29 settembre 2020
Aggiornato 16:00
Crisi coronavirus

Fontana: «Se situazione degenera Milano come Wuhan»

Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana: «Per ora non pensiamo di isolare Milano. Sarebbe un qualcosa di impensabile. Stiamo cercando di pensare a iniziative limitate e settoriali»

A Milano musei civici aperti e centro affollato
A Milano musei civici aperti e centro affollato ANSA

MILANO - «Per il momento non pensiamo di isolare la città di Milano perchè sarebbe un qualcosa di impensabile». Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, nel corso della trasmissione In mezz'ora su Rai3. «Per ora stiamo cercando di pensare a iniziative limitate e settoriali - ha spiegato - Abbiamo deciso di chiudere le scuole, abbiamo sospeso le attività sportive, i grandi eventi pubblici, i vari Carnevali e poi stiamo cercando di monitorare uno per uno tutte le persone contagiate».

«Stiamo in queste ore firmando una ordinanza - ha proseguito - nella quale poniamo ulteriori limiti: uno di questi è ridurre il piu possibili gli assembramenti tra i cittadini, l'altro è monitorare tutte le persone che risultano essere state contagiate e tutte le persone che hanno avuto contatti con loro, metterle in una sorta di quarantena, evitando che a loro volta possano contribuire a diffondere il virus».

Fontana: «Se situazione degenera Milano come Wuhan»

Milano come Wuhan? «Se la situazione dovesse degenerare al punto di non essere nelle condizioni di controllare il contagio si può pensare a iniziative di quel genere, ma sono convinto che non si debba e non si arriverà a una situazione del genere ma se dovesse avvenire ne dovremmo prendere atto e assumere certe decisioni. Adesso le condizioni non ci sono. In una eventuale fase 2 - ha spiegato - è chiaro che si potrebbero assumere delle iniziative ancor più drastiche e rigorose che in Cina sono state assunte nella città di Wuhan e che hanno portato a dei risultati di grandissima riduzione del virus».

A Milano musei civici aperti e centro affollato

Restano aperti i musei civici di Milano con una discreta affluenza di pubblico, in attesa dell'ordinanza di Regione Lombardia, mentre alcune gallerie private, come le Gallerie d'Italia di Intesa Sanpaolo in piazza della Scala, sono già chiuse al pubblico. In generale in centro a Milano, l'emergenza Coronavirus è ancora poco percepita. Il flusso di persone è abbondante, solo qualche esercente lamenta un'affluenza inferiore rispetto a quella delle scorse domeniche. «Abbiamo meno coperti del solito, a pranzo domenica siamo sempre pieni, oggi ci sono tavoli liberi», ha dichiarato il titolare di un bistrot. Poche anche le persone che indossano mascherine o che hanno deciso di prendere precauzioni particolari. «Siamo venuti in centro con i mezzi, non ci siamo nemmeno posti il problema», ha dichiarato un passante.

Ora bisogna attendere l'ordinanza di Regione Lombardia per valutare eventuali altri provvedimenti, hanno fatto sapere dal Comune di Milano dove si è svolta la riunione del Tavolo istituito dal sindaco che ha confermato l'apertura di tutti gli uffici pubblici per la giornata di domani. Confermata invece la chiusura di tutte le scuole e delle università. Resta da capire come si muoveranno i privati lunedì: diverse aziende stanno invitando i dipendenti a utilizzare il telelavoro e a stare a casa, mentre numerosi eventi sono già stati cancellati.

A Sesto San Giovanni centri commerciali chiusi

Misure drastiche di contenimento per la città di Sesto San Giovanni, il comune alle porte di Milano che vede un suo cittadino, ricoverato all'ospedale San Raffaele, positivo al coronavirus. Il sindaco, Roberto Di Stefano, ha firmato l'ordinanza che, nel dettaglio, prevede: la sospensione delle attività nelle scuole di ogni ordine e grado e negli asili nido; annullati tutti gli eventi previsti in città, compresi gli eventi del Carnevale; sospese attività negli impianti sportivi; sospese attività rivolte al pubblico svolte da parrocchie, oratori, associazioni culturali e religiosi; chiusi centri commerciali (Sarca e Vulcano) a eccezione dell'erogazione dei beni di prima necessità; chiusi i centri anziani e sospese le attività in luoghi chiusi e aperti al pubblico (cinema, teatri, concerti); chiusi i mercati comunali cittadini; chiuse le biblioteche, le scuole civiche, la Casa delle Associazioni.

Sono sospesi tutti i servizi comunali a eccezione dei seguenti servizi essenziali: stato civile e servizio elettorale; igiene, sanità e attività assistenziali; attività di tutela della libertà della persona e della sicurezza pubblica; produzione e distribuzione di energia e beni di prima necessità; raccolta e smaltimento rifiuti; servizi del personale. «Ho ritenuto importante - ha detto Di Stefano - garantire misure drastiche e incisive a tutela della salute pubblica e della sicurezza dei cittadini sestesi. Con serietà e impegno, e senza inutili allarmismi, continuiamo a collaborare con Regione Lombardia, con le autorità sanitarie e con tutti gli organi interessati».