19 agosto 2022
Aggiornato 12:30
L'intervista

Andrea Delmastro: «Il centrodestra ha il 99,9% di probabilità di vincere le elezioni»

Il DiariodelWeb.it analizza le chance di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia alle prossime consultazioni con l’onorevole Andrea Delmastro, deputato meloniano

L'onorevole di Fratelli d'Italia, Andrea Delmastro
L'onorevole di Fratelli d'Italia, Andrea Delmastro Foto: Agenzia Fotogramma

Manco il tempo di rendersi conto della caduta del governo Draghi che già la politica italiana si getta a capofitto nella campagna elettorale balneare, in vista di un voto anticipato che è stato messo in calendario già per il prossimo 25 settembre. Inutile dire che tutti i sondaggi e tutti gli osservatori propongono il centrodestra come favorito d’obbligo, guidato da quella Giorgia Meloni che ha beneficiato della decisione di non entrare mai nella scorsa composita e litigiosa maggioranza. Il DiariodelWeb.it ha discusso le chance della coalizione con l’onorevole Andrea Delmastro, deputato di Fratelli d’Italia.

Onorevole Andrea Delmastro, la caduta del governo Draghi è stata incredibilmente rapida, non crede?
Sì, così rapida penso che non se l'aspettasse nessuno. Però c'è un motivo. Sono convinto che, per quanto tardivamente, Draghi abbia compreso quello che Fratelli d'Italia diceva fin dall'inizio, riguardo al cosiddetto governo di unità nazionale.

Ovvero?
Che un corpaccione enorme della maggioranza parlamentare non corrisponde necessariamente ad una maggioranza politica. Il Consiglio dei ministri era un verminaio di veti e odi contrapposti e incrociati. Come dicevamo noi, anche il miglior pizzaiolo deve pur sempre fare la pizza con la farina che ha a disposizione.

E che ingredienti aveva a disposizione Draghi?
Molto disarmonici. Come si potesse mettere d'accordo Salvini e Boldrini sull'immigrazione, Forza Italia e Movimento 5 stelle sul piano industriale, il Partito democratico con la Lega sulle politiche fiscali sono tutti misteri divini.

Quindi lei ricollega la crisi di governo più ad una volontà di Draghi che dei partiti?
Draghi si è arreso a ciò che si percepiva quotidianamente. Era una sorta, in senso costituzionale, di Muhammar Gheddafi che teneva insieme le tribù libiche, l'una contro l'altra armate. Infatti era costretto ad esercitare il potere a colpi di fiducia, che non sono mai state poste in un numero così enorme come in questo governo, che pure godeva della maggioranza parlamentare più ampia della storia della Repubblica.

La decisione di Forza Italia e Lega di staccare la spina ha rinsaldato la coalizione di centrodestra?
Al di là degli screzi di natura personale, la coalizione di centrodestra è sempre stata unita dai programmi e dai valori, oltre che dall'omogeneità socio-politico-culturale dell'elettorato. Non abbiamo dubbi sulla politica fiscale, su quella dell'immigrazione, su quella industriale, su quella ambientale. Semplicemente, credo che abbia sempre avuto ragione Fratelli d'Italia quando pretende delle regole chiare d'ingaggio.

Ad esempio?
Ad esempio il patto anti-inciucio: mai con il Pd e mai con il M5s. Banalmente, perché non si può governare l'Italia con chi ha una visione del mondo, della vita e della nazione completamente opposte alla tua.

Lo scenario che si traccia in questi giorni, quello con Meloni candidata premier, Salvini vicepremier e ministro dell'Interno e Tajani sottosegretario alla presidenza del Consiglio, la soddisferebbe?
Come sempre, noi non rivendichiamo la presidenza del Consiglio. Rivendichiamo il patto non scritto che ha sempre trovato vigenza nel centrodestra: chi prende più voti, in ossequio alla democrazia e al rispetto dei nostri elettori, esprimerà il presidente del Consiglio. Dopodiché è altrettanto evidente che gli altri leader esprimeranno i propri ministri. Chi metterà la Lega e chi metterà Forza Italia non sono affari nei quali posso entrare.

Quante probabilità ritiene che ci siano, ad oggi, di vedere un governo di centrodestra nella prossima legislatura?
A giudicare da tutti i sondaggi e da tutte le condizioni date direi che, se non siamo al 100%, sicuramente al 99,9.

Anche perché il campo opposto al vostro, quello del centrosinistra, non sembra godere di ottima salute.
Esattamente. Letta, in qualche modo, ha killerato il governo introducendo, in maniera oltremodo violenta, temi politici in una legislatura che doveva essere di puro adempimento del Pnrr, nel titanico sforzo di tenere unito ciò che unito non ci sta. Il Pd era il partito più draghiano tra i draghiani, dall'altra parte il M5s era il più resistente della maggioranza. Basta questo per raccontare come abbiano tenuto insieme con lo sputo questa alleanza, per qualche mese, solo per agitarla giornalisticamente.

Non paiono esserci riusciti.
Volevano costruire il campo largo, ma nel breve volgere di una notte si sono ritrovati tra le mani un camposanto... Uno shock dal quale non si sono ancora ripresi.