19 aprile 2021
Aggiornato 01:00
IL VIDEO-EDITORIALE

La «sfacciata» Bodrini vuole politicizzare la strage di Marcinelle

A differenza di quanto accade oggi con i migranti provenienti dalla Libia, fu lo stato del Belgio a chiamare i nostri minatori perciò gli italiani non arrivarono da clandestini

ROMA - Ieri ricorreva l'anniversario del cosiddetto «Disastro di Marcinelle» dell'8 agosto 1956 quando nella tristemente nota miniera di carbone belga si sviluppò un incendio che uccise per soffocamento 262 minatori, in maggioranza emigrati italiani. Ogni anno assistiamo allo scempio di quelle vittime da parte della sinistra benpensante che vuole imporci il parallelismo tra gli italiani emigranti di allora e i subsahariani che emigrano oggi, come intendere che bisogna assistere al moto migratorio odierno con indulgenza perchè anche noi italiani siamo stati emigranti. La Boldrini è arrivata a twittare «Marcinelle ci ricorda quando gli immigrati eravamo noi». Questo parallelismo è inaccettabile!! La seconda guerra mondiale non ebbe un grande impatto distruttivo sugli impianti industriali belgi, il piccolo paese del nord si ritrovava con poca manodopera disponibile e attuò una politica per l'attrazione di manodopera da altri paesi. Venendo all'Italia, il 23 giugno 1946 fu firmato il protocollo italo-belga che prevedeva l'invio di 50.000 lavoratori in cambio di carbone. Quindi i nostri lavoratori erano esattamente l'opposto dei clandestini, oltre al loro stipendio il Belgio dava del carbone all'Italia per poterli avere.
Un accordo tra 2 paesi che avevano esigenze simbiotiche, all'Italia serviva energia, al Belgio manodopera. Gli italiani, quando partivano, sapevano esattamente dove sarebbero finiti: in miniera dal primo giorno non per strada, o ad accattonare qualche elemosina fuori dal supermercato o gravare sui costi di accoglienza trascorrendo le giornate bighellonando. Inoltre, sebbene sembri essere vietato dirlo, tra Belgio e Italia ci sono valori di fondo simili, cultura, religione, storia, millenni in cui gli stati europei si influenzano reciprocamente e le popolazioni si ispirano reciprocamente. Tale situazione non si verifica con popoli che vengono da zone del pianeta dove il deserto del Sahara ha costruito un muro, per secoli invalicabile. Cara Boldrini, capiamo che tu ogni giorno abbia bisogno di accaparrarti qualche briciola di consenso a sinistra ma abbi almeno il pudore di non strumentalizzare le tragedie nazionali.