19 ottobre 2021
Aggiornato 18:00
L'intervista

Ribolla: «Perché noi della Lega siamo contrari a questa riforma del fisco»

L'onorevole Alberto Ribolla, deputato della Lega in commissione Finanze, spiega al DiariodelWeb.it lo strappo del partito di Matteo Salvini sulla legge delega fiscale

Il leader della Lega, Matteo Salvini
Il leader della Lega, Matteo Salvini ANSA

È il tema del fisco il casus belli, la scintilla che ha fatto esplodere l'ennesimo scontro in maggioranza. La Lega ha disertato la riunione del Consiglio dei ministri, in polemica con la legge delega che è stata comunque approvata dal governo Draghi. Il documento prevede una riforma dell'intero sistema fiscale: dalla razionalizzazione dell'Iva al graduale superamento dell'Irap, fino alla revisione dell'Irpef e dell'Ires. Ma è soprattutto sul tema della revisione del catasto che si è consumata la contrarietà di Matteo Salvini e dei suoi. Il DiariodelWeb.it ne ha discusso con l'onorevole Alberto Ribolla, deputato leghista della commissione Finanze.

Onorevole Alberto Ribolla, lo strappo della Lega è giustificato?
Sì, e per due motivi: uno di forma e uno di sostanza. Ci siamo ritrovati nelle condizioni di dover approvare un documento, così importante per noi, senza averne potuto prima leggere il testo. Va bene tutta la fiducia del mondo, ma non funziona così. Abbiamo lavorato per mesi sulle linee guida in commissione Finanze, per poi arrivare ad una legge delega che è stata consegnata ai nostri ministri Garavaglia e Giorgetti appena un quarto d'ora prima del Consiglio. Il giorno stesso noi deputati ci interrogavamo in merito alla bozza e nessuno l'aveva in mano. Non mi sembra una cosa seria.

Entrando nel merito, però, che cosa non vi convince nella riforma?
Non c'è nessuna certezza che le tasse non saranno aumentate. Per quanto riguarda il catasto, in particolare, l'invarianza fiscale non è affatto assicurata, nonostante il premier Draghi abbia affermato che non ci sarà alcun aumento. Ad oggi c'è solo un rinvio da qui a cinque anni.

Ma la revisione degli estimi catastali serve ad eliminare le iniquità o ad accrescere il gettito?
Un costo ce l'avrà e quindi qualcuno dovrà sopportarlo: che siano i Comuni, le Province, le Regioni o lo Stato, non è dato saperlo. Poi nella legge delega si parla anche di «meccanismi di adeguamento periodico dei valori patrimoniali e della rendita delle unità immobiliari urbane»: il che fa pensare ad un aggiornamento continuo, che di conseguenza potrebbe portare ad ulteriori aumenti della tassazione. Ma questo è solo uno degli esempi.

E gli altri?
C'è il tema delle imposte sostitutive: nella legge delega si preannuncia che andranno tutte all'unica percentuale del 23%. Insomma, in questo caso l'aumento è già scritto nero su bianco. E sarà una mazzata, in primis per tutti coloro che usufruiscono della cedolare secca, che sono in molti. Confedilizia è già intervenuta lamentando la scarsa chiarezza.

Per non parlare della flat tax: si rischia un abbassamento del tetto di fatturato, attualmente fissato a 65 mila euro, che potrebbe tagliare fuori molte imprese.
Siamo assolutamente contrari. Si parla anche di una revisione dei coefficienti: sugli eventuali aggiustamenti del regime attuale si può discutere, ma questo non deve portare ad un aumento della tassazione. Soprattutto per quelle piccole imprese o per quei liberi professionisti che, grazie all'azione della Lega che ha portato il tetto da 30 a 65 mila euro, hanno potuto sviluppare la propria attività. Quanto alla flat tax incrementale, uno dei punti fondanti del documento uscito dalle commissioni Finanze unite di Camera e Senato, ad oggi nella legge delega non è proprio presente.

Sulla rottamazione delle cartelle del 2020, cioè del periodo Covid, sembrava tutto fatto, invece improvvisamente la partita si è richiusa. C'è del margine per intervenire?
Questo sarà un altro punto che andremo a toccare, perché anch'esso era presente negli accordi presi. Si tratta di un tema molto sentito sia dagli imprenditori che dai cittadini, quindi auspichiamo che entri in questa legge delega. Ad oggi è stata approvata così, ma crediamo sia opportuno modificarla.

Pensate di intervenire in parlamento?
Credo proprio di sì. Poi saranno il capogruppo e i referenti economici della Lega a definirne le modalità.

Quindi, quando Salvini ha parlato di mancato rispetto degli accordi presi, si riferiva proprio all'aumento delle tasse?
Esattamente. Noi siamo entrati in questo governo proprio per semplificare ed evitare aumenti di tasse, soprattutto sui patrimoni. E questo ci era stato garantito.

Non è che Draghi si sta facendo prendere un po' troppo la mano ad andare dritto per la sua strada, dimenticandosi che ci sono dei partiti in maggioranza con cui deve concordare?
Questo non lo so. Per quanto ci riguarda, siamo convinti che la nostra presenza nell'esecutivo abbia portato significativi cambiamenti. Altrimenti avremmo avuto un altro governo di centrosinistra: la Lega serve proprio a tenere la barra dritta sulle riaperture, sul fisco, sull'immigrazione. Ho letto che Matteo Salvini incontrerà il premier Draghi, che si trovava in Slovenia, e auspico che ci sia un chiarimento.

I commentatori più maligni hanno ipotizzato che Salvini abbia voluto alzare la voce, il giorno dopo un'elezione amministrativa che non è andata troppo bene.
Non c'entra assolutamente nulla. Non è una questione di ripicche, ma di serietà dell'azione di governo, su un tema così delicato per la Lega come il fisco.