27 settembre 2020
Aggiornato 13:00
Coronavirus

«Lockdown locali inevitabili se i contagi salgono ancora»

Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo: «Mi preoccupa il senso di onnipotenza dei giovani. Se ci faremo sfuggire nuovi focolai avremo guai seri. Non ce lo possiamo permettere»

«Lockdown locali inevitabili se i contagi salgono ancora»
«Lockdown locali inevitabili se i contagi salgono ancora» ANSA

«Tornare indietro sarebbe una catastrofe, ma è bene sapere che se i contagi continueranno a salire i lockdown locali saranno inevitabili. Noi monitoriamo la situazione e guardiamo i dati. Ci piacerebbe molto far tornare la situazione alla normalità. Ma adesso c'è grande preoccupazione». Lo afferma Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, in un'intervista al Corriere della Sera.

«Abbiamo una graduale ascesa dei numeri, ma soprattutto abbiamo anche persone giovani che stanno entrando nelle terapie intensive. Nessuno è invulnerabile. Ricordiamoci che questa è una malattia maledetta. Quando colpisce può fare male», sottolinea.

«Dobbiamo limitare gli assembramenti. Possiamo anche bere lo spritz, ma se ci ammucchiamo non ci sarà scampo. Mi preoccupa il senso di onnipotenza dei giovani. Se continua così nuovi divieti saranno inevitabili. L'andamento della curva epidemica ci dice che l'Italia è in movimento e il virus sta viaggiando. Se ci faremo sfuggire nuovi focolai avremo guai seri. Non ce lo possiamo permettere», aggiunge Miozzo.

Galli: «Fondamentale la vaccinazione antinfluenzale»

«Ogni anno ci sono circa ottomila morti direttamente o indirettamente causati dall'influenza che, soprattutto nei grandi anziani, sarebbero evitabili se la gente si vaccinasse. Questo è il classico anno in cui più vaccinazioni antinfluenzali avremo, meno persone avremo combinate male nei pronto soccorso degli ospedali a richiedere un ricovero in un momento in cui non sapremo se avranno la Covid piuttosto che altre infezioni». Così a Timeline, su Sky TG24 Massimo Galli, primario infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano.

«Vaccino? Non sappiamo se e quando arriverà»

Sui vaccini «siamo in una situazione ancora molto da definire e non vorrei dire confusa. Qui siamo alle dichiarazioni, da una parte e dall'altra, che hanno contenuti molto più di tipo politico e finanziario più che dichiarazioni che abbiano una reale base scientifica. La dichiarazione arrivata dalla Russia è qualcosa su cui non ho elementi di giudizio, perché non ho nessun dato, ma del resto per avere un vaccino sicuro ,efficace e realmente protettivo bisogna avere tutte le fasi di sperimentazioni necessarie e indispensabili».

«Le dichiarazioni, non solo quelle russe probabilmente, hanno un significato abbastanza lontano dall'aspetto scientifico e hanno anche il pericolo di indurre magari qualche Governo a cullarsi o far intendere alla popolazione sul fatto che tanto arriverà il vaccino e non applicare in maniera serie e rigorosa le norme di contenimento. Al di là delle dichiarazioni non sappiamo se il vaccino arriverà, quando arriverà e quanto potrà essere distribuito».