22 gennaio 2019
Aggiornato 08:00
Immigrazione

Salvini da Varsavia: «Cedere a minacce e ricatti Ue e ong è segnale debolezza»

«Continuo a lavorare per espellere i troppi clandestini già presenti sul nostro territorio» ha detto il vicepremier e Ministro dell'Interno in una conferenza stampa

Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini con il premier polacco Mateusz Morawiecki
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini con il premier polacco Mateusz Morawiecki ANSA

VARSAVIA - «Mentre col premier e col ministro dell’Interno polacco parliamo di protezione delle frontiere esterne dell’Europa e di sicurezza, leggo che a Bruxelles fanno finta di non capire e agevolano il lavoro di scafisti e Ong. Sono e rimarrò assolutamente contrario a nuovi arrivi in italia». Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, in una conferenza stampa a Varsavia con il suo omologo polacco Joachim Brudziski, commentando l’accordo per lo sbarco a Malta dei migranti.

Chi cede a ricatti non fa un buon servizio

E, aggiunge, «continuo a lavorare per espellere i troppi clandestini già presenti sul nostro territorio. Cedere alle pressioni e alle minacce dell’Europa e delle Ong è un segnale di debolezza che gli italiani non meritano». Salvini ha poi aggiunto che la sicurezza va garantita non aiutando scafisti e Ong complici ma sostenendo il diritto dei cittadini a difendere i loro confini, e «chi cede a ricatti non fa un buon servizio alla sicurezza dei cittadini italiani ed europei».

Premier polacco: «Discriminazione Ue verso Italia»

Il governo polacco condivide le posizioni di Salvini su «diverse questioni europee» ha commentato il premier polacco Mateusz Morawiecki in un’intervista rilasciata ieri all’emittente americana Cnbc, in cui ha accusato l’Unione europea di fare discriminazioni tra gli Stati membri. «Diversi Paesi, diversi Stati membri sono trattati in maniera diversa in situazioni molto simili, quindi si può parlare di discriminazione, no?», ha detto Morawiecki. Il riferimento è più alla questione economica che a quella legata ai flussi migratori. «Un paese con un deficit di bilancio al 2,4% e un altro con un deficit oltre il 3%, che è la soglia fissata dal Trattato di Maastricht, sono trattati in modo diverso a causa di altri aspetti», ha aggiunto il premier, facendo chiaro riferimento rispettivamente a Italia e Francia.

«Noi sulla stessa lunghezza d’onda di Salvini su diverse questioni europee»

«Questo deve essere spiegato all’opinione pubblica, perché ho parlato con i miei amici italiani e loro sono molto scioccati da questo trattamento e la gente in Polonia e nella Repubblica Ceca, e nella Repubblica Slovacca, e in altri Paesi chiede cosa significhi realmente tutto questo. Perché ci sono due categorie o diverse categorie di paesi, questo non è giusto, questa non è uguaglianza». «In molti altri paesi dell’Ue, la gente pensa e i leader pensano che non ci dovrebbe essere questa differenza di trattamento da parte di Bruxelles - ha proseguito - quindi noi siamo sulla stessa lunghezza d’onda di Salvini su diverse questioni europee».