21 ottobre 2021
Aggiornato 22:30
L'intervista

Zennaro: «La Lega si fida di Draghi, ma sulla casa e sul fisco vigileremo»

Mario Draghi e Matteo Salvini si sono chiariti, ma l'attenzione della Lega sul tema della tassazione resta alto. Il DiariodelWeb.it ne ha parlato con l'onorevole Antonio Zennaro

Matteo Salvini con il Presidente del Consiglio, Mario Draghi
Matteo Salvini con il Presidente del Consiglio, Mario Draghi ANSA

Dopo lo strappo sulla delega fiscale, l'incontro. Giovedì pomeriggio si è tenuto il tanto atteso faccia a faccia tra Mario Draghi e Matteo Salvini. Che si è concluso con una distensione: il leader della Lega ha ottenuto la conferma dell'impegno a non alzare le tasse e ha definito «leale» il confronto. Ma l'attenzione del Carroccio sul tema del fisco resta alta: il DiariodelWeb.it ne ha parlato con l'onorevole Antonio Zennaro, deputato leghista e membro della commissione Finanze.

Onorevole Antonio Zennaro, il premier Mario Draghi ha risposto a Salvini: non ci sarà nessuna patrimoniale camuffata. Vi fidate di queste parole?
Come ha detto più volte Matteo Salvini, la Lega è entrata in questo governo per ridurre le tasse e non per aumentarle. La riforma del catasto, oggettivamente e non siamo solo noi a dirlo, aumenta i rischi concreti di un aumento della pressione fiscale sulla casa. Ci fidiamo di Draghi, ma sul futuro nessuno può dare rassicurazioni, quindi vigileremo, perché per noi il tema casa è molto importante.

Se la prima casa sarà esente dalla revisione del catasto, come sembra, per voi sarebbe sufficiente?
Il mercato immobiliare viene da anni di crisi, in particolare proprio a seguito degli interventi di tassazione sulla casa da parte del governo Monti. Mettere pressione ulteriore al settore, che genera una parte importante del Pil, se consideriamo anche i settori collegati all’edilizia come ad esempio l’arredamento, rischia di minare la ripresa post pandemia.

Salvini ha affermato che vorreste cambiare due commi dell'articolo 7. Quali sono i temi che chiedete di modificare della bozza della delega fiscale uscita dal Consiglio dei ministri?
I rischi arrivano dal passaggio dai vani ai metri quadri e quindi ai valori di mercato con relativo aggiornamento periodico. Draghi però ha assicurato che non ci sarà nessun aumento delle tasse: vedremo gli sviluppi della delega fiscale.

Sulla rottamazione delle cartelle esattoriali anche il M5S sembra favorevole, ma il ministro Franco non sembra lasciare spiragli. Ritiene che ci sia ancora margine per riaprire la partita?
Chiediamo di fare di più: le cartelle esattoriali sono troppe e rischiano di mettere in difficoltà tante famiglie ed imprese. Non possiamo permettere che milioni di italiani siano tenuti nell’incertezza. Continueremo a presentare le nostre proposte per trovare una soluzione concreta e definitiva al problema.

Ritenete che il governo coinvolga abbastanza la Lega in queste decisioni così delicate?
C’è un tema di metodo giustamente segnalato da Matteo Salvini, ma comunque ci saranno modi e tempi per chiarire la situazione.

Avete ribadito più volte che resterete in maggioranza. Ma a quali condizioni, cioè dove sta il punto di rottura?
La partecipazione all’esecutivo non è in discussione, anche se ci sono temi a cui la Lega tiene particolarmente e che hanno bisogno del giusto approfondimento e condivisione.

Dentro il partito si avverte realmente la tensione tra Salvini e Giorgetti che viene raccontata dalla stampa?
È il solito schema dei giornali, quello di voler far apparire una Lega divisa. Personalmente, posso confermare che la Lega è unita e compatta su tutti i temi.

Forza Italia ha avvertito che il comportamento della Lega rischia di disintegrare addirittura il centrodestra. Ritiene fondato questo timore?
Mi sembra un timore ingiustificato. Il centrodestra governa in quasi tutte le Regioni italiane e si è presentato compattissimo anche alle ultime elezioni amministrative.