21 novembre 2019
Aggiornato 11:30

Salvini: «Dalla Open arms dopo i presunti malati sono scesi i presunti minori»

Il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini: «Mentre altri cedono, la mia posizione non cambia. Da Conte pericoloso precedente»

Il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini
Il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini ANSA

ROMA - «Mentre altri cedono, la mia posizione non cambia. E come i presunti 'malati' non erano malati sono curioso di vedere i presunti 'minori'...». Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini, a proposito dei 27 immigrati scesi dalla Open Arms e dichiarati sotto i 18 anni. La Ong - si legge in una nota - ha comunicato al Tribunale dei Minori che sono: due di 15 anni, undici di 16 e quattordici di 17 anni. 26 ragazzi e una ragazza. Sono in corso le procedure di identificazione.

La lettera di Salvini a Conte

Nella lettera con cui risponde al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte il ministro dell'Interno Matteo Salvini prende atto della decisione del premier «che vengano sbarcati i (presunti) minori attualmente a bordo della nave Open Arms», attualmente davanti a Lampedusa, scrive che darà, suo «malgrado» e «come ennesimo esempio di leale collaborazione», disposizioni «affinché non vengano frapposti ostacoli» all'esecuzione di tale «esclusiva determinazione» di Conte e ribadisce la propria determinazione a «perseguire in tutte le competenti sedi giurisdizionali l'affermazione delle regioni di diritto» elencate nella prima parte della missiva, «perché coerentemente e profondamente convinto delle mie ragioni e per evitare» che la decisione del presidente del Consiglio per il caso Open Arms «costituisca un pericoloso precedente per tutti coloro che potranno ritenere normale individuare il nostro Paese come unico responsabile dell'accoglienza e assistenza di tutti i minori non accompagnati (o presunti tali) presi a bordo in qualsiasi angolo del Mediterraneo o del mondo».

Pericoloso precedente

«Resto convinto - scrive Salvini, nell'ultima parte della lettera che, dopo aver presentato i propri argomenti giuridici, affronta il nodo politico - della validità delle tesi che ho avuto già modo di rappresentarTi con la mia precedente lettera del 15 scorso e che, lo dico con franchezza, non colto che Tu voglia o riesca a contraddire con la Tua successiva risposta. Quest'ultima, peraltro, mi appara fondata più su ragionamenti di ordine fattuale ed emozionale - di discutibile corrispondenza al reale - che non su quelle argomentazioni giuridiche che sempre dovrebbero caratterizzare l'azione dei pubblici poteri. In ogni caso, avendo già rimesso in precedenza a Te, in ragione delle funzioni di impulso, indirizzo e coordinamento che l'ordinamento attribuisce al Presidente del Consiglio, la valutazione dell'adozione di provvedimenti anche in difformità dal mio orientamento, prendo atto che disponi che vengano sbarcati i (presunti) minori attualmente a bordo della nave Open Arms. Darò pertanto, mio malgrado, per quanto di mia competenza e come ennesimo esempio di leale collaborazione, disposizioni affinché non vengano frapposti ostacoli all'esecuzione di tale Tua esclusiva determinazione, non senza ribadirTi che continuerò a perseguire in tutte le competenti sedi giurisdizionali l'affermazione delle regioni di diritto che ho avuto modo di esporTi. Lo farò perché coerentemente e profondamente convinto delle mie ragioni e per evitare che la Tua decisione per il caso Open Arms costituisca un pericoloso precedente per tutti coloro che potranno ritenere normale individuare il nostro Paese come unico responsabile dell'accoglienza e assistenza di tutti i minori non accompagnati (o presunti tali) presi a bordo in qualsiasi angolo del Mediterraneo o del mondo. Lo farò, inoltre, perché animato dallo spirito di affermare la dignità del nostro Paese e delle istituzioni che lo rappresentano, che non può essere messa in discussione e irrisa da discutibili comportamenti di soggetti privati stranieri che, peraltro, dimostrano continuamente che mai si sognerebbero di lanciare simili sfide agli ordinamenti e alle istituzioni di altri paesi, meno che meno a quelli di propria nazionalità. Con altrettanta sincerità Ti rappresento il rammarico e la preoccupazione che tale Tua determinazione possa provocare una irreversibile ed onerosa presa in carico, per il nostro Paese, dell'assistenza di soggetti che, successivamente, potrebbe rivelarsi non dovuta. Ricambio con l'occasione i più cordiali saluti, Matteo Salvini».