26 novembre 2020
Aggiornato 13:30
Coronavirus

Locatelli: «Le feste di Natale non saranno come prima del Covid. Non vanifichiamo gli sforzi»

Il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità: «Andranno tenute ben presente tutte le misure di attenzione e di responsabilità individuale per non vanificare gli sforzi che stiamo facendo e faremo»

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«Convivere con il nuovo coronavirus è una realtà rispetto alla quale non possiamo prescidendere, almeno fino a quando non sarà possibile vaccinare un alto numero di soggetti per creare un'immunità di comunità in grado di prevenire l'infezione. Non possiamo pensare che il periodo natalizio faccia eccezione: ovviamente l'auspicio è arrivarci con l'Rt il più basso possibile, con una curva dei contagi piegata verso il basso, ma non possiamo pensare di dare luogo a festeggiamenti del Natale come eravamo abituati a prima del periodo pandemico». Lo ha detto il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, in una conferenza stampa sull'analisi dei dati del Monitoraggio delle Regioni della Cabina di Regia e sulla situazione epidemiologica.

«Andranno tenute ben presente tutte le misure di attenzione e di responsabilità individuale per non vanificare gli sforzi che stiamo facendo e faremo: se ce le dimenticassimo faremmo un errore madornale che ci farebbe ripiombare in una situazione difficile», ha concluso.

«Pronte nuove linee guida per le cure a domicilio»

«È in queste ore pronto per una sua valutazione concertata con i colleghi della medicina generale un documento, promosso dal ministro della Salute, che vuole essere un punto di orientamento e di indirizzo per i medici di medicina generale, da adattare poi alle situazioni particolari a ogni singole paziente, per dare indicazioni sia di monitoraggio, ma anche di linee terapeutiche che permettano di mantenere la gestione domiciliare. Il documento verrà concertato per ottimizzare la gestione nel modo più appropriato e aggiornato dei malati a domicilio».

«Il ruolo dei medici di medicina generale è fondamentale: sono straordinariamente rilevanti per la gestione dei malati, soprattutto in ambito domiciliare. Il loro contributo è cruciale e vanno inclusi in tutto il processo di gestione», ha concluso.

«Iniziale ma chiara decelerazione della curva»

Dagli ultimi dati sulla pandemia da Covid in Italia «si intravede un effetto delle misure intraprese con i vari Dpcm, un'iniziale ma chiara decelerazione della curva della trasmissibilità dell'infezione. Il dato del Rt è evidentemente una sorta di indicatore di questo tipo di variazione della curva e della decelerazione».

«Va sottolineato - ha proseguito - che i dati fanno riferimento alla settimana 2-8 novembre, con la sola eccezione dell'occupazione dei posti letto in terapia intensiva e aree mediche, per i quali il dato è ancora più aggiornato e fanno riferimento al pomeriggio dell'11 novembre».

«Ieri era il quarto giorno di fila in cui si osservava un calo degli accessi in terapia intensiva: 122, 110, 89 e ieri 60. Questo indica che il sistema messo a punto, con una diversificazione delle misure attraverso la stratificazione in classi di rischio differenziate, sta portando i suoi frutti e permette di riuscire a gestire una situazione che rimane evidentemente critica, ma cominciamo a vedere in maniera chiara e inequivocabile un'accelerazione, che andrà confermata, ma che deve essere fortemente motivante ad andare nella direzione con il contributo di tutti a far flettere nella direzione sperata la curva epidemica», ha concluso Locatelli.