1 ottobre 2022
Aggiornato 17:00
Covid-19

Giuseppe Remuzzi: «Se prevarrà Omicron la curva dei positivi scenderà a breve»

Il Direttore dell'istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri: «Per la fine della pandemia dovremo prendere delle precauzioni almeno per un paio d'anni». Greco (Cts): «Non sono gli studenti a far salire i contagi»

Giuseppe Remuzzi: «Se prevarrà Omicron la curva scenderà a breve»
Giuseppe Remuzzi: «Se prevarrà Omicron la curva scenderà a breve» Foto: Pixabay

«La scuola è rimasta chiusa per tanto tempo e i contagi hanno continuato ad aumentare: credo che il contributo degli studenti sia davvero irrilevante con una variante che si diffonde con tale velocità. In un certo senso abbiamo due pandemie: una sostenuta da Omicron e l'altra ancora da Delta. Se Omicron riuscisse a sopraffare Delta, dal momento che la malattia che provoca è meno severa, allora forse riusciremo a vedere la discesa della curva nel giro di qualche settimana. Un'espansione rapidissima di Omicron che sovrasti Delta non sarebbe in sé una cattiva notizia». Così in una intervista al Corriere della Sera Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri.

«Con la terza dose - spiega - finiscono in terapia intensiva solo persone anziane che hanno altri tipi di malattie associate. La percentuale di non vaccinati in ospedale è altissima, se tutti fossimo vaccinati non ci sarebbe alcun problema di saturazione dei posti letto. Se vogliamo parlare di fine della pandemia credo che dovremo ancora prendere delle precauzioni almeno per un paio d'anni», conclude Remuzzi.

Greco (Cts): «Non sono gli studenti a far salire i contagi»

«Non è la scuola a trainare il contagio» e il Cts lo ha sottolineato «già tante altre volte in passato. Certo, è vero che di recente non si è espresso, del resto noi diamo pareri solo sui quesiti che ci vengono posti. Il Cts ha sposato la linea del governo: fare tutto il possibile per tenere aperte le scuole. E su 59 riunioni, noi 10 membri alla fine abbiamo sempre raggiunto l'unanimità. Non è poco». Così in una intervista a La Repubblica Donato Greco, infettivologo e epidemiologo, membro del Cts, ha guidato la Prevenzione sia dell'Istituto superiore di sanità che del Ministero alla Salute.

Con la riapertura degli istituti, sostiene, «ci potranno essere più contagi ma in parte saranno dovuti a questa frenesia degli screening scolastici, quelli fatti con il salivare, scientificamente insulsa».

«L'obbligo del vaccino è stata una sconfitta: i cittadini avrebbero dovuto aderire tutti di loro volontà Ma a questo punto non c'era altra strada», prosegue Greco, per il quale perché i contagi rallentino «devono succedere due cose: prima deve esserci la completa diffusione di Omicron, poi deve passare l'inverno. Questo virus ha forte stagionalità ma aumentando le vaccinazioni ai ritmi con i quali stiamo procedendo, tra un paio di settimane i suscettibili si ridurranno».