12 novembre 2019
Aggiornato 02:30
Codice rosso

Sì unanime della Camera al reato di revenge porn. La Lega rinuncia alla castrazione chimica

La relatrice 5Stelle Ascari ha proposto un emendamento che recepisce i testi presentati la scorsa settimana da Boldrini e Forza Italia. L'esito del voto è stato accolto in aula da un applauso

Video Agenzia Vista

ROMA - Un via libera all'unanimità alle norme sul revenge porn, la Lega che rinuncia alla castrazione chimica. Si smina così l'iter del ddl sul codice rosso contro la violenza sulle donne, che la scorsa settimana era stata terreno di scontro sia tra maggioranza e opposizione che all'interno dell'alleanza gialloverde. Il primo via libera della Camera è atteso per domani.

La situazione si sblocca in mattinata

Da una parte il M5s cerca di intestarsi la mediazione con le opposizioni sull'emendamento che prevede la creazione di una fattispecie di reato per chi «invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate»: il rischio è il carcere da uno a sei anni.

La Lega rinuncia alla castrazione chimica

Dall'altra, in un vertice i leghisti decidono di rinunciare alla proposta di modifica Turri che introduceva nel codice penale la castrazione farmacologica per gli stupratori. E' la ministra Giulia Bongiorno - prima sostenitrice dell'emendamento - ad annunciare il cambio di programma nel primo pomeriggio. «Siamo consapevoli - dice - che questo emendamento, in questa fase, non è condiviso dal Movimento 5 stelle. Abbiamo una priorità, in questo momento, che è quella di fare andare avanti in maniera compatta il governo». Il Carroccio non rinuncia però all'obiettivo e presenterà un ddl ad hoc. «Oggi - spiega Matteo Salvini - è una giornata troppo bella per guastarla con litigi e polemiche, ma uno stupratore di bambini o di donne non solo va incarcerato: è malato e va curato, per impedire che ripeta le sue schifezze».

Si unanime della Camera al reato di revenge porn

L'annuncio leghista arriva pochi minuti dopo che l'aula della Camera ha dato il via libera - all'unanimità con 461 sì e nessun contrario - all'emendamento contro il revenge porn. «Bella testimonianza da parte di una nostra fondamentale istituzione», esulta il premier, Giuseppe Conte. Mentre il presidente della Camera, Roberto Fico, sottolinea che «quando la Camera è in grado di dare risposte di questo tipo è un segnale molto positivo».

La rivendicazione delle opposizioni

Il risultato viene rivendicato soprattutto dalle opposizioni che nella seduta di giovedì scorso - di fronte al muro alzato dalla maggioranza - erano arrivate ad occupare i banchi del governo per impedire la bocciatura del testo. Poi, è arrivata l'apertura di Luigi Di Maio. I pentastellati, tuttavia, non rinunciano a mandare in porto un provvedimento che abbia la loro firma. «Bene l'emendamento unitario» ma «poi - sottolinea il capo politico - portiamo subito in Aula la legge della senatrice del Movimento cinquestelle, Elvira Evangelista, per regolamentare la materia nel suo insieme».

Soddisfatto il Ministro Bonafede

Si dice soddisfatto anche il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. «Quello che è accaduto oggi sul revenge porn - osserva - è stato importantissimo, un segnale fortissimo».