24 marzo 2019
Aggiornato 20:30
Infrastrutture

Matteo Salvini sulla Tav non molla: «Dal mio punto di vista si farà assolutamente»

Il Ministro dell'Interno: «Nessun passo indietro della Lega». Maroni: «Mi auguro che la mozione non venga approvata perché altrimenti quelle voci che dicono di questo osceno scambio potrebbero essere confermate»

Matteo Salvini a Chiomonte
Matteo Salvini a Chiomonte ANSA

ROMA - La Tav alla fine si farà? «Dal mio punto di vista assolutamente sì e farò tutto quello che posso fare da italiano e da ministro perchè così sia». Lo ha detto oggi il ministro dell'Interno e vicepremier, matteo Salvini parlando a Radio Radicale. Per quanto riguarda, invece, la mozione di maggioranza sempre sulla Tav, Salvini ha detto di non considerarla un passo indietro delle Lega.

Salvini: Non cambierò mai idea

«Assolutamente no, l'ho ribadito stamattina, l'obbiettivo - ha infatti sottolineato - è di andare avanti, finire l'opera, come da contratto, rivedendo eventuali costi eccessivi e aggiuntivi, l'opera si può fare anche ridimensionando alcune mega opere, penso alla stazione di Susa, che erano state preventivate in precedenza e di cui si può fare tranquillamente a meno. Comunque il treno viaggia più veloce, costa di meno e inquina di meno, su questo non cambierò mai idea e non esiste alcuna trattativa o scambio possibile su questa vicenda».

Maroni: Mi auguro no a mozione Tav

«Se non facciamo la Tav il corridoio 5 allora passerà al di là delle Alpi e le nostre regioni verranno tagliate fuori. Capisco che sia in linea con il concetto di decrescita felice ma io non sono d'accordo. Mi auguro che la mozione non venga approvata perché altrimenti quelle voci che dicono di questo osceno scambio potrebbero essere confermate». Lo ha detto Roberto Maroni, ex presidente della Lombardia, ai microfoni di Rai Radio1 all'interno di "Radio1 In Viva Voce".

I conti tornano se si fa la Tav

«I conti tornano - ha proseguito - se si fa la Tav altrimenti sono oneri in più e soldi buttati. Ci tireremmo fuori da un progetto europeo che vede l'Italia al centro di questa importante via. Se vogliamo uscire fuori dai grandi circuiti basta dirlo, ma non credo sia la scelta giusta per le nostre imprese e il nostro paese. Junker sbaglia a istigare questo scontro. Il presidente della Commissione dovrebbe trovare soluzioni e mettere d'accordo, non di istigare gli uni contro gli altri. Questo dimostra l'incapacità di questa Commissione di questo presidente di gestire un ruolo così importante».