20 ottobre 2019
Aggiornato 23:00

Matteo Salvini prova a rassicurare i «nuovi alleati»: Con il vecchio centrodestra non tornerò mai

Intervista a Repubblica del Ministro dell'Interno e vicepremier: «Ho dato la mia parola ai 5 Stelle, e la mia parola vale 5 anni e non cinque mesi»

Matteo Salvini e Silvio Berlusconi
Matteo Salvini e Silvio Berlusconi ANSA

ROMA - «Io col vecchio centrodestra non tornerò mai, questo deve essere chiaro. Governiamo insieme nelle regioni, nei comuni. Ma finisce lì». Nemmeno questo 47 per cento le fa cambiare idea? «No». Matteo Salvini spiega con una intervista a Repubblica il suo stato d'animo dopo le elezioni in Sardegna. «Oggi c'è da festeggiare una pagina nuova per l'isola - spiega - tutte le altre sono dotte analisi dei politologi. E' stato un voto locale che non incide affatto sulle scelte nazionali. Io non mi sento più forte e Luigi (Di Maio) non deve sentirsi più debole».

La mia parola vale 5 anni

Il ministro dell'Interno e vicepremier rassicura l'alleato di governo: «Va tutto bene, andremo avanti». Subito dopo aggiunge: «Ho dato la mia parola e la mia parola vale 5 anni e non cinque mesi», riferendosi alle prossime consultazioni Europee. Rispetto all'alleanza di centrodestra ritrovata Salvini spiega: «A livello locale funziona». In merito al futuro il leader della Lega rassicura che non si farà alcuna manovra correttiva: «Zero non si farà mai. L'ha detto anche il ministro del tesoro, giovanni Tria. Io mi fido sempre di Tria». E la Tav?, chiede ancora Repubblica. «Stiamo lavorando. Io a differenza dei nostri alleati resto convinto che l'alta velocità porti lavoro e sviluppo. Farò di tutto affinchè l'opera si realizzi, pur con tutti i tagli ed i risparmi necessari».

Non mi sento più forte io, Di Maio non è più debole

«A livello nazionale non cambia nulla è solo un voto locale (le elezioni in Sardegna, ndr), non mi sento più forte io e non si deve sentire più debole Luigi Di Maio». «Nella vita si vince e si perde, negli anni passati la Lega ha avuto problemi enormi, quando ero segretario io eravamo al 3%. Si tratta di lavorare, di non esaltarsi quando vinci e non deprimersi quando si perde. Gli unici perdenti che stanno festeggiando sono quelli del Pd», ha aggiunto Salvini.