7 aprile 2020
Aggiornato 09:30
Emergenza coronavirus

Coronavirus, le popolazioni africane immuni? L'ipotesi del virologo Galli

A parlarne è Massimo Galli, direttore Malattie infettive all’Ospedale Sacco di Milano, durante un intervento ad Agorà. «Spero possa essere confermato, anche a livello di ricerca»

Coronavirus, le popolazioni africane immuni? L'ipotesi del virologo Galli
Coronavirus, le popolazioni africane immuni? L'ipotesi del virologo Galli ANSA

MILANO - «Verosimilmente c'è una diversa disponibilità e diverse caratteristiche dei recettori per il virus in alcune etnie, in alcune popolazioni, soprattutto di origine africana». Lo ha detto Massimo Galli, direttore del reparto Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, spiegando ad Agorà, su Rai Tre, perchè il contagio del Coronavirus si sviluppa meno in alcune popolazioni del continente Africano. L'auspicio di Galli è che questo dato «possa essere confermato anche a livello di ricerca».

«Porte chiuse» al virus

In merito all’immunità in base all’etnia, l’esperto ha aggiunto:»È un’ipotesi, c’è da studiarci sopra però ci sono alcune evidenze che effettivamente non abbiamo persone di origine africana nei nostri reparti, se non forse in minima misura. Questo suggerisce che l’ipotesi che la porta di ingresso del virus sia diversa e non accogliente in determinate etnie, possa stare in piedi: asiatici ed europei hanno porte aperte» mentre «gli africani ce le hanno chiuse. Se fosse così il disastro colpirebbe di meno le aree più fragili del mondo».

L'evoluzione della pandemia

Per capire l'evoluzione della pandemia in Italia, «ci vorranno 5-6 giorni di fila». Infatti, «anche a scanso di delusioni i dati che arrivano giorno per giorno vanno letti con molta attenzione». Ma, sul possibile numero di contagi sommersi, Galli concorda con Angelo Borrelli, il capo della protezione civile, che sostiene la possibilità della presenza di un malato certificato ogni 10 non censiti. «Temo che l'ipotesi di Borrelli possa essere molto vicino alla realtà - ha detto Galli - anche se non abbiamo dati sicuri per poterlo dire, ma i contagiati sono molti di più di quelli registrati ufficialmente».

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