21 agosto 2019
Aggiornato 22:00
Immigrazione

Sea Watch, il governo valuta l'accoglienza di 15 migranti

Il premier Giuseppe Conte in un'intervista al Corriere lascia intendere che spiragli per una presa in carico italiana ce ne potrebbero essere

I due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio
I due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio ANSA

ROMA - Ancora in mare due navi delle Ong Sea Watch e Sea Eye, con a bordo in tutto 49 migranti salvati nel Mediterraneo oltre due settimane. Le imbarcazioni restano ferme davanti alle coste di Malta: l'Europa non ha ancora trovato un accordo per concedere un porto sicuro dove approdare. In Italia intanto la questione crea forti tensioni nella maggioranza le aperture del Movimento Cinque Stelle, e il secco «no» all'accoglienza del vicepremier leghista e ministro dell'Interno Matteo Salvini. Il premier Giuseppe Conte in un'intervista al Corriere lascia intendere che spiragli per una presa in carico italiana ce ne potrebbero: «Noi ne prenderemo 15 su 49, e prenderemo anche i mariti perché non siamo gente che smembra le famiglie: daremo un segnale all' Europa, ma dopo che tutti avranno rispettato le regole». Palazzo Chigi, secondo Corsera, starebbe trattando dunque una piccolissima entità di persone, appena 15, ma lo scoglio più grande riguarda le regole: Germania e Olanda, «che ora si sono finalmente svegliate, non è un caso che lo abbiamo fatto viste le pressioni che ricevono quotidianamente dalle due navi».

Salvini: «Quanti accogliamo? Zero, abbiamo già dato»

Intanto Matteo Salvini su Facebook continua a ribadire il suo secco no: «Quanti accogliamo? Zero, abbiamo già dato» ha detto in una diretta FB. «Su questa scrivania ho firmato il permesso di arrivare in Italia a centinaia di donne e bambini riconosciuti in fuga da associazione serie e che avranno in italia il loro futuro. Poi basta: per i trafficanti di esseri umani i porti italiani sono erano e saranno chiusi. grazie a questo traffico gli scafisti comprano armi e droga; io non sarò complice di chi vende a esseri umani per poi comprare armi e droga». Le «ong non hanno obbedito a indicazioni precise impartite». «Quei generosi - ha poi detto Salvini rivolto alle due ong al largo di Malta - si sono rifiutati di obbedire a indicazioni precise che erano state impartite: business, soldi, quattrini, io non mollo. Chi fa i soldi sulla pelle della gente non ha un porto». E conclude: «Quasi un milione di persone è arrivato in italia negli ultimi anni. Stop. Noi buon cuore dobbiamo averlo innanzitutto verso i 5 milioni di poveri italiani, lo dico a chi mi invita ad avere buon cuore. I dispensatori di accoglienza la dimostrino verso i 5 milioni di italiani poveri»

«Di Maio parli pure ma decido io»

A Di Maio Salvini manda a dire «parli pure, ma decido io, i porti restano chiusi. «In Italia non arriva proprio nessuno. Porti chiusi, sbarrati. Giusto che Di Maio parli e che dica il suo pensiero. E va benissimo che parlino pure Fico e Di Battista e che si discuta tra di noi e con il premier Conte, ma in materia di migranti quello che decide sono io», ha affermato in un colloquio con il Messaggero, in cui spiega: «Io lavoro per non far partire le donne, i bambini e tutti gli altri dai loro Paesi, e per evitare il rischio che muoiano nel deserto o nel Mediterraneo. Non si possono fare concessioni sui principi e il principio è che qui, se non attraverso i corridoi umanitari e in maniera controllata e legale, non entra più nessuno. Questa è la linea e non si cambia».

Di Maio: «Sbarchino a Malta, ma donne e bambini li prendiamo»

Dal canto suo replica Di Maio: «Decide l'intero governo. Salvini ha detto che è titolare della politica sull'immigrazione? Nessuno gliela vuole prendere, ma questa è una decisione che prende il governo intero. Io sono per la linea del governo sull'immigrazione, sto solo dicendo che donne e bambini li prendiamo». Così ha detto il vicepremier a l'Aquila, parlando della Sea Watch. «Dobbiamo fare pressione perché le due imbarcazioni le si faccia sbarcare il prima il prima possibile a Malta. Poi, per dare uno schiaffo morale all'Europa che ancora in settimana bianca e a Malta che li tiene lì da giorni e i giorni possiamo prenderci 10 tra donne e bambini», ha spiegato. «Questa è l'opinione del M5s, mia e nessuno ha detto che donne e bambini non si devono accogliere. Questa è la nostra posizione, se poi qualcuno dice no... ma io non l'ho sentito. Se poi il tema è se devono arrivare le imbarcazioni in Italia, io questo non l'ho mai detto. Ho sempre detto che devono sbarcare a Malta».

Toninelli: «Accogliamo donne e bambini, ma Ue deve farsi carico del problema»

Anche il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli fa sentire la sua voce: «Accogliamo donne e bambini, ma Ue deve farsi carico del problema. Siamo pronti a dare una lezione all'Europa accogliendo donne e bambini a bordo delle navi Sea-Watch3 e prof Albrecht Penck, ma tutta la Ue deve farsi carico del problema, a partire da Germania e Olanda, paesi le cui bandiere sventolano sulle due imbarcazioni». Le ong di riferimento «come al solito, non hanno rispettato la legge del mare» attacca. Poi osserva che «nessuna autorità di sistema portuale italiana può arrogarsi prerogative che travalicano le sue funzioni amministrative. Darò mandato alle strutture del mio ministero di valutare eventuali accertamenti di natura disciplinare. Non ho emanato alcun decreto di chiusura dei porti perché non serve, non essendo alcun porto italiano interessato alle operazioni e non avendo il Mrcc (Maritime rescue coordination centre) italiano coordinato i soccorsi».

Intanto, il premier maltese Joseph Muscat dichiara che non creerà «precedenti» lasciando attraccare la nave Sea Watch. In un'intervista telefonica alla radio One del Partito laburista, Muscat ha detto che per il suo governo la cosa più semplice sarebbe quella di consentire lo sbarco, ma questo metterebbe Malta a rischio di diventare il punto di approdo nel Mediterraneo per tutti i migranti bloccati in mare. Muscat ha ribadito che il governo di Malta non è responsabile per coloro che sono stati salvati al di fuori della sua giurisdizione e competenza. Il primo ministro ha anche messo in dubbio i metodi di salvataggio delle ong: «Ci sono molte opinioni diverse sulla dinamica di questi salvataggi e su come sono stati condotti, ma non voglio entrare nel merito ora», ha spiegato. Muscat ha detto anche che discussioni con la Ue sono in corso, con l'obiettivo di trovare una soluzione. «Se noi accogliamo i migranti, ciò rappresenterà un precedente per altre occasioni simili? Se ci sono ong in futuro che fanno quel che vogliono, Malta dovrà occuparsene? No, questo non è quel che succederà», ha sottolineato. «La prossima volta ci sarà una nave con 100 migranti a bordo, e poi 200. Ci verrà detto, visto che li avete accolti, dovrete farlo ogni volta?» In un chiaro riferimento all'Italia, il premier maltese ha detto che «alcuni paesi» stanno cercando di «mostrare quanto siano duri, chiudendo i propri porti», e ha ricordato che Malta, la scorsa settimana, ha accolto 249 migranti. «Lo abbiamo fatto perché era nostro obbligo farlo, e senza impuntarci. Queste persone stavano affogando, erano nella nostra zona di competenza per i salvataggi, così le forze armate maltesi li hanno salvati», ha concluso.