20 maggio 2022
Aggiornato 18:00
L'intervista

Testor: «L’economia va peggio del previsto, la crescita cala e l’inflazione aumenta»

La senatrice Elena Testor, esponente della Lega in commissione Bilancio, analizza al DiariodelWeb.it il Def presentato dal governo e la tendenza dell’economia italiana

Elena Testor, Senatrice della Lega in commissione Bilancio
Elena Testor, Senatrice della Lega in commissione Bilancio Foto: Facebook

È arrivato in Senato ed è stato approvato nei giorni scorsi il Documento di economia e finanza presentato dal governo. Si parla di nuovi aiuti per 5-6 miliardi di euro, che potrebbero però non essere più sufficienti a fronte di una tendenza dell'economia, in peggioramento anche oltre le attuali previsioni. Il DiariodelWeb.it ne ha discusso con la senatrice Elena Testor, esponente della Lega in commissione Bilancio.

Senatrice Elena Testor, in aula ha definito «ottimista» il Def presentato dal governo. Significa che l'economia sta andando peggio del previsto?
Sono partita dai presupposti della Nadef, stilata in un momento in cui si auspicava che la pandemia si stesse concludendo, i cui dati sulla crescita economica erano positivi. Il Pil era stimato al +6,6% e l'inflazione nell'ultimo trimestre, seppur aumentata, era al 2,9%. Nel Def c'è stata una stretta su questi dati: la crescita del Pil è al 3,1% e l'inflazione è molto superiore. Quindi ho azzardato a dire che i numeri si sono invertiti.

Quali sono state le cause di questa tendenza?
Quelle che conosciamo bene. Un po' la recrudescenza dei contagi, anche se limitata e attenuata dalla campagna vaccinale; un po' la guerra in Ucraina che è subentrata, con la conseguente emergenza energetica che è andata ad incidere sui costi di produzione. Ho parlato di previsione ottimistica perché dobbiamo basarci sui dati che abbiamo in mano in questo momento, anche tenendo conto di una situazione che può degenerare.

Il caro materie prime, purtroppo, non è un problema nuovo.
Noi della Lega lo avevamo evidenziato già nei primi mesi dell'anno scorso, presentando una mozione per impegnare il governo a trovare una soluzione. Le materie prime erano venute a mancare, anche per una questione logistica. Durante la pandemia i magazzini si erano svuotati, non erano stati effettuati acquisti, mentre c'era chi, come la Cina, aveva provveduto agli approvvigionamenti. Questa carenza aveva provocato gli aumenti, dal legno alla plastica ai semiconduttori.

Ora la situazione è peggiorata, in questo senso.
Adesso si è aggiunta la questione dell'energia, quindi il gas, il petrolio, l'elettricità, oltre ai beni alimentari, come il grano. Grazie al rimbalzo del Pil e ai risparmi sull'indebitamento dello 0,5% ora il governo può contare su 10,5 miliardi in più: risorse che andranno usate proprio per aiutare imprese e famiglie contro la crisi energetica, con il decreto Ucraina. E poi si vedrà se sarà necessario un ulteriore scostamento di bilancio, come io penso.

Poi c'è il tema del lavoro: a fronte di una disoccupazione che cresce ci sono le imprese che faticano a trovare manodopera.
Sì, di fatto è un paradosso. Ci sono aziende in difficoltà che sono costrette a mettere in cassa integrazione i propri lavoratori o addirittura a licenziarli, ma dall'altra parte ci sono settori come quello turistico o edile dove si registra una carenza di manodopera.

Perché avviene questo?
C'è un divario tra domanda e offerta, le cui motivazioni possono essere varie. Una, sicuramente, è dovuta al fatto che, durante il periodo pandemico, molti lavoratori del turismo hanno deciso di cambiare carriera. E poi c'è l'effetto del reddito di cittadinanza, che non si può nascondere. Penso che sia importante che chi lo percepisce sia avviato verso i corsi di formazione e poi instradato nel mercato del lavoro quando è già preparato. Era stato preso a modello per questo strumento il sistema Germania, ma a mio modo di vedere non deve essere stato proiettato nel modo giusto, perché non sta dando i risultati sperati.