Pd e Forza Italia. Da qui, volenti o nolenti, occorrerà ripartire», afferma Brunetta.

Ripartire dal 37% che votò centrodestra unito

Con un governo M5sPd per l'ex ministro, non ci sarebbe «nessun passo avanti. Nascerebbe semmai un altro mostro, tale e quale al governo M5sLega» e un ritorno di Salvini coi Cinquestelle «sarebbe un mostro al quadrato». Nel caso invece si prospetti sotto la guida del presidente Mattarella, un'ampia maggioranza finalizzata a salvare l'Italia dal caos «mi augurerei che tutti la sostenessero, non solo Forza Italia. Dico di più: sarei stupito se qualcuno volesse restarne fuori. Ma prima di rifugiarmi su quest'ultima spiaggia, io ripartirei dal 37 per cento di italiani che avevano permesso al centrodestra unito di sfiorare la vittoria. E proverei a raccogliere in Parlamento i voti, non tanti, necessari per formare un governo coerente con la volontà degli elettori».

Gasparri: «Forza Italia ridia prospettiva seria a centrodestra»

«Credo che dibattiti scomposti per governi innaturali non possano interessare in alcun modo Forza Italia. Il centrodestra ha vissuto anni delicati e spesso si è trovato ad assumere posizioni diverse al suo interno. Ora è proprio Forza Italia che deve ridare una prospettiva seria e matura alla coalizione di centrodestra. Che deve trovare la sua unità e la sua vocazione gollista. Una proposta di governo rivolta al futuro, che unisca passioni vere e progetti realizzabili. Questo è il senso di marcia che dobbiamo imprimere al nostro cammino. Nel momento dei tatticismi, delle confusioni, delle alleanze ibride che vengono riproposte l'unica via è quella della chiarezza e della coerenza. Questa è la caratteristica di Silvio Berlusconi. Avere indicato formule politiche chiare, aver fondato il centrodestra offrendo a tanti chance di governo, avere cambiato profondamente la politica in Italia, ponendo fine a un monopolio della sinistra e del centrosinistra. Tutto può fare Forza Italia tranne che favorire soluzioni confuse e pasticciate. Nel momento dei troppi incapaci è il momento della chiarezza e della coerenza. Centrodestra unito, per tornare al governo. Anche attraverso la verifica popolare». Lo dichiara il Senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri.

Giro: «Sì a una coalizione Ursula»

«La crisi è stata chiesta dalla Lega proprio all'indomani della scelta di non sostenere questa Commissione. La nuova maggioranza non può che ripartire da qui». Lo afferma Mario Giro, Democrazia solidale, in una intervista ad Avvenire. «Bisogna attendere le dichiarazioni del premier in aula e successivamente le determinazioni del presidente della Repubblica, senza farsi prendere da isterie plebiscitarie chiamando al voto gli italiani, prerogativa che è saldamente nelle mani di Mattarella, il quale deve valutare l'esistenza di altre maggioranze». Il Presidente del Consiglio «ha mostrato ultimamente una maggiore resistenza alla deriva autoritaria voluta dalla Lega, e ha sviluppato una positiva interlocuzione con l'Europa. Ma non sottovaluterei il ruolo svolto in tal senso dalla Farnesina», afferma Giro.