27 settembre 2021
Aggiornato 08:30
L'intervista

Iezzi: «Il green pass è stato usato male e non sta neppure funzionando»

Igor Iezzi, deputato della Lega, spiega al DiariodelWeb.it perché il suo partito ha votato in commissione contro il certificato vaccinale voluto dal governo Draghi

Iezzi: «Il green pass è stato usato male e non sta neppure funzionando»
Iezzi: «Il green pass è stato usato male e non sta neppure funzionando» ANSA

Nel giorno in cui le temute manifestazioni contro l'obbligo del green pass sui mezzi di trasporto non hanno movimentato che poche decine di persone, il certificato vaccinale è tornato però nell'occhio del ciclone. In commissione Affari sociali alla Camera, infatti, la Lega ha votato a favore di un emendamento che chiedeva di abolirlo, spaccando così la maggioranza e suscitando le ire del segretario del Partito democratico, Enrico Letta. Il DiariodelWeb.it ha interpellato il deputato leghista Igor Iezzi per chiedere le ragioni di questa presa di posizione.

Onorevole Igor Iezzi, le tanto discusse manifestazioni dei no vax si sono rivelate un flop. La considera una buona notizia?
È una buona notizia che la frangia più intransigente, a volte anche violenta, dei no vax non abbia creato problemi. Questo non vuol dire, però, che non bisogna ascoltare chi ha legittimi dubbi sui vaccini. Io sono assolutamente favorevole e mi sono vaccinato. Ma sono contrario all'obbligatorietà, non solo da un punto di vista costituzionale ed etico, ma anche pratico. L'obbligo vaccinale induce la gente ad aver paura. Al contrario, penso che li si possa convincere con le argomentazioni: basta leggere i numeri e vedere che in Italia chi si ricovera sono soprattutto i non vaccinati.

Sono queste le ragioni che hanno indotto la Lega a votare contro il green pass in commissione?
Io non sono contrario al green pass, ma al modo in cui è stato usato. Ad esempio, lo considero utile per disciplinare l'accesso agli stadi, dove sarebbe difficile fissare regole di distanziamento o di uso della mascherina. Meno sensato mi sembra adottarlo nei ristoranti o imporlo ai minori di 18 anni. Faccio presente che il green pass era nato come uno strumento europeo per permettere ai cittadini di viaggiare da uno Stato e l'altro. L'Italia ha deciso di ampliarne l'uso e noi vogliamo entrare nel merito della questione. Anche perché, a vedere i dati, non mi pare che il green pass stia funzionando molto. Per questo abbiamo presentato e votato quegli emendamenti. Non c'è nulla di strano a votare contro una parte di provvedimento che non ci convince.

Secondo il Pd c'è. Letta ha affermato che in questo modo la Lega si mette fuori dalla maggioranza.
Eppure quello è lo stesso partito che voleva sfiduciare un sottosegretario di questo governo. Questo mi sembra più grave, per la tenuta della maggioranza, rispetto al voto su un punto di un provvedimento più ampio, su cui siamo sempre stati dubbiosi. Il Pd si deve chiarire le idee: o il loro ragionamento si allarga a tutti, oppure non può valere solo per qualcuno e per gli altri no.

L'impressione è che però il resto della maggioranza non vi ascolti molto, su questi argomenti.
C'è questo dubbio, certo. Se, all'interno di questa maggioranza di unità nazionale, il centrodestra fosse stato più corposo, avrebbe avuto più peso. Invece ci siamo noi e Forza Italia, che a volte su questi temi non ci segue neanche, quindi ci lascia soli. Questa è una questione importante, ma d'altro canto sui principi di base siamo tutti d'accordo: bisogna ripartire, mettere in campo delle misure economiche, proseguire con la campagna vaccinale.

Parliamo di immigrazione. I dati sono tornati a preoccupare e il problema rischia di esplodere nuovamente.
Sì, siamo passati dai 5 mila dell'anno scorso ai 40 mila attuali. Significa che il numero di immigrati clandestini è cresciuto di otto volte. Questo rappresenta un pericolo, anche da un punto di vista sanitario, perché siamo in piena recrudescenza della pandemia. Moralmente è molto fastidioso che ai nostri cittadini sia giustamente richiesta una serie di controlli, mentre ai clandestini è permesso di entrare e circolare liberamente nel nostro Paese. È evidente che la Lamorgese, da questo punto di vista, sta fallendo clamorosamente. Per questo chiediamo un cambio di passo a 180°.

La crisi afghana rischia di aggravare ulteriormente questo rischio?
Rischia di essere un elemento molto delicato, non tanto dal punto di vista numerico, quanto da quello qualitativo. La nostra solidarietà nei confronti dei bambini e delle donne è forte, ma verso gli uomini servono forti controlli. Paradossalmente, con la scusa dei profughi, possono infiltrarsi nel nostro Paese terroristi, jihadisti, membri di Al Qaeda. È già successo in Francia.

Se a questo tema aggiungiamo il rave party clandestino nel viterbese e la gaffe sul green pass nei locali pubblici, si completa il quadro di un'estate piuttosto calda per il ministro Lamorgese.
E non solo. Oltre a questi errori pratici che ha commesso, a me ha colpito molto la polemica sullo ius soli, che ha contribuito a sviluppare prendendo una posizione molto netta. È stato fastidioso, perché la Lamorgese si spaccia per un ministro tecnico, istituzionale. Non ha mai detto di essere del Partito democratico, sebbene si possano nutrire legittimi sospetti in tal senso. Dovrebbe capire che, rispetto al governo Conte bis, è cambiato il presidente del Consiglio e anche la base parlamentare. Quindi non si può schierare su temi rispetto ai quali la maggioranza non è compatta e che non fanno parte del programma.

Vi aspettavate che Draghi prendesse posizione rispetto all'operato della Lamorgese, invece di rimanere così silente?
Infatti abbiamo chiesto chiarimenti e aspettiamo questo incontro tra Draghi, la Lamorgese e Salvini. Io sono convinto che anche il premier si renda conto che il lavoro del suo ministro non è particolarmente brillante. Non credo che sia contento di vedere questo andirivieni di immigrati irregolari, proprio mentre impone misure particolari sotto il profilo delle libertà personali, come il green pass.