27 giugno 2017
Aggiornato 22:30
Dura poche centinaia di metri il GP di Spagna del ferrarista

Fratelli coltelli: uno scontro tra finlandesi costa la gara a Kimi Raikkonen

Iceman scatta bene, poi alla prima curva finisce addosso a Max Verstappen e rompe la sospensione anteriore sinistra. Ma la colpa è del suo connazionale della Mercedes, Valtteri Bottas, che lo ha tamponato: «Non l'ho fatto apposta, è stata solo sfortuna», si difende lui

Valtteri Bottas, Kimi Raikkonen e Max Verstappen affiancati alla prima curva dietro a Lewis Hamilton
Valtteri Bottas, Kimi Raikkonen e Max Verstappen affiancati alla prima curva dietro a Lewis Hamilton (Mercedes)

BARCELLONA – È durato appena qualche centinaio di metri il Gran Premio di Spagna di Kimi Raikkonen. Colpa del suo connazionale della Mercedes Valtteri Bottas, che alla partenza ha avuto uno spunto migliore del suo, ma arrivato alla staccata della prima curva ha messo il piede sul freno in anticipo rispetto ai suoi diretti avversari. Questa esitazione ha permesso al ferrarista e a Max Verstappen, anche lui in lotta diretta per la posizione, di affiancarlo all'esterno: ma Bottas ha calcolato male le distanze finendo per toccare la Rossa e spedirla dritta contro la Red Bull del baby fenomeno olandese. Provocando quella rottura della sospensione anteriore sinistra che si è rivelata fatale per Iceman. «Tutto è cominciato quando sono stato toccato nell'angolo posteriore destro – racconta Kimi – La macchina è sobbalzata leggermente e quindi è diventata incontrollabile. A quel punto sono finito addosso a Max, ma non potevo farci niente, tutto è dipeso dal primo contatto. La mia partenza era stata anche buona, sono stato bloccato da Bottas una volta sul rettilineo e già lì avevo dovuto alzare il piede dall'acceleratore, poi ci siamo toccati e la mia gara è finita lì». Sulle responsabilità dell'incidente anche lo stesso Verstappen sembra avere le idee chiare: «Penso che abbiate visto tutti quello che è successo: Valtteri ha colpito Kimi e a quel punto, ovviamente, lui non ha più potuto controllare la macchina, quindi si è schiantato contro di me – ribadisce il pilota dei Bibitari – Normalmente entrare affiancati in tre alla prima curva è possibile, ma è sempre molto stretto. È stato un peccato, ma fa parte delle corse: quando ti inserisci all'esterno sai di rischiare, io ho lasciato un po' di spazio, ma la Ferrari mi è comunque venuta addosso».

Arriva il ritiro
Con onestà, Bottas si è assunto totalmente la colpa, pur attribuendo il suo errore ad una semplice casualità: «Non l'ho fatto apposta, sicuramente – dichiara il portacolori delle Frecce d'argento – Ero all'interno della curva 1 e Kimi ha cercato di superarmi. Io volevo mantenere la mia velocità, ma l'ho colpito. È stata una sfortuna, anche se in realtà si è trattato di un piccolo contatto». Anche lo stesso Valtteri, comunque, non è stato risparmiato dalla malasorte nel prosieguo della gara: al quarantesimo giro, infatti, il suo motore è finito in fiamme impedendogli di completare la strategia ad una sola sosta che avrebbe potuto regalargli un secondo buon risultato dopo la vittoria in Russia: «Mi sentivo bene oggi e non pensavo per niente al propulsore, ad essere onesto. Il problema è che fin dal via non ero abbastanza veloce, quindi abbiamo cambiato la strategia. Siamo passati ad un solo pit stop e penso che avrebbe pagato rispetto ai due ragazzi che mi stavano davanti, Lewis e Seb. Alla fine, sono stato sfortunato, perché mi avevano detto che quel motore avrebbe potuto disputare un'altra gara. Invece...».