19 ottobre 2021
Aggiornato 18:00
L'intervista

Vignola: «Rincari in arrivo sulle bollette, ecco come si può fare a risparmiare»

Marco Vignola, responsabile energia di Consumatori.it, spiega al DiariodelWeb.it come tutelarsi dall'aumento della luce e del gas preannunciato dal ministro Cingolani

Vignola: «Rincari in arrivo sulle bollette, ecco come si può fare a risparmiare»
Vignola: «Rincari in arrivo sulle bollette, ecco come si può fare a risparmiare» ANSA

Si prospetta un autunno caldo per le famiglie italiane sul fronte delle bollette dell'energia elettrica e del gas, alla luce della stangata preannunciata dal ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. Ma come possono fare i cittadini per ridurre al minimo l'impatto degli aumenti e che misure, invece, dovrebbero adottare le istituzioni? Il DiariodelWeb.it lo ha chiesto a Marco Vignola, responsabile per il settore energia di Consumatori.it.

Marco Vignola, avete calcolato quale sarà l'impatto di questi rincari annunciati sulle famiglie italiane?
Capisco che questa sia la domanda principe, che tutti si pongono. Il problema è che rispondere è quasi impossibile: non si può definire un aumento che valga per tutti.

Ma di che ordine di grandezza stiamo parlando?
Siamo partiti da un dato, che però in qualche modo è già stato smentito: l'annuncio di un rincaro del 40% fatto dal ministro Cingolani. Prendiamo il prezzo di riferimento del consumatore domestico tipo, stabilito dall'Autorità per l'energia, cioè la famiglia che consuma 2700 kWh all'anno e che ha un'utenza residente con 3 kW di potenza impegnata: ad oggi, in media, ha una spesa nel mercato di maggior tutela di 540 euro. In questo caso parleremmo di un aumento di 216 euro. Ma se cambia il tipo di utenza, di consumo o di contratto questo calcolo, ovviamente si modifica: per questo è difficile dare una stima precisa.

Ma questi aumenti riguarderanno tutti gli utenti?
No, solo quelli del servizio di maggior tutela, per i quali l'autorità aggiorna le tariffe ad ogni trimestre. Chi, qualche mese fa, ha lasciato questo mercato per passare a quello libero, sottoscrivendo un contratto a prezzo bloccato per dodici o ventiquattro mesi, non ne risentirà.

Quindi quali sono i sistemi che i consumatori dovrebbero adottare per proteggersi?
Secondo noi ci sono quattro pilastri. Innanzitutto bisogna diventare consapevole dei propri consumi e monitorarli. Sembra banale, ma non lo è. Se non so quanto e come consumo, che tipo di contratto ho, se non so leggere il contatore o non so quanto sto pagando il kWh, non sono in grado di fare delle scelte ragionate. Se vivo sempre a casa, mi può convenire una tariffa mono-oraria; se sto tutto il giorno in ufficio, è meglio una bi-oraria. Poi il secondo pilastro è il confronto: a quel punto si può verificare sul mercato se, senza cambiare il proprio stile di vita, si possano trovare offerte e fornitori più convenienti e in linea per le proprie esigenze. Per fare questo ci sono degli strumenti pubblici, ad esempio il portale offerte dell'Autorità.

E gli altri due pilastri quali sono?
Il terzo è la riduzione dei consumi: cambiare le lampadine, spegnere tutti i Led degli elettrodomestici, usare le ciabatte intelligenti, d'inverno ridurre la temperatura del riscaldamento a 19-20°, d'estate utilizzare i condizionatori più con la deumidificazione che con il raffrescamento e così via. Infine si può intervenire a monte: riqualificare le nostre case, che purtroppo sono dei colabrodi dal punto di vista energetico, per renderle più efficienti. A questo fine si possono sfruttare le opportunità offerte dallo Stato: il superbonus del 110%, lo sconto in fattura, la detrazione sugli acquisti delle caldaie e dei condizionatori...

Invece, dal governo, che misure vi aspettiate vengano messe in campo per tutelare i cittadini?
Abbiamo avanzato delle proposte che, come dice il ministro Cingolani, dovrebbero diventare strutturali. Prima di tutto, spostare o ridurre gli oneri generali di sistema: quei costi parafiscali che incidono pesantemente sulla bolletta elettrica, fino al 25%. Servono a promuovere le rinnovabili, ma non dovrebbero essere scaricati sulle fasce più deboli, bensì essere applicate alla fiscalità generale. Per quanto riguarda il gas, invece, il problema è l'incidenza dell'Iva, delle accise e delle addizionali regionali, che insieme pesano per il 40% della bolletta. Poi si potrebbero utilizzare i soldi ottenuti dalle aste della Co2 per ridurre strutturalmente le bollette: in modo tale da far passare il messaggio che chi inquina paga, a vantaggio del sistema, di tutti.

Lo stesso potrebbe essere fatto con un intervento sulle aziende partecipate statali che in questi anni, soprattutto con questo aumento dei prezzi dell'energia, hanno incassato dei forti extra-utili, gestendo gli impianti idroelettrici. Infine c'è il ruolo dell'acquirente unico, che acquista l'energia per i clienti del servizio di maggior tutela: proponiamo che continui ad acquistare anche con contratti a medio-lungo termine e che continui ad essere il fornitore di fatto della pubblica amministrazione e dei clienti vulnerabili, ma con l'obbligo di acquistare energia al 100% verde: questo trasformerebbe lo Stato in un driver per la transizione energetica.