15 dicembre 2018
Aggiornato 10:00

Laura Boldrini sfida il governo: «La legge contro la violenza sulle donne la scrivo io»

L'ex presidente della Camera annuncia così la sua presenza in piazza con il movimento Non Una di Meno contro la violenza sulle donne
L'ex presidente della Camera e deputata Laura Boldrini
L'ex presidente della Camera e deputata Laura Boldrini (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA - La sua presenza in piazza alla manifestazione femminista del movimento Non una di Meno è ovviametne scontata. Perché «la violenza contro le donne non cessa». L'ex presidente della Camera e deputata eletta con Liberi e Uguali Laura Boldrini parteciperà alla manifestazione con un chiaro obiettivo: sfidare il governo con una proposta di legge per rivedere i termini per presentare querela nei casi di violenza o stalking. «Quest'anno» spiega l'ex presidente della Camera, «siamo arrivati a 106 femminicidi, 106 donne a cui è stata tolta la vita per mano di chi dovrebbe amarle. A tutto questo dobbiamo ribellarci». 

La manifestazione e la sfida al governo
«Scenderò in piazza a Roma domani al corteo nazionale contro la violenza sulle donne e invito tutte a partecipare». Ma per Laura Boldrini «non basta, continuerò a lavorare anche sul piano legislativo». E per questo annuncia che sta preparando una proposta di legge per rivedere i termini per presentare querela nei casi di violenza o stalking. «Oggi sono troppo brevi - sei mesi dall'accaduto - e sembrano andare più a vantaggio dello stupratore che della vittima di violenza. Chi ha subito uno stupro deve prima riprendersi dallo shock e il trauma può avere conseguenze che si protraggono nel tempo. Non si può togliere alla vittima la facoltà di chiedere giustizia! #IoStoConLeDonne».

La manifestazione di Non una di Meno
L'appuntamento è per sabato 24 novembre a Roma (ore 14 piazza della Repubblica). Lo slogan: «Ci volete sottomesse, ricattate e sfruttate, ci avrete ribelli! Noi siamo il cambiamento». Da più di due anni, spiegano da Non Una di Meno, «siamo nelle piazze e nelle strade a ribadire che i femminicidi sono la punta di un iceberg fatto di oppressione: la violenza maschile comincia nel privato delle case ma pervade ogni ambito della società e diventa sempre più strumento politico di dominio, producendo solitudine, disuguaglianze e sfruttamento». Nel mirino, però, per la manifestazione di quest'anno il governo Salvini-Di Maio che «si è fatto portatore di una vera e propria guerra contro donne, migranti e soggettività lgbt attraverso misure e proposte di legge che insistono su un modello patriarcale e autoritario che vorrebbe schiacciare e ridurre al silenzio le la nostra libertà».