13 aprile 2021
Aggiornato 00:30
La crisi del coronavirus

«Lo sport è prevenzione ed è terapeutico»

Il Direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia: «Stili di vita hanno influito e influiscono in malattia seria come questa». Parisi: «La terza ondata è in corso, prepariamoci alla quarta»

«Lo sport è prevenzione ed è terapeutico»
«Lo sport è prevenzione ed è terapeutico» ANSA

«Lo sport in generale, e il calcio, sono terapeutici e sono assolutamente prevenzione». Lo ha sottolineato il direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia, a margine della visita in Istituto del presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina. «Abbiamo fatto anche uno studio, noi dello Spallanzani e l'Ospedale Bambino Gesù - ha aggiunto - per valutare quanto gli stili di vita abbiano influito e possano influire in una malattia seria come questa. Purtroppo come sappiamo, sulle malattie concomitanti, le comorbidità di questa pandemia, gli stili di vita e le povertà hanno una grande, grande incidenza. Quindi bisogna insistere sempre di più perchè stili di vita salutari possano essere trasversali nella nostra società».

«Vaccino sicuro? Si acquisisca. No a geopolitica»

Per combattere la pandemia, è necessario «superare la logica geopolitica: se un vaccino è sicuro ed efficace di dovunque esso sia noi dobbiamo acquisirlo. Abbiamo davanti a noi una sola strada - ha sottolinato Vaia - e deflettere da questa strada è un errore: oggi bisogna vaccinare gli italiani, quindi bisogna aumentare l'approvvigionamento delle dosi superando la logica del brevetto. Le aziende devono cedere i brevetti, consentire alle industrie italiane di produrre».

Parisi: «La terza ondata è in corso, prepariamoci alla quarta»

Giorgio Parisi, fisico e presidente dell'accademia nazionale dei Lincei, lancia l'allarme: la terza ondata è già in corso, prepariamoci alla quarta. Dalle pagine del Corriere della Sera, Parisi spiega: «A dire il vero la seconda ondata non è finita, quindi si può discutere se si tratti di una recrudescenza di quella o di una fase successiva. In ogni caso ha senso chiamarla terza ondata perchè ha caratteristiche diverse, ovvero le varianti».

Dunque i casi si possono quadruplicare in un mese e dai 13mila di ieri si può passare a 50mila con punte di mille morti al giorno. «Se avessimo monitorato meglio la diffusione della variante inglese un mese fa si poteva intervenire prima» ha aggiunto Parisi. E in merito alla quarta ondata conclude: «Se dovessero spuntare nuove varianti che sfuggono ai vaccini attuali è necessari auna campagna vaccinale di richiamo a dicembre-gennaio, il prossimo inverno. Ma va pensata ora».

Remuzzi: «Regia centrale con Esercito e Protezione Civile»

«Per fare il salto di qualità nella lotta al virus bisogna organizzarsi con almeno 500 mila dosi giornaliere. Serve un'unica regia centrale. Vanno coinvolti Protezione civile ed Esercito per puntare ai grandi numeri. Non significa che i medici di base o le farmacie saranno esclusi: ogni aiuto in più è prezioso». Lo dice al Corriere della Sera Giuseppe Remuzzi, nefrologo, direttore dell'Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri.

Bisogna usare «grandi spazi come palestre, palazzetti dello sport, teatri che Regioni e Comuni potranno mettere a disposizione. L'Esercito può costruire in poche ore strutture mobili, come quelle utilizzate dopo un terremoto o un'alluvione».

Sull'immunità, prosegue Remuzzi, «i dati scozzesi ci indicano una protezione di almeno un mese, ma se guardiamo gli studi che si sono susseguiti su quanto dura l'immunità dei guariti da Covid-19 possiamo stimare una media di sei mesi. Improbabile che un vaccino protegga per un tempo inferiore. Il vaccino Sputnik? Ne abbiamo bisogno», conclude Remuzzi.

I pediatri: «I contagi non sono a scuola ma all'esterno»

«Contagi a scuola? In un ambiente dove si sta distanziati e si indossa la mascherina non ci si contagia. Ci si contagia fuori. Se fuori aumenta la diffusione i rischi aumentano anche nella scuola ma è l'esterno il problema non la scuola». Così in un'intervista a La Stampa Alberto Villani, presidente della Società Italiana di Pediatria e componente del Cts.

«Chiudere anche le primarie dove i contagi sono alti? Che i virus varino è noto, il virus fa il suo mestiere. Le varianti hanno dimostrato di essere più infettanti e quindi il contagio corre molto di più. Non è una questione di tifoseria ma di analizzare con serietà e poi fare delle scelte. Se la situazione epidemiologica è grave bisogna chiudere».

«Sono avvilito per la mancanza di attenzione nei confronti di bambini e adolescenti. Abbiamo scritto una lettera al presidente Draghi. Speriamo che ci ascolti. Questo è il momento per investire. Se non ora, quando?», conclude Villani.