22 gennaio 2020
Aggiornato 09:30
Movimento 5 stelle

Corsa alla premiership M5s, ecco il primo «sfidante» di Di Maio

Gianmarco Novi, consigliere comunale a Monza ha pubblicato un breve video di presentazione in cui illustra il suo programma

ROMA - Sulla carta non sarà una corsa solitaria, ma di fatto la strada di Luigi Di Maio verso la premiership M5s non avrà ostacoli a meno di clamorosi colpi di scena. A sette ore dalla chiusura delle candidature, viene pubblicata sul blog di Beppe Grillo la lista dei nomi che si sfideranno per la carica di candidato premier e capo politico del Movimento. Sono 8, Di Maio è l'unico big, gli altri semi sconosciuti, eccezione fatta per la senatrice pentastellata Elena Fattori, personaggio comunque non di primo piano nell'universo grillino.

«Per candidarsi ci vuole coraggio, io come Luigi ho deciso di metterci la faccia, chi è nel movimento non usa queste votazioni per pesarsi e organizzarsi in correnti interne», scrive la Fattori su Facebook dopo l'ufficializzazione della sua candidatura. Una decisione che sembra maturata oggi visto che nel post precedente, datato ieri, ringraziava Di Maio per la sua disponibilità a correre.

Gli altri candidati in corsa sono: Vincenzo Cicchetti, candidato sindaco di Riccione; Andrea Davide Frallicciardi, perito elettronico, ex consigliere comunale di Figline Valdarno, in provincia di Firenze; Domenico Ispirato, ex consigliere circoscrizionale a Verona; Gianmarco Novi, consigliere comunale a Monza; Nadia Piseddu, candidata a sindaco di Vignola; Marco Zordan, 43 anni, artigiano di Arzignano, di cui non viene riportato il curriculum politico.

«I giornali volevano delle primarie fiction, noi gli abbiamo dato la realtà», ha scritto in un post il Movimento 5 stelle su Facebook. «Per i giornali - si afferma - ogni scusa è buona per parlare male del M5s e in queste ore discettano sulla qualità del voto per la candidatura a premier del M5s. Candidarsi alla guida del paese è una grande, enorme responsabilità e tanto di cappello per chiunque ha deciso di mettersi in gioco. Il più grande in bocca al lupo di tutto il M5s». E ancora: «Le primarie del Pd servono a pesarsi e poi a riposizionarsi dentro al partito e nelle correnti. E' una fiction, ma contenti loro». «Da noi - sostiene il M5s - questo non esiste, nessuno deve pesarsi, nessuno deve spartirsi quote di potere. Questa mentalità non ci appartiene. Nel M5S è tutto più semplice e democratico: esce un post su un blog, ci sono delle regole e tutti possono partecipare. Niente schede bianche, niente stand elettorali pagati coi soldi dei contribuenti, tutto a costo zero e il candidato, infine, è espressione diretta dei cittadini».

Questa mattina Alessandro Di Battista aveva affidato sempre a Facebook l'annuncio che non avrebbe partecipato spiegando che le ragioni le avrebbe elencate sul palco di italia a 5 stelle che si terrà il prossimo weekend a Rimini. Silenzio invece dall'altro 'papabile' Roberto Fico, descritto come leader dell'ala più ortodossa del movimento, quella più vicina alle origini. Questa mattina era atteso all'hotel Forum a Roma, dove Beppe Grillo alloggia durante le sue trasferte romane, ma non si è visto. Grillo è rimasto chiuso in albergo tutto il giorno, concedendo ai numerosi cronisti e cameramen che lo attendevano solo un gesto: ha calato due lenzuola annodate dalla finestra della sua camera al terzo piano. Voglia di evasione? Dalle telecamere o dalle polemiche interne al movimento? Il comico dovrebbe trattenersi nella capitale fino a mercoledì.

E nella corsa alla premiership del M5s non è mancata una provocazione, a firmarla Roberto Saviano: «Questa mattina - ha scritto su Fb - mi sono svegliato con il desiderio di omaggiare Marco Pannella e la sua eterna capacità di sorprendere e sparigliare le polverose strutture della politica tradizionale. Nel 2007 si candidò alle primarie del Pd ma fu escluso perché non soddisfaceva i requisiti richiesti dal neonato Partito democratico. Ebbene, approfitto di questa sede per ufficializzare la mia candidatura a premier per il M5S. Lo faccio anche - ha sottolineato - per trarre il Movimento dall'impaccio di una situazione patetica per non dire bulgara. Per spezzare una lancia in mio favore, ammetto di non essere iscritto al Movimento, ma condivido con Luigi Di Maio lo status di indagato per diffamazione (incidenti del mestiere)».