14 novembre 2019
Aggiornato 05:00

Salvini: «Chi fa i soldi sulla pelle della gente non ha un porto»

Il vicepremier e Ministro dell'Interno su Facebook: «Quanti ne accogliamo? Zero, abbiamo già dato. Se cediamo oggi gli scafisti tornano a far soldi»

Matteo Salvini
Matteo Salvini ANSA

ROMA - «Quanti migranti accogliamo? Zero, abbiamo già dato». Così il vicepremier Matteo Salvini, in una diretta Facebook. «Su questa scrivania ho firmato il permesso di arrivare in Italia a centinaia di donne e bambini riconosciuti in fuga da associazione serie e che avranno in Italia il loro futuro. Poi basta: per i trafficanti di esseri umani i porti italiani sono erano e saranno chiusi. Grazie a questo traffico gli scafisti comprano armi e droga; io non sarò complice di chi vende a esseri umani per poi comprare armi e droga». Le «ong non hanno obbedito a indicazioni precise impartite».

Chi fa i soldi sulla pelle della gente non ha un porto

«Quei generosi - ha poi detto Salvini rivolto alle due Ong al largo di Malta - si sono rifiutati di obbedire a indicazioni precise che erano state impartite: business, soldi, quattrini, io non mollo. Chi fa i soldi sulla pelle della gente non ha un porto. Donne e bambini sui barconi non ne voglio vedere. Gli scafisti devono cambiare mestiere o pianeta e chi ne è complice non avrà mai il mio sostegno. Dico ai sindaci e governatori ribelli, il governatore della Toscana, il sindaco di Napoli, ma non avete un po' di vergogna, ritegno, buon senso e dignità? Chi non riesce a risolvere i problemi di Napoli, Palermo, Firenze, Milano deve passare le giornate a preoccuparsi dei problemi dell'altra parte del mondo?».

Finché sarò al ministero, le regole si rispettano

«Occupatevi degli ospedali della Toscana e della Calabria, dei treni. Provate ad aiutare gli agricoltori, i commercianti. Forse visto che non ne siete capaci dovete occuparvi dei problemi del mondo. Finché sarò al ministero, le regole si rispettano. Non esistono solo diritti ma esistono anche i doveri. Ringrazio i tanti immigrati regolari e perbene che pagano le tasse, fanno un lavoro onesto e sono italiani quanto me. Voglio un paese aperto ma chiuso per i trafficanti. Se cediamo il 6 gennaio dal giorno dopo siamo da capo e gli scafisti torneranno a far quattrini e le Ong che non rispettano le norme tornano ad aiutare i trafficanti».