9 dicembre 2021
Aggiornato 07:00
L'intervista

Migliore: «Italia Viva nel centrodestra? Noi mai con la Lega e Fratelli d’Italia»

Il deputato di Italia Viva Gennaro Migliore spiega al DiariodelWeb.it che cosa si sta agitando nel partito di Matteo Renzi, tra l’inchiesta Open e l’ultima Leopolda

Gennaro Migliore, Deputato di Italia Viva
Gennaro Migliore, Deputato di Italia Viva Facebook

Tra l'inchiesta sulla fondazione Open che lo ha travolto e l'ultima edizione dell'evento della Leopolda, Matteo Renzi è tornato prepotentemente in questi giorni sulle prime pagine dei giornali. E, in particolare, gli osservatori della politica si pongono una domanda su tutte, cruciale per le prospettive future del governo Draghi ma anche dell'elezione del prossimo presidente della Repubblica: che cosa vuole fare Italia Viva da grande? Da che parte vuole stare? Il DiariodelWeb.it lo ha chiesto al deputato Gennaro Migliore.

Onorevole Gennaro Migliore, in molti ipotizzano che Italia Viva stia preparando una nuova alleanza con il centrodestra. C'è qualcosa di vero?
Non solo non l'ho mai sentito, ma lo considero assolutamente impossibile. Direi che chi lo ipotizza non ha ascoltato la Leopolda. Dove si è messo in chiaro, in diversi interventi e in particolare in quelli di Renzi, che noi siamo nati per costruire un'esperienza riformista che sia sideralmente lontana dai sovranisti della Lega e di Fratelli d'Italia. Riteniamo che, all'interno di quel campo, c'è anche chi si debba allontanare da quei valori, se vuole rimanere nell'alveo europeista. Così come riteniamo l'incontro con i Cinque stelle di Conte difficilmente praticabile. Per quanto mi riguarda, preferisco ascoltare queste parole chiare, piuttosto che assecondare quelli che probabilmente sono i desideri dei nostri avversari.

Ha parlato di forze del centrodestra che si dovrebbero allontanare dal sovranismo: si riferisce a Forza Italia?
Io non parlo degli altri. Penso che esista un campo riformista che va riempito di contenuti, oltre che di soggetti politici disponibili a cooperare.

Ma Forza Italia può essere uno di questi?
In questo momento Forza Italia fa organicamente parte del centrodestra. Quindi non mi pare che ci siano le condizioni.

Eppure i recenti attriti tra Renzi e la magistratura potrebbero avvicinarvi alle storiche battaglie sulla giustizia di Berlusconi.
Parlo della mia esperienza: io ho sempre fatto battaglie sulla giustizia, anche nei partiti più di sinistra possibili. La distinzione non è tra chi è più o meno vicino alle posizioni di un altro leader politico, ma tra chi è più o meno garantista, in un campo di Agramante che è diventato la politica dei giustizialisti. In tal senso, avendo orgogliosamente la doppia tessera di Italia Viva e dei Radicali, il mio approccio semmai è più vicino a questi ultimi. Anche in questo caso, non mi interessa fare un ragionamento politico, ma di sostanza. Da quando ero in Rifondazione comunista ad oggi, non ho mai cambiato posizione.

Vediamo se ho capito bene, quindi. Con il centrodestra di Lega e Fratelli d'Italia non intendete stare, ma nemmeno con il centrosinistra dei Cinque stelle.
Considerare di centrosinistra Conte, che ha firmato i decreti Salvini, è un'altra operazione che falsifica la realtà. Io, personalmente, non l'ho mai considerato tale, visto quello che ha detto sul sovranismo e sul populismo. Che Conte sia di sinistra e io no mi fa venire da ridere.

Eppure, in questo momento, fa parte della coalizione.
In questo momento mi sembra che ci sia molta confusione, mettiamola così.

Se non state né da una parte né dall'altra, l'unica possibilità che rimane è quella di formare un grande centro con chi ci sta. Questo è il progetto?
Come ho già detto, più che dalle sigle, parto dai contenuti. Certamente, chi condivide questi contenuti potrebbe ritrovarsi anche in una dimensione diversa. Per essere chiari, io non penso che il centrosinistra sia già definito.

Mi sta dicendo che volete convincere il Pd a staccarsi dall'abbraccio con il M5s per allearsi con voi?
Noi non vogliamo convincere nessuno. Noi diciamo che questo accrocco è innaturale. Esiste un principio di realtà al quale bisognerà adeguarsi, secondo il quale per vincere prima e governare poi c'è bisogno del riformismo. Il problema principale di questa fase storica è che si punta molto ad ingabbiare schieramenti, che peraltro non esistono, perché la lettura normale dei processi è che in questo momento c'è un governo di emergenza e di salvezza nazionale. Che sta facendo molto bene e che contiene forze molto diverse tra di loro. Il nostro partito ha sostenuto Letta nel collegio di Siena, Gualtieri al secondo turno, Manfredi, Sala, Nardella, Lepore e Lorusso al primo turno. Se c'è un'incertezza al riguardo, è frutto di una mistificazione.

Se invece si parla della partita del Quirinale, immagino che l'intenzione sia quella di eleggere il presidente della Repubblica con il consenso più ampio possibile.
Questo sicuramente. Anche perché è già accaduto in altre fasi storiche: ricordo, ad esempio, la seconda elezione del presidente Napolitano, che fu sostenuta da uno schieramento che poi non si trasformò in un'alleanza politica. Dopo aver fatto una scelta straordinariamente importante come quella di Mattarella, si deve puntare a questo obiettivo: una personalità che abbia uno standing adeguato per ricoprire questa funzione di garanzia.

C'è un profilo del genere, che possa mettere tutti d'accordo?
Io penso di sì. L'Italia è un Paese ricco di grandi qualità. Dire che non c'è nessuno che lo possa fare sarebbe fare un torto all'intelligenza delle persone.

Ha in mente qualcuno in particolare?
No.

È vero, come sostiene Renzi, che l'inchiesta Open è scoppiata in questo momento proprio per impedirvi di toccare palla nell'elezione del presidente della Repubblica? Magari qualcuno teme un altro giochetto di Renzi come quello che fece cadere il governo Conte 2?
L'inchiesta Open risale a molto tempo fa. La questione è come è stata strutturata, ovvero se debba essere un magistrato a decidere cosa debba essere un partito.

A lei, personalmente, che da sempre è attento ai diritti, disturba il fatto che Renzi prenda dei soldi da un Paese come l'Arabia Saudita, che non è sicuramente campione di democrazia e di libertà?
Penso che partecipare alle conferenze internazionali non solo non sia un reato, ma in alcuni casi possa rappresentare anche un elemento positivo. Non mi disturba affatto, assolutamente no.

Renzi ha pronosticato che si andrà a votare nel 2022.
No, Renzi ha detto che i quattro maggiori partiti stanno facendo di tutto per andare a votare nel 2022 e che questo sarebbe un errore.

Lei la pensa allo stesso modo?
Sì.

Cioè crede davvero che i partiti che in questo momento sono in crisi nei sondaggi avrebbero interesse ad andare a votare, perdendo gran parte della loro truppa parlamentare?
Non lo so, questo dovete chiederlo a loro. A me sembra che siano una fibrillazione e una tensione particolarmente evidenti. Dopodiché spero che, nel corso dei prossimi mesi, si abbia la consapevolezza che dobbiamo completare un percorso assolutamente indispensabile.