25 gennaio 2021
Aggiornato 12:00
L'intervista

Bolgan: «Il vaccino è sperimentale. E i primi vaccinati faranno da cavie»

La dottoressa Loretta Bolgan, ricercatrice in scienze farmaceutiche, lancia al DiariodelWeb.it l'allarme sui problemi di sicurezza del vaccino contro il Covid-19

Bolgan: «Il vaccino è sperimentale. E i primi vaccinati faranno da cavie»
Bolgan: «Il vaccino è sperimentale. E i primi vaccinati faranno da cavie» ANSA

Il vaccino anti Covid-19 è la notizia del momento. In Regno Unito è già iniziata la somministrazione, gli Stati Uniti lo hanno approvato e anche in Europa la riunione per dare il via libera è stata anticipata dal 29 al 21 dicembre, con l'evidente obiettivo di iniziare la campagna entro fine anno. Ma siamo proprio sicuri che questo farmaco sviluppato in tempi record, saltando gran parte dei controlli che normalmente sono obbligatori, sia efficace e soprattutto sicuro? Molti dubbi in merito li ha sollevati Loretta Bolgan, dottoressa in chimica e tecnologie farmaceutiche, ricercatrice e consulente scientifica. Il DiariodelWeb.it l'ha intervistata.

Dottoressa Loretta Bolgan, in Inghilterra e in altri Paesi del mondo la campagna vaccinale anti Covid-19 è già iniziata. Eppure lei predica cautela: come mai?
Io svolsi la prima revisione di due vaccini, nello specifico quello della Moderna e quello di Oxford, quando erano già in corso di studio e di messa a punto, ma non avevano ancora ottenuto l'autorizzazione. Poi c'è quello di Pfizer, che lavora con la stessa tecnologia di Moderna. Ma le loro problematiche a livello di sicurezza sono quasi identiche, perché il virus è lo stesso.

Provi a spiegarcele in termini comprensibili.
I problemi di sicurezza erano già ben noti dai tempi degli studi svolti per il vaccino contro la Sars. Già all'epoca avevano sviluppato una serie di vaccini biotecnologici e li avevano testati a livello preclinico sugli animali: come si procede in tempi ordinari, non di pandemia. Quegli studi, purtroppo, rilevarono che in gran parte degli animali vaccinati avveniva un potenziamento della malattia. Invece di essere protetti, sviluppavano una complicazione grave e spesso fatale. Per questo gli studi vennero interrotti. Fino ad oggi.

La stessa problematica vale anche per il Covid-19?
Sì. Infatti, quando le industrie hanno chiesto il fast track, gran parte della discussione verteva su questo problema. Ad oggi gli studi preclinici, che in questo caso sono stati svolti in parallelo e non prima di quelli clinici, non permettono di verificare l'incidenza di questa gravissima reazione avversa.

Perché?
Innanzitutto perché è stata scelta una specie animale che geneticamente non sviluppa le complicazioni dell'infezione, e già questo non va bene. E poi perché è stata vaccinata usando come antigene la sequenza originale del virus di Wuhan, e con lo stesso identico virus non mutato è stata fatta la reinfezione. In questo modo è evidente che gli anticorpi che si formano sono protettivi, e non possiamo capire se si sviluppi il potenziamento della malattia. Eppure anche in tali condizioni ottimali, in cui si aspettavano che l'animale non si dovesse nemmeno infettare, in realtà si infettava comunque. Loro sostengono che non sviluppasse la patologia grave, ma non possiamo saperlo, perché quell'animale, appunto, non presenta le complicazioni.

In sostanza il rischio è che il vaccino non solo non protegga, ma addirittura favorisca il peggioramento della malattia?
Esatto. Questo è il meccanismo del danno da vaccino più noto, sia ai produttori che alle agenzie regolatorie.

E per quale motivo non si è tenuto conto di questi rischi per la sicurezza?
Questo andrebbe chiesto alle agenzie. A mio avviso, hanno dato a intendere che il problema non ci sia, ma se non si fanno gli studi non possiamo saperlo. D'altra parte loro potrebbero anche dire che andrà valutato direttamente in vivo sulle persone vaccinate.

È come dire che i primi che si vaccineranno saranno delle sorte di cavie umane.
Lo saranno a tutti gli effetti.

Questo è piuttosto preoccupante.
È molto preoccupante. E non sono io a sostenerlo: esistono studi molto importanti, usciti recentemente anche su Nature, che hanno sollevato questi timori. È evidente che i ricercatori industriali cerchino di sminuire la problematica, perché tendono ad affermare che il Covid-19 sia una malattia devastante e incurabile, per cui l'unica salvezza è il vaccino. Pur esistendo dei rischi, secondo loro, questi vengono superati dai benefici.

Ma questa è la realtà?
Io sostengo il contrario. La mortalità complessiva del Covid-19, pur se sovrastimata, è comunque inferiore allo 0,5%. Ed esistono anche delle altre cure, come dimostrano i risultati importanti ottenuti dai medici che hanno utilizzato dei mix di farmaci off label. Dall'altra parte, ripeto, non abbiamo alcuna indicazione sull'incidenza della grave reazione fatale dei vaccini. Perciò, in mancanza di queste informazioni, non siamo affatto sicuri che i decessi causati dai vaccini saranno inferiori a quelli causati dal Covid-19.

Ci sono precedenti in tal senso?
Teniamo presente che vaccini come quello per la dengue vennero ritirati proprio per questo problema, dopo la morte di diversi bambini: l'azienda aveva sottovalutato l'incidenza di questa reazione avversa e aveva fatto in modo che venissero messi comunque in commercio.

Dunque è lecito pensare che dietro a queste manovre ci siano gli interessi delle case farmaceutiche?
Io penso che le industrie farmaceutiche facciano il loro lavoro: quello di offrire un prodotto. E hanno dimostrato di riuscire a creare un vaccino con grande rapidità, anche in una fase di emergenza. Il problema, a mio avviso, è che quando hanno chiesto l'autorizzazione per il fast track eravamo ancora nel pieno della pandemia, quindi non si avevano ancora delle stime esatte sulla reale pericolosità del virus. L'utilizzo di un vaccino con alto rischio di reazioni avverse potrebbe essere giustificato, ma solo di fronte ad un virus dall'altissima mortalità. Invece, nel caso del Covid-19, per me questo vaccino non doveva nemmeno essere autorizzato ed entrare in commercio.

Quindi le case farmaceutiche hanno fatto il loro lavoro, ma i controllori no?
Bisognerebbe capire che tipo di valutazione hanno fatto.

Se dovesse dare un consiglio agli italiani, direbbe loro di sottoporsi o non sottoporsi a questo vaccino?
Questo è un vaccino totalmente sperimentale, poiché ad oggi non abbiamo dati certi sulla sicurezza. Chi si sottoporrà al vaccino farà da cavia, volontaria o meno. Se la vaccinazione venisse resa obbligatoria, ciò sarebbe del tutto inconcepibile: non si può obbligare una persona a fare una sperimentazione. Ma anche se fosse facoltativa, potrebbero obbligarci con il ricatto: senza il vaccino non lavori, o non studi, o non ti sposti. Questo non va assolutamente accettato, in nessun modo. La libera scelta è un diritto, sancito dalla nostra Costituzione.