26 giugno 2017
Aggiornato 20:30
Anche le ruote coperte regalano soddisfazioni alla Rossa

Una vittoria e un terzo posto per la Ferrari nell'endurance

A Silverstone, nella gara inaugurale del Mondiale Wec, la 488 Gte comincia bene la stagione con un trionfo in classe Gte-Am (grazie a Weng Sun Mok, Keita Sawa e Matt Griffin) e un secondo posto in Gte-Pro (con James Calado e Alessandro Pier Guidi)

La 488 Gte di Weng Sun Mok, Keita Sawa e Matt Griffin vincitrice in classe Gte-Am a Silverstone
La 488 Gte di Weng Sun Mok, Keita Sawa e Matt Griffin vincitrice in classe Gte-Am a Silverstone (Ferrari)

SILVERSTONE – La stagione 2017 del World Endurance Championship della Ferrari è iniziata con un podio nella classe Gte-Pro e con una vittoria nella classe Gte-Am nella 6 Ore di Silverstone. In Gte-Pro James Calado e Alessandro Pier Guidi sono stati protagonisti di una gara all’attacco che gli ha permesso di conquistare il secondo posto finale, mentre nella classe Gte-Am il successo è andato alla 488 Gte del team Clearwater Racing di Weng Sun Mok, Keita Sawa e Matt Griffin che hanno sfruttato l’incidente che si è verificato all’ultimo giro tra l’Aston Martin numero 98 e l’altra Ferrari del team Spirit of Race di Thomas Flohr, Francesco Castellacci e Miguel Molina.

Dietro alla Ford in Gte-Pro
Nella classe Gte-Pro la gara è iniziata in salita per la 488 Gte numero 71 del team Af Corse. Sam Bird, che era al volante, è stato toccato da una delle Porsche ed è stato costretto ad andare largo perdendo numerose posizioni. Meglio è riuscito a fare James Calado sulla 488 Gte numero 51 che dalla sesta posizione si è installato subito in quarta e ha imposto un ritmo di tutto rispetto, benché inferiore a quello delle due Ford che già in qualifica erano risultate decisamente più veloci in termini di velocità in rettilineo. Per la vettura 51 si è deciso di attuare una strategia aggressiva, mentre sulla 71, anche per come si erano messe le cose al via, si è scelto di procedere subito con un doppio stint di gomme e pilota. Calado e Pier Guidi hanno sfruttato al meglio il lavoro dei meccanici per installarsi rapidamente in terza posizione, diventata poi seconda a causa di un pit stop anticipato della Ford numero 67. Per i piloti non è però stata una passeggiata, visto che la vettura 51 ha sempre dovuto battagliare con Ford e Porsche riuscendo a portare a casa il secondo posto finale grazie ad una strategia impeccabile che nella seconda parte di gara, più caotica, ha visto il team chiamare la vettura ai box per una serie di rifornimenti rapidissimi che hanno permesso a Calado e Pier Guidi di restare sempre al vertice della classifica e di poter disporre della strategia nella maniera più elastica per la parte finale. Meno bene è andata la gara della vettura numero 71. Dopo il guaio al via Bird e Davide Rigon si sono lanciati in un recupero che è stato frenato da un errore di strategia durante la quarta ora, aggravato anche da una severa penalità di 15 secondi quando Bird è stato considerato responsabile di un contatto con la Oreca del team Rebellion di Mathias Beche. La vittoria è andata alla Ford di Andy Priaulx, Henry Tinknell e Luis Felipe Derani, quella assoluta alla Toyota di Mike Conway, Kazuki Nakajima e Sebastien Buemi.

Successo in Gte-Am
Nella classe Gte-Am l’avventura nel Wec del team Clearwater Racing, alla prima stagione completa nel campionato dopo la partecipazione alla 24 Ore di Le Mans del 2016, non poteva iniziare in maniera migliore. La 488 Gte affidata al pilota di Singapore Weng Sun Mok, al giapponese Keita Sawa e all’irlandese Matt Griffin si è aggiudicata la corsa con pieno merito anche se per vincerla c’è voluta anche un po’ di fortuna. Scattata dietro sullo schieramento, grazie a una strategia perfetta e alla bravura dei suoi piloti, la vettura 61 ha recuperato subito una posizione da podio. Nell’ultima fase di gara Griffin si è avvicinato all’Aston Martin di Pedro Lamy ingaggiando con il portoghese un duello che ha visto la Ferrari prevalere. Quando sembrava che nulla potesse privare il team Clearwater della vittoria, sulla 488 è stato necessario un rabbocco di carburante. A quel punto Lamy è tornato al comando inseguito dall’altra 488 Gte, quella del team Spirit of Race affidata a Thomas Flohr, Francesco Castellacci e Miguel Molina. Il pilota spagnolo, ufficiale di Maranello, negli ultimi giri ha recuperato il distacco dall’Aston Martin e nell’arco dell’ultimo passaggio ha tentato il sorpasso. La difesa estrema di Lamy ha portato l’Aston Martin contro la Ferrari che ha avuto la peggio finendo fuori pista con un danno alla sospensione. Questo ha permesso a Griffin di tagliare per primo il traguardo.